innovazione

Crowdfunding, corre la raccolta per la blockchain alimentare di Ez Lab

Superata la raccolta di 100mila euro su Mamacrowd in una sola settimana

di Maria Chiara Voci


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(Agf)

3' di lettura

La piattaforma più conosciuta di Ez Lab si chiama AgriOpenData, è stata premiata allo Smau nel 2016 e applica la tecnologia blockchain per registrare, in ogni fase del processo, i dati relativi allo sviluppo di un alimento (dal campo fino alla vendita finale), conservandoli in modo sicuro e inalterabile. Fra i “prodotti” che hanno scelto la tracciabilità Ez Lab spiccano casi come il pomodoro Pachino, l’Asiago, il Riso Chiaro o il Valpolicella della Cantina Volpone.

La Pmi innovativa ha raggiunto da pochi giorni un nuovo successo: la campagna di equity crowdfunding su Mamacrowd, lanciata il 18 febbraio, corre veloce e ha superato in una settimana i 100mila euro, pari alla metà dell'obiettivo minimo fissato in 200 mila euro in 60 giorni, con scadenza il 20 aprile (l'obiettivo massimo è di 500mila euro).

Un traguardo in un percorso in crescita: fondata nel 2014 nell’incubatore universitario Galileo Visionary District di Padova, Ez Lab ha oggi ha due sedi all’estero, nell’incubatore Thrive in California e a Reims, in Francia e ha realizzato circa 40 progetti di tracciabilità su filiere come vino, birra, formaggio, riso, soia e zucca.

Inoltre è business partner di Ibm Food Trust, la piattaforma blockchain di Ibm per il settore retail ed è impegnata nella sperimentazione della tecnologia digitale al 5G a L'Aquila, grazie ad un progetto con Wind Tre.

«La nostra attività consiste nel rendere visibile il valore di un prodotto – spiega il fondatore Massimo Morbiato –. Siamo tra i primi ad aver applicato con successo la blockchain all’economia reale, instaurando un rapporto di fiuducia diretto fra produttore e consumatore».

Nell’azienda lavorano manager, agronomi ed enologi, informatici, esperti di comunicazione e marketing. Nel settore agroalimentare, l’acquisizione dei dati inizia dal campo (o dall'allevamento), prosegue nella fase della trasformazione della materia prima fino alla fase del packaging e del trasporto e conferimento. Grazie a un codice QR sulla confezione chiunque può risalire alla storia del prodotto.

«Facciamo qualche esempio pratico – spiega Morbiato –. Prendiamo il caso del latte dell’Asiago. Il nostro sistema traccia prima di tutto i dati relativi all'allevamento delle mucche, dalla provenienza alle condizioni di vita degli animali. Da lì si va avanti fino alla trasformazione del formaggio e alla vendita. La stessa cosa vale per il vino: la piattaforma contiene le informazioni dall’identità dell’azienda, sul disciplinare produzione, sul terreno agricolo, sui tempi di sviluppo della coltivazione, sui trattamenti applicati, sulla raccolta e le successive fasi di trasformazione».

L'intero meccanismo si basa sull'autocertificazione. La «catena di blocchi» è, infatti, paragonabile a un grande registro digitale, una banca dati condivisa a cui si possono aggiungere dati e a cui tutti possono accedere, ma che non è modificabile e la cui sicurezza è garantita da crittografia. «La reputazione è il valore che regge l'intero sistema - spiega Morbiato -. Proprio perché inamovibile, il sistema rende le informazioni immesse verificabili anche nel tempo».

Se in ambito agrifood in Italia Ez Lab ha una posizione di leadership, il crowdfunding permetterà l'espansione verso altri settori: tessile, energia, immobiliare, assicurativo, ma anche logistica, supply chain, manufacturing e legal. Il business plan presentato agli investitori prevede la sottoscrizione di 7 joint venture in altrettanti comparti nel giro di tre anni. Tre di queste saranno sottoscritte entro il 2020.

La partecipazione alla campagna di crowdfunding è aperta a tutti, con un investimento minimo fissato in circa 250 euro che dà diritto a una detrazione fiscale pari al 30%.

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