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Crowdfunding, più digitale con un occhio all’impatto

Lerro (Aiec): «Spinta forte alla digitalizzazione. In progettazione piattaforme attente all’impact, tra recupero ecobonus, comunità energetiche, rilancio delle attività»

di Alessia Maccaferri

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(Imagoeconomica)

Lerro (Aiec): «Spinta forte alla digitalizzazione. In progettazione piattaforme attente all’impact, tra recupero ecobonus, comunità energetiche, rilancio delle attività»


3' di lettura

Nuove piattaforme digitali, una inedita componente impact e un’immobiliare sempre più appetibile. L’eredità dell’emergenza Covid19 mostra un volto rinnovato del crowdfunding che, anche durante il lockdown non ha mai smesso di attrarre progetti e investitori, sia per il lending (il prestito) sia per l’equity (con l’acquisizione di quote). Complice ovviamente l’andamento altalenante dei mercati che ha spinto gli investitori a guardare anche alla finanza alternativa.

«In questo periodo c’è stata un forte spinta verso la digitalizzazione - spiega Alessandro M. Lerro, presidente dell’Associazione italiana dell’equity crowdfunding (Aiec) - Durante lockdown sono state concepite nuove piattaforme soprattutto nell’immobiliare che saranno lanciate entro l’estate».

Paradigma impact

Nell’ultimo anno si era intravisto un interesse verso una componente sociale o con un approccio green. Ora i segnali sono più evidenti. L’ultimo in ordine di tempo è quello di Mamacrowd, prima piattaforma italiana di equity crowdfunding che per debuttare nell’immobiliare ha scelto G311 - Green Living, il progetto che propone un nuovo concetto abitativo post lockdown (giardini, ampi spazi, servizi condivisi) e punta a raccogliere fino a 4,4 milioni di euro.

«Ormai la parola d’ordine è sostenibilità. Nella pipeline di nuove piattaforme si inizia a parlare di impact e ci sono progetti in questa direzione. Pensiamo, per esempio, al finanziamento del bonus fiscale, che consente di recuperare le spese per efficientamento energetico- spiega Lerro - Con il Dl rilancio è stato portato al 110%. Le imprese non possono più contare su un acconto. Per questo stanno nascendo progetti di lending crowdfunding finalizzato a sostenere le aziende che lavorano nell’efficientamento energetico finanziando la parte iniziale dei lavori. Questo tipo di iniziativa rientra nell’impact perché ha una ricaduta positiva sull’ambiente e sul tessuto sociale».

Comunità locali

Un ambito a impatto sociale è quello della riqualificazione urbana, dove la componente immobiliare sposa l’interesse sociale. «Ci sarà spazio per processi di riqualificazione purché ci sia come sottostante un modello di business favorevole per investitori retail con propensione al rischio limitata e che hanno bisogno di un certo rendimento. Ora un progetto di riqualificazione è ancora più interessante se l’ investitore stesso vive nel territorio su cui insiste il progetto. Il ritorno non è solo di rendimento finanziario: quell’investitore sa che il suo investimento ha una ricaduta vicina al suo territorio. Stiamo vedendo per esempio nel lending progetti nel settore energetico che hanno a che fare con le comunità». Proprio le comunità energetiche saranno alla base di una rivoluzione sostenuta anche dalle ultime direttive europee. Si tratta di comunità dove la produzione e/o il consumo di energie avviene in condivisione. Valorizzano i territori anche piattafome come Ener2crowd che propone investimenti con tasso di rendimento differenziati a seconda che gli investitori si trovino o meno nel luogo in cui si svolge l’intervento.

Rilancio delle attività

Il lending crowdfunding offre nuove possibilità anche per garantire la sopravvivenza a quelle attività economiche pesantemente penalizzate dall’emergenza. «Stiamo iniziando a ragionare su un profilo interessante della crowd economy, che non è solo un fenomeno finanziario ma anche di marketing - prosegue Lerro - . Per esempio prendiamo uno dei settori più colpiti dalla crisi del Covid19, che è quello della ristorazione. Immaginiamo un ristoratore che desideri rilanciare l’attività con un finanziamento attraverso il crowd. Ecco allora potrebbe impostare una campagna non solo sulla raccolta di denaro a fronte di tasso di interesse ma sulla fidelizzazione degli investitori, che possono essere i suoi clienti, la sua comunità locale. Si potrebbe crea un engagement con un effetto benefico che va al di là del mero prestito ma che ri ripercuote positivamente sul territorio».

La corsa dell’immobiliare

Il trend positivo del real estate del 2019 è proseguito imperterrito anche in questi mesi dell’anno (vedi articolo sotto), che anzi hanno favorito la nascita di nuove piattaforme. Ultima nata Bridge Asset e altre sono pronte al lancio, sia nell’equity sia nel lending. «Abbiamo passato il lockdown a lavorare su nuove piattaforme che debuttano ora. - spiega Lerro - C’è stato un notevole incremento di progetti, in gran parte nel settore immobiliare. Si sta sviluppando un’offerta con progetti più strutturati e spiegati meglio. C’è da aspettarsi piattaforme sempre più informative e con maggior approfondimento perché non solo aumenta la domanda ma ma anche livello sia per importo di investimento sia per sofisticatezza dell’investitore. Non solo retail ma retail, retail con consulente finanziario, società di investimento». E Lerro cita il record italiano in equity segnato sulla piattaforma Backtowork24 da Fin-novia: una campagna da 7,6 milioni, condotta in partnership con Intesa Sanpaolo. L’investimento medio è stato superiore a 30mila euro.

Cresce l’offertta ma anche la domanda. Complice il fatto che, a differenza di altri ambiti come quello tecnologico, l’investimento nel real estate è più facile da comprendere per l’investitore retail e il rischio è più basso per la presenza di un asset immobiliare.

Riproduzione riservata ©
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    Alessia MaccaferriCaposervizio Nòva 24 - Il Sole 24 Ore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: italiano, inglese

    Argomenti: innovazione sociale, impact investing, filantropia, fundraising, smart cities, turismo digitale, musei digitali, tracciabilità 4.0, smart port

    Premi: Premio Sodalitas (2008), premio Natale Ucsi (2006), European Science Writer Award (2010)

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