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Crowdfunding da record: 10 milioni in meno di 2 mesi

La fotografia la scattaCrowdfunding Buzz. Guidano quelli di lending con oltre 6,3 milioni per 28 progetti; l’equity è a più di 3,7 milioni per 3 progetti

di Daniela Russo

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La fotografia la scattaCrowdfunding Buzz. Guidano quelli di lending con oltre 6,3 milioni per 28 progetti; l’equity è a più di 3,7 milioni per 3 progetti


4' di lettura

Superano i 10 milioni di euro i fondi raccolti dai portali di crowdfunding immobiliare nei primi mesi del 2020: guidano quelli di lending con oltre 6,3 milioni per 28 progetti, l'equity è a più di 3,7 milioni per 3 progetti. In entrambi i casi, a fine febbraio, si assiste al sorpasso delle cifre raggiunte nell'intero primo trimestre 2019: le campagne di landing registrano un +698,3%, quelle di equity crescono del 65,3 per cento.

La fotografia è di Crowdfunding Buzz, che si sofferma anche sul numero degli investitori (7.222 per le prime, 502 per le seconde) e sull’investimento medio (rispettivamente a 1.200 euro e 8mila euro). Dalla ristrutturazione di appartamenti nel cuore delle principali città europee alla riconversione di edifici scolastici, passando per investimenti negli Stati Uniti e la realizzazione di complessi turistici: come scegliere gli investimenti più produttivi? L’indice di redditività aiuta, ma a fare la differenza è soprattutto il modello di business della piattaforma scelta.

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I modelli di business
Il real estate crowdfunding cresce anche in Italia, come il numero delle piattaforme che operano in questo comparto. Due i modelli di business: uno basato sul prestito ripartito tra piccoli investitori (lending), l’altro sulla sottoscrizione di quote di una società – spesso costituita ad hoc – che partecipa al finanziamento dell’operazione o la implementa direttamente (equity). Nel primo caso, alla vendita dell’immobile, il ritorno per l’investitore è dato dagli interessi percepiti sul capitale prestato. Raramente è prevista una cedola a tasso pre-definito. Le piattaforme di equity, invece, generano un ritorno per l'investitore dato dalla plusvalenza alla vendita dell'immobile, circa due anni dopo. «In quest'ultimo caso – spiega Giancarlo Giudici, direttore Osservatorio Crowdinvesting del Politecnico di Milano – il rendimento è più elevato, perché si tratta di sottoscrivere titoli e di conseguenza il rischio assunto è maggiore. In Italia c’è una radicata cultura del mattone, il crowdfunding consente di diversificare, selezionare i progetti e monitorarne l’andamento».

Il capoluogo della Lombardia è il principale protagonista delle campagne. «C’è omogeneità tra i progetti – sottolinea Giudici –. Sono pochi quelli che interessano città diverse da Milano o il comparto commerciale. Alcune campagne guardano all'estero, sono ancora in numero ridotto. Si tratta per lo più di ristrutturazioni o di realizzazioni di strutture turistiche: per l'investitore la tipologia non incide particolarmente sul rendimento». A fare la differenza, in questa direzione, è il modello di business della piattaforma.

Equity: uno sguardo allo scenario italiano
In Italia il debutto dell’equity crowdfunfing è legato a Walliance, piattaforma nata nel 2017, prima a ottenere l’autorizzazione per operare in un altro Paese europeo, la Francia. A febbraio ha promosso il progetto Brooklyn, 669 St. Marks Avenue, che registra investimenti per 1,6 milioni di euro in poco più di tre ore. Il ritorno stimato è pari all’11,1%, la durata a 25 mesi. Per la piattaforma il 2019 si è chiuso con l’overfunding per la riqualificazione e conversione residenziale dell’ex istituto scolastico Santa Marta di Firenze (raccolti 3 milioni di euro grazie a 677 investitori cui si prospetta un rientro entro 18 mesi con Roi medio annuo del 13,47%) e due exit: Jesolo Lido - Cala Blu (36 unità abitative, rendimento complessivo pari al 6,82%) e Alto Adige - Apfelanger (16 appartamenti, rendimento all’8,39 per cento).
Prima exit per Concrete Investing, con il progetto immobiliare Torre Milano: rendimento definitivo dell’11,86% dopo 12 mesi. In cantiere, un’iniziativa immobiliare nel cuore del capoluogo lombardo, che punta alla riqualificazione di due immobili cielo-terra a destinazione mista (direzionale/retail/hospitality). La città è protagonista anche della prima campagna di House4Crowd, la piattaforma che conta tra i partner Banca Sella e Digital Magics. Ventiquattro gli investitori che hanno scommesso sul progetto (con raccolta totale a 550 mila euro) per il recupero, a fini abitativi, di un sottotetto di 250 mq in via Sforza. Il ritorno stimato è del 14% annuo. Tra le piattaforme dedicate esclusivamente al real estate c’è anche BuildAround, operativa da giugno 2019, in overfunding per il progetto immobiliare Molino delle Armi a Milano.

Lending, le piattaforme attive
Dal 2017 è operativa in Italia la piattaforma spagnola Housers. A giugno 2019 conta: 109mila utenti registrati, 214 progetti finanziati, una raccolta di oltre 87milioni di euro. Il modello di business si concentra su progetti di dimensioni ridotte (€ 405mila vs 792mila della media europea), con focus sugli investimenti residenziali nelle metropoli europee. La durata media per gli investimenti sulla piattaforma è di 37 mesi, con tasso medio a 8,79 per cento.
Tra le piattaforme di lending c’è anche Rendimento Etico. Nata nel 2019 è la prima italiana a investire in crediti deteriorati, nell’anno del debutto ha raccolto 6 milioni di euro per 26 progetti immobiliari. I finanziatori sono 2.754, con un guadagno medio annuo dell’11,7 per cento. Il 77% dei progetti interessa la Lombardia. La prima piattaforma di lending interamente italiana, operativa dal dicembre 2018, è Trusters: 36 i progetti finanziati, raccolta complessiva pari a 3.332.500, rendimenti restituiti per 7 progetti. La maggior parte delle iniziative interessa interventi di ristrutturazione di appartamenti a Milano. La raccolta in corso, invece, guarda alla Sardegna e punta a realizzare 3 tipologie di villette (Prestige, Superior e Smart), per un totale di 19. Il Roi stimato e quello annuo sono al 9 per cento, la durata è pari a 12 mesi e il piano è monorata. Completano lo scenario realtà come Crowdestate, Re-Lender e Re-Crowd quelli di lending con oltre 6,3 milioni per 28 progetti; l’equity è a più di 3,7 milioni per 3 progetti.

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