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Crypto.com taglia del 20% la forza lavoro. Nel settore illeciti per 20 miliardi di dollari

La piattaforma di scambi è solo l’ultima di una serie di società che ha deciso diminuire i dipendenti. nel 2022 il volume delle transazioni illegali è aumentato

di Vittorio Carlini

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2' di lettura

Prosegue l’inverno nelle cripto. Anche sul fronte dei posti di lavoro. La piattaforma centralizzata di scambi Crypto.com ha deciso di tagliare la propria forza lavoro di circa il 20%. Kris Marszalek, il ceo dell’exchange, ha sottolineato che la «difficile decisione» è stata presa in funzione «di una prudente gestione finanziaria» e al fine di posizionare l’azienda in modo tale «da avere prospettive di successo sul lungo termine».

Andamento del settore

A ben vedere la mossa di Crypto.com, sul fronte del lavoro, è solo l’ultima che ha contraddistinto la cryptoeconomy. In generale, sottolinea Bloomberg, nelle prime due settimane del 2023 i posti di lavoro andati perduti sono più di 1.600. Si tratta di una dinamica che, inevitabilmente, è legata ai problemi che l’intera criptosfera deve affrontare dal maggio del 2022. Cioè: dall’avvio del collasso della stable coin Terra Luna.

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La caduta di fiducia nel settore, da una parte, ha contribuito a spingere verso il basso le quotazioni delle cryptocurrencies (il bitcoin, dai massimi di inizio novembre 2021 è in calo di oltre il 70%); e, dall’altra, ha indotto molti investitori (sia istituzionali che retail) ad uscire dal comparto. Chiaro che in un simile contesto, almeno sul breve-medio periodo, le prospettive delle cripto aziende (comprese le piattaforme centralizzate di scambi) sono piuttosto fosche. Dal ché anche, purtroppo, la perdita dei posti di lavoro.

Furti a 20 miliardi di dollari

Ma non è solo questione di licenziamenti. Riguardo al tema dei furti sono stati appena pubblicati gli stralci del report annuale di Chainalysis “2023 Crypto Crime Report”. Dalla ricerca emerge che, nonostante la flessione del mercato, il volume delle transazioni illecite è aumentato per il secondo anno consecutivo. Il valore ha raggiunto il massimo storico di 20,1 miliardi di dollari. Un dato il quale, per la prima volta dal 2019, implica che la percentuale di tutte le attività di criptovaluta illecite sia passata dallo 0,12% nel 2021 allo 0,24% nel 2022. Nel complesso, sottolinea comunque la società di ricerca statunitense, «l’attività illecita nelle criptovalute rimane una piccola quota del volume complessivo, inferiore all’1%».

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