meta preferita in europa

CsC: «Turisti Usa in Italia al top della spesa, ma ampi margini di crescita»


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3' di lettura

Il turista Usa ama l'Italia, e in visita nel Belpaese apre volentieri il portafoglio, ma il nostro “potenziale attrattivo”, in termini di spesa dei non residenti, è ancora lontano dall'essere pienamente sfruttato. Su questo fronte, i maestri sono Francia, Germania e Spagna: se solo ci allineassimo alle loro performance, la spesa dei turisti esteri salirebbe di oltre 15 miliardi di euro (+ 42,8%). La posta in gioco è allettante in particolare per il sottogruppo dei turisti americani, spiega l'ultima Nota del Centro Studi Confindustria, che stima per gli Usa un incremento di 1,8 miliardi di euro di maggiore spesa in Italia rispetto ai 4,7 del 2016 (+38,8%), di cui un +0,8% attribuibile all'alloggio, che su tradurrebbe in un +0,5% per il settore alberghiero nazionale. In crescita anche ristorazione (+0,4%) e shopping (+0,2%).

Italia meta preferita dai turisti Usa in Europa
Lo zio d'America e i suoi parenti d'oltreoceano amanti dell'Italia costituiscono una minoranza dei turisti Usa, che in maggioranza (55%) viaggiano all'interno dei 50 Stati, ma di quelle che “pesano” in termini di spesa turistica. Tra le destinazioni extra-Usa, dopo i “vicini di casa” Messico, Caraibi e Canada, l'Italia si posiziona come meta principale in Europa «attraendo il 4% di turisti Usa, seguita da Francia (3%) e Regno Unito (3%). Tra le motivazioni di viaggio degli americani, sottolinea il Csc, «spicca la cultura, prima per numero di preferenze (28,4%) tra le ragioni di tipo non economico. Altri fattori che determinano le rotte degli statunitensi sono il clima (16,7%), la presenza di membri della famiglia nella meta di destinazione (15,8%) e la concomitanza di eventi culturali e sportivi (14,3%). Guardando al portafoglio, pesa il fatto che da noi “si spende bene” (48,3%) sia in termini di cambio dollaro-euro che di rapporto qualità-prezzo per l'acquisto di beni e servizi. Il costo dell'alloggio «è il secondo fattore economico di scelta con il 34,4% delle preferenze espresse, seguito dal costo del volo» con il 17,2 per cento.

Volumi di spesa al top per soggiorno e pernottamento
per L'amore dei turisti Usa per l'Italia trova conferma nei dati sul valore complessivo della spesa effettuata durante il soggiorno, che nel 2016 è arrivata a 4,7 miliardi. Nel 2015, con una spesa pro-capite di 1.166 euro per visitatore, «gli americani staccano di gran lunga il Regno Unito (654), la Germania (465) e la Francia (290)», spiega la Nota Csc. Considerando gli stessi Paesi, gli Usa sono al primo posto anche per la spesa per notte di soggiorno (135 euro), battendo britannici (106), francesi (97) e tedeschi (87). Superano gli statunitensi per capacità di spesa solo i turisti al top della spesa provenienti da Giappone (1.657 euro per visitatore e 194 per notte), Cina (1.450 e 84), Corea del Sud (1.305 e 117) e Russia (1.160 e 157) «anche se, nel complesso, i volumi di spesa dagli Usa eccedono di gran lunga quelli da questi paesi».)». Una buona ragione per rimettere la filiera del turismo e le politiche di marketing tra le priorità del sistema Paese. Csc e Prometeia stimano infatti che «se l'Italia eguagliasse la performance spagnola, raggiungendo quindi una quota del 4,5% sulla spesa mondiale dei non-residenti, accrescerebbe gli incassi dei viaggiatori esteri del 42,8% rispetto ai risultati realizzati nel 2016». Per il mercato statunitense, la crescita stimata sarebbe del 38,8%, rafforzando un primato che rispecchia già il podio conquistato tra i “luogi del cuore” dei turisti Usa.

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