L’intesa

Csm: accordo di maggioranza su sorteggio per i collegi. Cartabia: «Sui contenuti ci siamo»

Un accordo di massima che prevede il ritiro degli emendamenti da parte delle forze di maggioranza tranne Italia Viva, che come annunciato, voterà le sue proposte di modifica e la Lega che non avrebbe dato garanzie sul voto di quegli emendamenti che riguardano i temi oggetto dei referendum sulla giustizia

Mattarella: "E' urgente riformare il Csm"

2' di lettura

È accordo tra (quasi) tutti i capigruppo della maggioranza in commissione Giustizia della Camera sulla riforma del Csm. Sulla legge elettorale la quadra è stata trovata sul sorteggio delle Corti d’appello per andare a formare i collegi elettorali, attraverso un sistema che resta maggioritario binominale con un correttivo proporzionale. Sulla separazione delle funzioni, viene spiegato, è consentito un solo passaggio da giudice a pm e viceversa entro i dieci anni. «Sui contenuti ci siamo, la maggioranza ha condiviso i punti che si è impegnata a sostenere» è stato il commento della ministra della Giustizia Marta Cartabia chiudendo l’ultima riunione sulla riforma dell’ordinamento giudiziario e del Csm. Cartabia, raccontano le stesse fonti, ha ringraziato le forze di maggioranza che hanno dimostrato spirito «costruttivo», con la disponibilità a compiere i passi necessari per favorire una sintesi.

Le riserve di Lega e Iv

Un accordo di massima che prevede il ritiro degli emendamenti da parte delle forze di maggioranza tranne Italia Viva, che come annunciato, voterà le sue proposte di modifica e la Lega che non avrebbe dato garanzie sul voto di quegli emendamenti che riguardano i temi oggetto dei referendum sulla giustizia (tra cui anche la separazione delle funzioni).

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Sisto: avanti per rispettare tempi previsti

«Nella riunione di maggioranza che si è appena conclusa è stato raggiunto un ampio accordo sulla riforma dell’ordinamento giudiziario. Esprimo soddisfazione per il maturo atteggiamento tenuto dai gruppi, sotto la regia della ministra Cartabia». Così il sottosegretario alla Giustizia Francesco Paolo Sisto (Fi). «Ora avanti con i lavori della commissione Giustizia per poter rispettare i tempi previsti». «Il Paese si aspetta la riforma e ricordo ancora una volta in che modo tutti noi abbiamo accolto il passaggio del discorso alle Camere del presidente della Repubblica Mattarella sulla necessità e l’urgenza di questa riforma», ha avvertito la ministra della Giustizia rinnovando alla politica l’invito al «senso di responsabilità», a quanto riferito da alcuni dei partecipanti all’incontro.

M5S, Pd e LeU esprimono soddisfazione

I dem plaudono, malgrado la critica all’atteggiamento di alcune forze politiche sul punto di mediazione trovato. «Siamo a un passo dal completamento del percorso per arrivare all’approvazione di un’importante riforma del Csm. È stata raggiunta un’intesa, ma un grande nodo politico resta ancora aperto: due forze politiche di maggioranza, Italia Viva e Lega, ancora non ritirano gli emendamenti sui quali c’è parere contrario del governo e resta ambiguità su come voteranno in commissione. Questo non è accettabile», dichiara la responsabile Giustizia del Pd, Anna Rossomando. Per Federico Conte, deputato di LeU, «l’accordo raggiunto oggi tra la maggioranza e la ministra Cartabia è il punto di equilibrio più avanzato. Nessuno di può assumere il rischio di farlo saltare. Sarebbe da irresponsabili». «Al termine degli incontri con il ministro della Giustizia Marta Cartabia registriamo con soddisfazione l’accordo sulle cosiddette “porte girevoli” tra politica e magistratura: chi deciderà di fare politica non potrà più indossare la toga. Esattamente come avevamo previsto già nel progetto di riforma Bonafede», commenta Valentina D’Orso, deputata del Movimento 5 Stelle in commissione Giustizia e vicecapogruppo alla Camera.

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