Giustizia

Csm e separazione delle funzioni, le due mine sulla strada della riforma

Italia Viva vota sugli emendamenti alla riforma del Csm in Commissione Giustizia in difformità dal parere del governo e dei relatori di maggioranza

di Nicola Barone

Mattarella: "E' urgente riformare il Csm"

3' di lettura

Raggiunta un’intesa “tecnica” di massima grazie al lavoro paziente di mediazione della ministra Marta Cartabia, sulla riforma della giustizia si è aperto lo scontro più strettamente politico. Sono i meccanismi di elezione del Csm e la revisione dei passaggi all’interno dell’ordinamento giudiziario a turbare la navigazione tranquilla della maggioranza ora anche il segretario del Pd mette in guardia dai pericoli che comporta il continuo rialzo dell’asticella da parte di «forze politiche che annusano le elezioni con troppo anticipo».

Csm: Iv vota in difformità da indicazioni governo

La Lega ha ritirato parte degli emendamenti non concordati con il governo, mentre Italia Viva ha confermato l’intenzione di mantenere gli emendamenti presentati. Il partito di Matteo Renzi in commissione Giustizia alla Camera dove è ripartito l’esame della riforma dell’ordinamento giudiziario e del Csm sta votando sugli emendamenti alla riforma del Csm in difformità dal parere del governo e dei relatori di maggioranza.

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Approvato un emendamento che delega il governo al «riordino della disciplina del collocamento in posizione di fuori ruolo dei magistrati ordinari, amministrativi e contabili». La modifica è frutto di un subemendamento dei relatori che di fatto ricalca la riformulazione del governo. Bocciato, invece, l’emendamento che introduceva nella delega «l’eliminazione del cumulo di compensi e allo svolgimento in simultanea delle funzioni». La proposta era stata presentata da Giusi Bartolozzi (Misto) e sostenuta da Iv, Fdi e Alternativa. Il governo ha dato parere negativo.

Domani seduta notturna

La fiducia posta dal governo sul decreto Bollette ha bloccato fino a domani sera i lavori della Commissione. Il regolamento di Montecitorio blocca tutte le sedute anche delle commissioni per 24 ore. Sia i relatori, Eugenio Saitta e Walter Verini, che altri membri della Commissione della maggioranza hanno detto che si va verso una seduta notturna fiume. Mancano infatti da votare ancora circa 140 emendamenti, di cui 40 del governo e i restanti delle opposizioni e di Iv che non ha ritirato le proprie proposte di modifica.

Da M5S e Pd pressing per chiudere

Se verranno rispettati i patti la commissione riuscirebbe a concludere il lavoro in tempo per portare il testo in aula il 19 aprile, visto che resterebbero da votare solo gli emendamenti dell’opposizione. A più riprese nelle scorse ore il M5S, dopo settimane di pressione sul governo, ha chiesto responsabilità sulla riforma. «Noi abbiamo detto alla ministra Cartabia che se questo è l’accordo tecnico sulla riforma noi ci stiamo ma serve un chiarimento politico, altrimenti, se si aprono scenari diversi, la riforma è rischio», avvertiva il relatore pentastellato Eugenio Saitta.

Verso i referendum

Se da parte del governo, assicura il sottosegretario Francesco Paolo Sisto c’è «massima soddisfazione» per l’intesa raggiunta sabato 9, anche la Lega è apparsa pur con i distinguo dialogante. «La riforma Cartabia è un buon punto di mediazione tra partiti che hanno sensibilità assolutamente diverse sulla giustizia» ha ripetuto Giulia Bongiorno nel rilanciare però i referendum come la «vera strada del cambiamento». È quello l’obiettivo più “di bandiera” del Carroccio. «Noi stiamo lavorando anche sulla riforma della giustizia aiutando il ministro Cartabia al meglio per sradicare le correnti, togliere la politica, i partiti, le lottizzazioni dai tribunali. E quindi spero che tutti in Parlamento abbiano la stessa volontà, il 12 giugno c'è un appuntamento importantissimo, quello con i referendum, lì saranno tutti gli italiani a poter cambiare», ha detto Matteo Salvini.

Cosa chiedono Lega e Italia Viva

La questione posta da Italia Viva rimane quella del sistema elettorale. L’accordo raggiunto dalla maggioranza prevede un sorteggio delle Corti d’appello per andare a formare i collegi elettorali: il sistema resta maggioritario binominale con un correttivo proporzionale. Ma non basta a Iv che vuole un sistema elettorale a sorteggio temperato. «È l’ unica strada per un cambio di passo», ha avvertito Cosimo Ferri che nella sostanza rimprovera al governo di non voler risolvere alla radice il nodo delle correnti. Lanciando una proposta alternativa per cercare una «soluzione idonea a rappresentare anche le voci della magistratura silenziose e indipendenti. E cioè un sistema proporzionale puro». Si tratta di una proposta su cui ci sarebbe anche una certa apertura del M5S. Quanto alla Lega, invece, il problema è sulla separazione delle funzioni. L’ultima versione del testo di riforma prevede che sia possibile solo una volta nella carriera di un magistrato cambiare funzioni da giudice a pm e viceversa. La scelta andrà fatta entro un arco temporale di dieci anni, ma il limite non varrà se le funzioni sono esercitate nel settore civile.

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