la sentenza dell'appello bis

Cucchi, la Cassazione annulla l'assoluzione dei medici

(ANSA)

2' di lettura

È stata annullata dalla Cassazione la sentenza dell'Appello bis che aveva assolto i cinque medici dell'ospedale romano Pertini accusati dell'omicidio colposo di Stefano Cucchi. I proscioglimenti sono stati annullati con rinvio ma domani scatterà la prescrizione del reato. Il Pg Antonio Mura aveva chiesto l'accoglimento del ricorso della Procura di Roma contro le assoluzioni.

Il verdetto è stato emesso dalla I Sezione Penale dopo una Camera di Consiglio di circa 3 ore. I medici che sono stati rinviati a giudizio sono Aldo Fierro, Stefania Corbi, Flaminia Bruno, Luigi Preite De Marchis e Silvia Di Carlo. Nei loro confronti si erano costituiti in Cassazione il comune di Roma e l'Associazione Cittadinanza Attiva che, con l'annullamento di questa sera, vedono salvaguardato il loro diritto ad ottenere dai camici bianchi il risarcimento dei danni per la tragica morte di Cucchi. Il Collegio è stato presieduto da Antonella Mazzei.

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«Prescrizione domani, oggi giustizia»
«Sono passati 7 anni, 5 mesi e 28 giorni dalla morte di Stefano Cucchi e siamo alla vigilia della prescrizione» del reato di omicidio colposo contestata ai cinque medici assolti in appello, aveva detto oggi il pg Mura nella sua requisitoria davanti alla I Sezione Penale. «Siamo molto turbati da questa vicenda: ma il processo si svolge qui ed ora e si tratta di un reato al momento non prescritto e così lo affronto chiedendo l'annullamento delle assoluzioni e salvando gli aspetti risarcitori». Così il pg della Cassazione, Antonio Mura, nella sua requisitoria.

Il Pg:«La giustizia non deve fermarsi»
Secondo quanto sottolineato dal pg Mura nella sua requisitoria davanti alla I Sezione Penale, la Corte di Assise d'Appello di Roma, nell'appello bis che ha prosciolto i cinque medici del Pertini accusati dell'omicidio colposo di Stefano Cucchi, ha «sovrapposto indebitamente il suo giudizio, non scientifico, a quello del collegio di periti costituito da luminari che hanno affermato che Stefano Cucchi poteva essere salvato, o il suo decesso ritardato, se le terapie adeguate fossero iniziate il 19 ottobre». Secondo il pg il verdetto dell'appello bis emesso il 18 luglio 2016 su rinvio della Suprema Corte, presenta «molteplici aspetti critici» che avrebbero potuti essere sciolti da «una nuova perizia che però non è stata disposta». «Non ci può essere una resa cognitiva - ha detto Mura - e non è accettabile che un processo si arresti senza aver percorso tutte le strade per l'accertamento della verità, in questo caso per accertare il nesso causale tra la morte di Cucchi e la non somministrazione di adeguate cure».

«Il ragazzo poteva essere curato»
«Dal 19 ottobre se i medici avessero letto congiuntamente tutti i dati disponibili delle analisi di Stefano Cucchi, avrebbero potuto chiamare un nutrizionista e apprestare le cure necessarie» ha detto ancora il pg Mura nella sua requisitoria. I camici bianchi prosciolti nell'appello bis con la formula «perché il fatto non sussiste» sono: il primario Aldo Fierro, Stefania Corbi, Flaminia Bruno, Luigi Preite De Marchis e Silvia Di Carlo.

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