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Cuffie, auricolari e diffusori: suonano e ti ascoltano anche

Smartworking, gaming o anche solo semplicemente per ascoltare la musica. Ecco le novità di uno degli accessori diventati un simbolo del lockdown e di chi si è trovato costretto a lavorare da casa

di Gianni Rusconi

3' di lettura

Sono stati dodici mesi, gli ultimi, che hanno cambiato il nostro rapporto con i dispositivi digitali. Anche nel campo dell’audio. La musica era già liquida prima e la nuova generazione di auricolari “in-ear” e “on-ear” aveva già sposato il verbo dei comandi vocali e della connettività senza fili per elevare sensibilmente l’esperienza di ascolto. Poi è scattata l’emergenza sanitaria e milioni di persone si sono ritrovati davanti a uno schermo più ore al giorno.

Il boom dello smart working e degli eventi virtuali ha segnato un nuovo passo in avanti nel mondo delle cuffie? Non più di tanto, e comunque non direttamente, perché l’innovazione si stava già muovendo in altre direzioni per incontrare i gusti di chi ama stare all’aperto in compagnia dei brani o dei podcast preferiti. Dove? Verso gli apparecchi a conduzione ossea, per esempio, o verso oggetti indossabili di nicchia con mini-altoparlanti integrati. I Bose Frame (circa 280 euro a listino) o i Razer Anzu Smart Glasses (210 euro) sono occhiali da sole che coniugano la protezione dai raggi ultravioletti con le funzionalità di cuffie “open-ear” (gli speaker sono integrati nelle asticelle e collegati allo smartphone via Bluetooth) per riprodurre le canzoni e rispondere alle chiamate telefoniche.

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Obiettivo mani libere

Il vantaggio? Lasciare l’utente a mani libere, anche per lavorare in giardino o sul terrazzo. La startup tedesca Nova Audio è andata anche oltre, lanciando una linea di orecchini di perle con al proprio interno minuscoli auricolari e il necessario corredo di microfoni, antenna, chip Bluetooth e batteria. Vezzi e gadget tech a parte, l’esigenza di partecipare a riunioni, eventi o lezioni da casa ha aumentato l’apprezzamento per le cuffie in genere e per quelle “over-ear” che circondano completamente il padiglione in particolare. Più generose quanto a dimensioni rispetto ai modelli “on-ear” (e per questo meno adatte alla mobilità), garantiscono per contro la migliore qualità audio, risultando la scelta ideale per chi vuole isolarsi dai rumori esterni ascoltando musica dall’impianto hi-fi, guardando una serie Tv o un evento sportivo in streaming oppure dedicarsi ad attività professionali di vario genere, videoconferenze comprese.

Il system on chip che gestisce la cancellazione del rumore è non a caso uno dei punti di forza delle cuffie WH-1000XM4 di Sony (380 euro a listino). Si tratta di apparecchi farciti da moltissima tecnologia per l’ottimizzazione dell’audio (la tecnologia 360 Reality Audio migliora il livello di immersività del suono) e con la chicca di mettere automaticamente in pausa i brani ogni volta che si inizia a parlare.

Cuffie che sanno anche ascoltare dunque, pensate per isolarsi in un ambiente rumoroso e concepite per garantire una perfetta qualità audio anche in modalità “active noise cancelling”, grazie al lavoro dell’intelligenza artificiale che riconosce strumenti, generi musicali e singoli elementi di ciascuna canzone.

Assistente vocale integrato

Simili alle cuffie di Sony, per prestazioni e costi, sono le Bose NC 700 (400 euro) con assistente vocale integrato, ben 11 diverse impostazioni per il controllo dell’audio entrano in gioco e materiali che assicurano leggerezza e rendono l’apparecchio comodo da indossare anche per ore. La cancellazione del rumore pilotata da algoritmi che riconoscono e riducono i suoni circostanti in tempo reale è una virtù anche per Bang & Olufsen: le Beoplay H95 (800 euro) sono un riuscito connubio fra design e prestazioni, reso esplicito soprattutto a livello di comandi.

A quelli fisici per l’accensione e l’accoppiamento con lo smartphone si aggiungono quelli touch e le ghiere integrate nel corpo del dispositivo: con la destra si alza il volume, con la sinistra si regola il rumore esterno. Non meno importante è la batteria con autonomia di 50 ore, un plus da non trascurare per evitare di attaccarsi troppo spesso a una presa elettrica.

Nell’universo delle cuffie circumaurali con “Active Noise Cancelling” buone per lo svago e il lavoro, infine, meritano una citazione le Bowers & Wilkins PX7 nella nuova finitura Carbon Edition (399 euro) e la serie wireless Fidelio L3 di Philips (350 euro).

Entrambe sfoggiano curatissimi dettagli estetici, come la tela e la pelle sui padiglioni e sull’archetto in fibra di carbonio intrecciato mutuato dalle auto da corsa (le PX7) e i cuscinetti in “memory foam” e pelle sintetica studiati per offrire il massimo del comfort (le L3), driver dinamici ad alte prestazioni (rispettivamente da 43 mm a banda intera e da 40 mm con magneti al neodimio) e un sistema che sembra avere le credenziali per diventare uno standard: basta sollevare uno dei due padiglioni, o entrambi, e la musica si stoppa automaticamente. Basta re-indossarle e la musica riparte da sola.

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