bilancio politico

Di Maio-Salvini, chi vince e chi perde dopo 8 mesi di Governo

di Vittorio Nuti

Scintille nel governo sulla tav

6' di lettura

Più Lega che 5 Stelle, nel bilancio a grandi linee del primo anno di Governo giallo verde. Un matrimonio - senza precedenti in Italia - nato non tanto dall'amore reciproco di due forze politicamente agli antipodi quanto da un esplicito "stato di necessità", che continua a condizionare la vita quotidiana della maggioranza. Da qui, sin dall'esordio, il continuo richiamo al "contratto di Governo", raccontato dai due leader Luigi Di Maio e Matteo Salvini come un quadro condiviso degli obiettivi e del modus operandi dell'Esecutivo Conte. In realtà, un manifesto programmatico che vincola i due contraenti per evitare "sbandate" che potrebbero avvantaggiare uno e danneggiare l'altro. E che finisce per ingabbiarli in un vicolo cieco, come sta succedendo in questi giorni con il dossier Tav, dove la scelta politica è condizionata da un contratto condiviso solo in apparenza.

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Più che a una luna di miele, la storia del Governo Conte (dal primo Cdm a giugno 2018 a oggi) assomiglia alla cronaca di una guerra a bassa intensità tra M5S e Lega su praticamente tutto: temi politici, spoil system, priorità, riforme. Raramente i due alleati hanno fatto gioco di squadra, se non a parole. Spietata invece la concorrenza nel portare avanti l'agenda politica e nel comunicare all'elettorato di riferimento (anche potenziale) i progressi nella realizzazione del "proprio" programma elettorale. L'obiettivo sembra chiaro: segnare più punti possibili nel duello sulle "cose fatte" e delle istanze esaudite per vincere la gara a convincere gli elettori, che dopo gli scontri minori delle Regionali vedrà il big match a maggio, con le elezioni Europee.

Per farsi un'idea di chi ha segnato più punti tra i due alleati, e capire meglio la posta in gioco, può essere utile suddividere in tre grandi categorie le principali misure andate in porto o messe in cantiere nei primi otto mesi di lavoro del Governo Conte: in base al voto d'opinione che intercettano, al tema di bandiera che affrontano, o al gruppo di pressione che le richiedono. E osservare poi il quadro d'insieme con la chiave di lettura del "cui prodest", a chi giova (o potrebbe giovare alle urne). Così da assegnare politicamente ciascun provvedimento alla Lega o al M5S e stabilire in concreto "chi vince/chi perde" nello schieramento di Governo.

Il primo gruppo raccoglie i provvedimenti e le iniziative politiche messi in campo dal Governo per attrarre e orientare il voto d'opinione. Come confermato da molte analisi, tra i cittadini il cluster più consistente è quello degli elettori preoccupati per la sicurezza delle città e la gestione dell'emergenza migranti. E a questi punta la strategia "no agli sbarchi" promossa fin dal suo arrivo al Viminale dal ministro dell'Interno. Un insieme di direttive e scelte politiche contro i migranti naufraghi nel Mediterraneo salvati dalle Ong, nel quadro di un forte contrasto all'immigrazione di cui il "caso Diciotti" è la cartina di tornasole. Rassicurare i cittadini con misure "law and order" è anche l'obiettivo politico-elettorale del Decreto Sicurezza e immigrazione (di fatto, una stretta sui permessi di soggiorno per gli immigrati e norme su lotta alla mafia e al terrorismo, Daspo urbano e decoro urbano), sponsorizzato da Salvini (legge n. 132/2018).

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E la riforma della legittima difesa, caposaldo del programma elettorale della Lega, ancora all'esame delle Camere, che guarda alla paura di molti cittadini. È appannaggio della Lega e di Salvini anche il forte incremento dei fondi per la sicurezza urbana (da 3 a 50 milioni di euro) stanziati dalla legge di bilancio 2019: anche questo, un modo per "presidiare" il tema rafforzando l'appeal elettorale.

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Oltre a questi quattro provvedimenti possono senz'altro essere attribuiti politicamente alla Lega, sempre al capitolo voto d'opinione, anche l'avvio dell'operazione flat tax (la tassa piatta al 15% introdotta dalla legge di Bilancio per gli autonomi, sostituiva dell'imposta sul reddito, delle addizionali regionali e comunali e dell'Irap) e il superamento della legge Fornero con Quota 100 (previsto dal Decretone 4/2019).Le due misure rispondono alla fame di semplificazione del popolo delle partite Iva e al pressing dei molti lavoratori delusi per le norme previdenziali eredità del Governo Monti.

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Successo invece da condividere a pari merito tra Lega e M5S per un pacchetto di due misure di peso tra i provvedimenti "d'opinione". Parliamo innanzitutto delle norme di salvaguardia per i cittadini truffati dalle banche (un tesoretto da 1,5 miliardi di euro previsto dalla manovra per risarcire tutti i risparmiatori truffati dagli istituti bancari finiti in bancarotta) e la rottamazione ter delle cartelle esattoriali dal 2000 al 2017 regolata dal Decreto fiscale 119/2018. I "target" centrati sono i correntisti truffati dagli istituti di credito e le loro famiglie e i moltissimi cittadini "vittime" di Equitalia. Nell'area dei provvedimenti "voto d'opinione" attribuibili solo alla Lega deve essere invece inserita anche l' operazione «saldo e stralcio», il condono delle cartelle ricevute per omessi versamenti fiscali e contributivi da chi è in oggettiva difficoltà economica disciplinata dalla Manovra 2019. Niente a che vedere con il condono "tombale" (in pratica: scudo fiscale per i capitali all'estero e non punibilità per chi evade) previsto in una bozza del Decreto fiscale e accantonato dopo uno scontro M5S-Lega e l'episodio della "manina" denunciato in tv da Di Maio. Ma pur sempre una sanatoria. E in quanto tale sponsorizzata dalla Lega nella migliore tradizione del Centrodestra, e digerita assai a fatica da elettori e dirigenti pentastellati. Tutta da attribuire al M5S, infine, la pesante novità del Reddito e pensione di cittadinanza (previsti dalla legge di Bilancio e disciplinati dal Decretone), diretti a una vastissima platea di cittadini in difficoltà, determinanti nel successo del Movimento alle ultime politiche, soprattutto al Sud.
LEGA 9
M5S 3

Il monitoraggio "cui prodest", sin qui, evidenzia la prevalenza della Lega (e di Salvini) nella competizione sui temi politici, anche grazie alla grande comunicativa del leader, capace come pochi di parlare alla "pancia" degli italiani interpretando i tempi e il mainstream. Ma è al capitolo dei "temi bandiera" che emerge la sua capacità tattica di "mettere il cappello" - nella percezione dei cittadini-elettori - sui dossier più controversi, su cui alla fine ha ottenuto un posizionamento del Governo opposto alle richieste di molti elettori M5S. Casi di scuola in questo senso sono la moratoria sulle trivellazioni di ricerca in mare prevista dal Dl Semplificazioni che salva le estrazioni in corso nello Jonio, vero fumo negli occhi per il Movimento No-triv da sempre vicino ai pentastellati. O il controverso via libera alla costruzione del gasdotto Tap per portare in provincia di Lecce il gas naturale del Mar Caspio, che in autunno scatenò la rivolta degli attivisti No Tap, in gran parte elettori 5S. La partita decisiva, sulle grandi opere divisive dell'elettorato e dei partiti si giocherà con la Tav Torino-Lione, sul cui completamento è infatti in corso un braccio di ferro infinito che dovrebbe sciogliersi entro l'inizio della prossima settimana: sino ad allora, né il M5S, contrario, né la, Lega, facvorevole, possono "intestarsi" alcunché.

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Per i pentastellati, le cose vanno decisamente meglio se si guarda a tre provvedimenti di punta del programma elettorale M5S, fondamentali per rivendicare i progressi della "rivoluzione" grillina: il Ddl spazzacorrotti (approvato definitivamente), il ddl sul taglio del numero dei parlamentari (approvato dal Senato, è all'attenzione della Camera), e le norme su gioco d'azzardo e ludopatie (previste dall'ultima legge di Bilancio). Tre fronti su cui il M5S ha prevalso sull'alleato, anche se le misure per contrastare l'epidemia di gioco compulsivo hanno deluso le aspettativa degli attivisti no slot.
Lega 2
M5S3

Infine, il capitolo che raggruppa le riforme (meglio, le non riforme) sollecitate da specifici gruppi di pressione, che possono essere considerate "trasversali", perché non legano le loro richieste a un singolo partito o schieramento ma le sollecitano, oggi come in passato, un po' a tutto all'arco costituzionale, e in particolare ai partiti di Governo. Qui troviamo il rinvio fino a 15 anni dell'a pplicazione della Direttiva Ue Bolkestein sulla messa a gara obbligatoria delle concessioni demaniali per le spiagge. E l'esclusione dalla stessa direttiva del commercio ambulante per quanto riguarda la concessione delle licenze di vendita.

Le due misure - previste dall'ultima manovra - sono state molto apprezzate dalle due categorie di riferimento (commercianti ambulanti e imprenditori balneari), e rivendicate come un successo della politica sia da M5S che Lega. Al gruppo di pressione dei proprietari di case abusive, particolarmente forte in Campania feudo elettorale del vicepremier Di Maio, si può ricollegare la sanatoria a maglie larghe, senza limiti paesaggistici, per gli immobili terremotati di Ischia (Decreto Genova). Un punto, quindi, per il M5S. Che ne conquista un altro anche per la paternità delle nuove regole sul servizio di Noleggio con conducente (Ncc) previste dal decreto Semplificazioni. Dopo un inter confuso e le proteste dei conducenti, e nonostante i tentativi di mediazione della Lega, i l M5S hanno imposto una soluzione assai gradita ai tassisti (categoria che a Roma muove molti voti) che prevede per il Ncc l'obbligo del ritorno in rimessa e limitazioni al territorio provinciale.
Lega 2
M5s 4

Chi vince? Il punteggio ci dice Lega, che sembra destinata a "dare le carte", nell'attuale quadro politico soprattutto per il "peso" specifico delle issues che ha sposato, in Parlamento e fuori. La riprova l'avremo alle Europee.

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