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Cultura e innovazione per la crescita. Imprese in gara per Matera 2019

di Vera Viola

Investimenti, turismo, arte, innovazione: ecco Matera 2019

3' di lettura

Le imprese rifiniscono i propri progetti con cui partecipare a pieno titolo alle celebrazioni di Matera capitale europea della cultura 2019. Dopo le prime sponsorizzazioni di imprese locali - con a esempio la panca in acciaio della Bawer , la seduta con logo di Calìa esposta al Salone del mobile di Milano nel 2017, i biscotti di Di Leo-_ si entra nel vivo dei preparativi coinvolgendo, questa volta, l’intero tessuto delle imprese italiane aderenti a Confindustria.

Lo strumento adottato per selezionare i migliori progetti di attività imprenditoriale e culturale è il Bando “Open Future”: il termine per la presentazione delle proposte, dapprima fissato al 30 luglio, è slittato al 10 settembre per dar modo a più numerose imprese, associazioni territoriali e reti di impresa di elaborare proposte e progettare interventi. In palio non ci sono incentivi pubblici, ma la possibilità di esporre prodotti, prototipi o altro genere di testimonianze e racconti, in locali forniti gratuitamente dalla Fondazione Matera 2019, per una settimana, a turno, nell’arco dell’anno prossimo. Insomma, l’accesso a una vetrina di eccezionale appeal.

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Il bando “Oper Future” è stato presentato nei mesi scorsi, in giro per l’Italia, nell’ambito di un road show voluto da Confindustria che si è concluso poche settimane fa. Proprio per non penalizzare le realtà in cui la delegazione di Confindustria ha fatto tappa più recentemente si è deciso il rinvio a settembre.

«Nel 2019 Matera sarà al centro del dibattito culturale internazionale, confermando la capacità della cultura di innescare processi di crescita, sviluppo e inclusione sociale - dice Renzo Iorio, presidente del Gruppo Tecnico Cultura e Sviluppo di Confindustria - Le nostre imprese non potevano mancare a questo appuntamento e con il progetto “Open future” saranno protagoniste. Potranno esprimere i valori culturali e la forte capacità di innovazione produttiva che le contraddistingue anche sui mercati internazionali».

L’iniziativa ha suscitato notevole interesse: ad oggi sono stati presentati circa 50 progetti, ma si vuole una partecipazione molto più consistente. Di imprese culturali, imprese creative e di tutte quelle attività produttive che non rappresentano in sé un bene culturale, ma che dalla cultura traggono linfa creativa e competitività: manifattura evoluta, design, moda, cinema, architettura e, anche altro. Queste potranno proporre progetti di cultura d’impresa, come attività di mecenatismo culturale, sostegno al patrimonio culturale pubblico e a quello privato, progetti di sostenibilità ambientale, azioni di welfare interno. Saranno ammesse alla gara idee di business, attività, progetti in corso o da realizzare, con un forte potenziale innovativo.

«Siamo molto felici che tante imprese italiane abbiamo chiesto, partecipando al bando, di venire a Matera e in Basilicata per cogliere le opportunità messe in campo dalla Fondazione e per far conoscere il loro ricco patrimonio di esperienze. - osserva Paolo Verri, direttore della Fondazione Matera Basilicata 2019 -Vorremmo poter disporre di una rosa di progetti la più ampia possibile da cui selezionare quelli che meglio si sposano con il tema dell’innovazione e dell’Open Future».

Le proposte saranno esaminate, con insindacabile giudizio, da una Commissione di valutazione che individuerà i 50 migliori progetti, sulla base del livello di innovazione e della capacità di impatto, sia all’interno che all’esterno dell’azienda, tenendo conto anche delle modalità collaborative e di condivisione in rete dei progetti. La Commissione di valutazione sarà composta da rappresentanti di Confindustria, Confindustria Basilicata, Fondazione. La ufficializzazione dei nomi dei 50 prescelti è prevista il 19 novembre a Matera, in una delle tappe della “Settimana della cultura d'impresa”, manifestazione itinerante promossa da Confindustria.

Pasquale Lorusso, presidente Confindustria Basilicata conclude: «Il dialogo tra cultura e impresa può e deve trovare innovativi canali di espressione. Siamo certi che le aziende che saranno selezionate attraverso il bando sapranno esprimere una compiuta capacità progettale, coerente con la visione dell’Open Future».

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