NON PROFIT

Cultura e spettacolo, 25 milioni per il rilancio su basi più sostenibili

Accordo tra Intesa Sanpaolo e Ferderculture, Agis, Forum Terzo Settore e Alleanza delle cooperative per uno dei settori più colpiti dall’emergenza Covid

di A.Mac.

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Accordo tra Intesa Sanpaolo e Ferderculture, Agis, Forum Terzo Settore e Alleanza delle cooperative per uno dei settori più colpiti dall’emergenza Covid


3' di lettura

È stato uno dei settori più penalizzati dall’emergenza pandemia: la cultura e gli spettacoli dal vivo. E ancora di più per le preziose ma piccole e fragili realtà di periferia. Alla ripartenza di questo mondo guarda un’alleanza tra Intesa Sanpaolo e Ferderculture, Agis, Forum Terzo Settore e Alleanza delle cooperative. A disposizione finanziamenti “impact” per 25 milioni di euro e la possibilità di far parte di una rete di collaborazione strategica per rafforzare il comparto e rendere gli operatori più efficienti, solidi e sostenibili.

Intesa Sanpaolo Prossima, la struttura di Intesa Sanpaolo dedicata alll’economia del bene comune, ha sottoscritto un accordo con Federculture, Agis, Forum del Terzo Settore e Alleanza delle cooperative. Per il rilancio del settore culturale, la banca metterà a disposizione una quota del proprio Fondo di Solidarietà e Sviluppo di 5 milioni di euro, con un effetto leva che consentirà di concedere finanziamenti per un massimo di 25 milioni di euro a realtà più piccole periferiche e giovanili con particolari difficoltà di accesso al credito.

Non solo fondi ma approccio sostenibile
L'obiettivo di Intesa Sanpaolo Prossima è aumentare ulteriormente il proprio impegno creditizio nel settore, oggi valutabile in 250 milioni di euro, per sostenerne il rilancio.Con l'accordo la banca promuove inoltre uno spazio di confronto nel quale gli operatori del comparto si incontrano in modo continuativo per definire modelli di sostenibilità sulla base delle rispettive esperienze con un approccio strutturale alla crescita che andrà a beneficio dell'intero settore.

Questo strumento, di valenza strategica secondo l'esperienza già maturata dalla banca in altri settori come l'infanzia, lo sport e i servizi socio-sanitario-assistenziali, viene quindi avviato oggi a vantaggio di una delle economie più qualificanti del Paese. Adottando regole di gestione, rendicontazione, marketing, fundraising tratte dalle esperienze più virtuose, le realtà della cultura e dello spettacolo dal vivo si renderanno più efficienti migliorando così le proprie possibilità di accesso al credito.

Superata la fase di emergenza sanitaria che ha richiesto interventi in prevalenza a fondo perduto o con garanzia pubblica per il sollievo dei lavoratori, nella fase di rilancio l’obiettivo dell'accordo è predisporre le condizioni che consentano attraverso il credito - di breve e soprattutto di medio/lungo termine - lo sviluppo del sistema cultura con una sostenibilità complessiva migliore di quella precedente la crisi. Su questo mondo, infatti, gravano sia gli effetti non ancora calcolati del distanziamento sociale, con l'inevitabile riduzione di presenze fisiche, sia quelli collegati alla diminuita capacità economica delle persone e delle famiglie, cui si aggiunge la crisi del turismo con una riduzione drastica della circolazione interna e internazionale.

Fondi di garanzia pubblici
Mettendo in sinergia le rispettive risorse e competenze per assicurare indirizzo e sostegno al sistema cultura superando la tradizionale fragilità che caratterizza molti operatori del settore, gli attori coinvolti nell'accordo si propongono di intercettare i Fondi di garanzia pubblici attivati per migliorare l'accesso al credito e di valutare con più completezza i modelli di business dei vari settori culturali (teatro, musica dal vivo, festival, musei) per facilitare l'erogazione di credito di lungo periodo.

«La cultura e gli spettacoli dal vivo si trovano oggi in una “tempesta perfetta”, da trasformare in elemento di svolta verso una sostenibilità migliore rispetto a quella pre-crisi. La presenza di garanzie pubbliche, oggi in fase di determinazione, aiuterà il processo, ma proprio per questo bisogna preparare progettualità di breve e soprattutto di medio-lungo termine, in modo condiviso con gli operatori» ha commentato Marco Morganti, responsabile Intesa Sanpaolo Prossima.

«Un'iniziativa – puntualizza Andrea Cancellato, presidente di Federculture – che non è in contraddizione ma integra il Fondo nazionale per le imprese culturali garantito dallo Stato, inserito nel “decreto rilancio”. Ci auguriamo che il giorno successivo alla conversione del decreto il Ministero adotti i necessari decreti attuativi affinché il Fondo sia immediatamente utilizzabile dalle imprese culturali e del terzo settore che ne hanno assoluta necessità».

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