Il Pnrr per il patrimonio

Cultura, entro giugno il via libera a cinque interventi per complessivi tre miliardi

I progetti illustrati dal ministro Franceschini nel corso di un’audizione alla Camera. Entro marzo la chiusura dei bandi e a giugno i decreti per dare il via alle misure

di Antonello Cherchi

Osservatorio Pnrr: cinque bandi Cultura per complessivi tre miliardi

3' di lettura

Cinque milestone (traguardi) da centrare entro giugno 2022 per un totale di tre miliardi di euro. Sono gli obiettivi del Pnrr relativi a patrimonio e paesaggio illustrati il 9 febbraio dal ministro della Cultura Dario Franceschini nel corso di un’audizione presso la commissione Cultura della Camera. Si va dal recupero dei borghi abbandonati al miglioramento dell’efficienza energetica di cinema, teatri e musei, dalla valorizzazione e protezione dell’architettura e del paesaggio rurale alla rigenerazione di parchi e giardini storici, per finire con la messa in sicurezza delle opere minacciate dai terremoti.

«Stiamo rispettando i tempi», ha esordito il ministro, che ha ricordato come per la messa a terra dei progetti siano state create nel ministero strutture ad hoc, tra le quali la soprintendenza speciale che dovrà accentrare, uniformare e velocizzare le pratiche degli interventi infrastrutturalil che richiedono una valutazione di impatto ambientale.

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Il recupero dei borghi

Il progetto può contare su un miliardo e si articola in due linee d’azione. La prima, con a disposizione 420 milioni, punta a rivitalizzare 21 borghi individuati da regioni e province autonome, che dovranno anche indicare l’attività prevalente che ispira l’intervento (per esempio, far diventare il borgo un albergo diffuso o una residenza per azioni o altro) e che destinerà 20 milioni a ciascun centro; la seconda, con una dote di 580 milioni, attiverà progetti mirati su 229 piccoli centri selezionati dai comuni attraverso un avviso pubblico (per esempio, recupero di determinati edifici o di spazi del borgo).

L’obiettivo è ritornare a popolare realtà che in questi ultimi anni si sono svuotate. «La banda larga e lo smart working - ha spiegato Franceschini - ora consentono di mettere le persone nelle condizioni di scegliere di lavorare in posti dove la qualità della vita e la peculiarità del luogo sono fortemente attrattivi».

Il bando sui 580 milioni si chiuderà il 15 marzo ed entro quella data dovranno arrivare anche le indicazioni di regioni e province autonome circa i 21 borghi a cui assegnare i 420 milioni. Ci sarà poi entro giugno un unico decreto della Cultura che darà il via all’operazione.

L’efficienza energetica del patrimonio

Ci sono a disposizione 300 milioni per migliorare la resa energetica di cinema, teatri e musei puntando su fonti ecosostenibili e, allo stesso tempo, tagliando i consumi. Il bando che riguarda l’intervento sulle prime due realtà si chiuderà il 18 marzo, mentre per quanto riguarda i musei l’apposita direzione generale del ministero sta individuando quelli su cui intervenire.

Il paesaggio rurale

Seicento milioni per mappare, restaurare e valorizzare l’edilizia (soprattutto i casali) e il paesaggio rurale. Entro il mese di febbraio ci sarà il decreto di assegnazione delle risorse alle singole regioni, che dovranno pubblicare il bando entro maggio.

Parchi e giardini storici

L’obiettivo è rivitalizzare 110 parchi e giardini storici potendo contare su 300 milioni, di cui 10 destinati all’attività di censimento dei beni e formazione del personale, 100 per l'analisi preliminare e progettuale di cinque grandi parchi demaniali (tra cui la Reggia di Caserta, Capodimonte e Villa Favorita di Ercolano) e 190 per 105 parchi da scegliere attraverso un avviso pubblico, con domande da presentare entro il 15 marzo.

Prevenzione antisismica e recovery art

La dote è di 800 milioni da destinare alla messa in sicurezza in chiave antisismica delle chiese, dei campanili e dei luoghi di culto. L’altro progetto è la creazione di centri di ricovero delle opere d’arte colpite dal terremoto. Al momento esiste solo quello di Spoleto e l’obiettivo è realizzarne altri anche attraverso la riconversione di ex centrali nucleari o ex caserme. Sperando di non doverli mai utilizzare per emergenze, i centri potranno essere comunque usati come luoghi di restauro o di laboratori.

Gli altri interventi

Ci sono poi una serie di misure che hanno un orizzonte più lungo, fino al 2025, ma sulle quali si è già iniziato a lavorare. Come il progetto delle piattaforme e delle strategie digitali per accedere al patrimonio culturale (500 milioni), l’eliminazione di barriere fisiche e cognitive nei musei, biblioteche e archivi (300 milioni), lo sviluppo dell’industria del cinema, in particolare l’ampliamento di Cinecittà (300 milioni), obiettivo quest’ultimo da raggiungere entro il 2023.

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