«sforbiciata» da oltre 25 milioni di euro

Cultura, con la manovra si torna ai tagli

di Antonello Cherchi

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(vege - stock.adobe.com)


3' di lettura

Dopo anni di risorse in crescita, per la cultura si ritorna ai tagli. Meno soldi per gli acquisti culturali dei 18enni, riduzione dei crediti d’imposta per il cinema e le librerie: una sforbiciata da oltre 25 milioni di euro. A ciò si aggiunge un giro di vite sugli stanziamenti per i musei autonomi, ma questo a fronte di un maggiore impegno richiesto agli istituti speciali nel reperire risorse proprie. Sono le prospettive disegnate dalla legge di bilancio, pronta ad affrontare il cammino parlamentare.

Ridotto il budget per i 18enni
Il bonus cultura, nato con la legge di Stabilità 2016 ma di fatto partito a novembre dello stesso anno, mette a disposizione dei 18enni 500 euro da spendere in prodotti culturali. Il ventaglio degli acquisti è stato via via ampliato e ora si possono comprare, attraverso l’apposita app, biglietti per concerti e cinena, dischi, libri, corsi di lingua di teatro o di musica. Dopo un primo annuncio da parte del ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli, di voler rimettere mano al bonus, complice anche un pasticcio legislativo che aveva fatto dire al Consiglio di Stato che l’agevolazione non aveva copertura legislativa, la situazione si è “normalizzata”: le complicazioni normative sono state risolte e i 500 euro per i 18enni sono rimasti. Soltanto, sarà più povero di 20 milioni di euro il budget a disposizione.

Le stime del ministero

Secondo i Beni culturali il taglio operato con la legge di bilancio è dovuto al fatto che di media solo il 72% degli aventi diritto ha, nel corso di questi ultimi anni, usato il bonus cultura. Dunque, parte degli stanziamenti è rimasta inutilizzata. In questi ultimi tre anni, infatti, sono stati stanziati 290 milioni di euro per anno, rimasti in parte non spesi. Nel 2016 si sono fatti avanti oltre 356mila giovani, per un esborso complessivo di poco più di 178 milioni, che comunque non sono stati tutti utilizzati. Nel 2017 alla app - che presuppone il possesso di Spid, l’identità digitale - si sono registrati in quasi 417mila, che hanno impegnato 208 milioni. Dunque, si è rimasti sempre lontani dal plafond di 290 milioni messi a disposizione. Per il 2019 si prevede che la platea dei potenziali beneficiari del bonus sarà di quasi 530mila giovani, per una spesa di quasi 265 milioni. Ecco perché il Governo ha deciso di ridurre di 20 milioni il budget: da 290 a 270 milioni di euro.

Sconti ridotti per cinema e librerie

La manovra interviene anche sul tax credit per il cinema e sulle agevolazione per le librerie. I risparmi attesi sono di quasi 5,6 milioni a partire dal 2020. Il dettaglio della sforbiciata la definirà un prossimo decreto, che dovrà essere emanato entro il 30 gennaio e dovrà chiarire la riduzione di ciascuno degli sconti, che sono diversi sia per il grande schermo sia per le librerie. I primi hanno compiuto quest’anno dieci anni e sono stati rimodulati con la legge 220 del 2016; il credito d’imposta per le librerie, invece, è arrivato con l’ultima legge di bilancio e, di fatto, sta muovendo i primi passi ora. Il tax credit per il cinema perderebbe 4,3 milioni di euro e quello per le librerie oltre 1,2 milioni, a cui si aggiungono 375mila euro relativi ai crediti d’imposta delle imprese produttrici di prodotti editoriali che hanno effettuato investimenti in beni strumentali (agevolazione prevista dalla legge sull’editoria, la 62 del 2001).

Più spazio ai musei autonomi
I 40 musei autonomi devono camminare sempre di più con le loro gambe. La legge di bilancio li esclude dai tagli alla spesa culturale, ma allo stesso tempo chiede agli istituti speciali di mettere a frutto la loro autonomia, aumentando dal prossimo anno le entrate proprie: questo consente di ridurre dal 2019 di 2,3 milioni le risorse destinate al loro funzionamento.

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