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Cultura-Domenica Libri

Steampunk, viaggio con «Alice» e «Leviathan». Tra fantascienza e romanzo storico

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Questo articolo è stato pubblicato il 21 giugno 2010 alle ore 11:44.

La narrativa steampunk, intesa secondo la sua più rigida definizione, prevede storie di profumo fantascientifico, seppur ambientate in periodo vittoriano. Lo sfondo di queste storie è una società ibrida, che conta su avveniristici macchinari alimentati a vapore («steam» in inglese), ma ancorata a una solida storicità del tardo Ottocento britannico. Suggestione letteraria, e non solo, capace di fertilizzare un'intera sottocultura, lo steampunk ammette infinite trasgressioni all'ortodossia di genere.

Attrazione per la Old Englad. Mantenendo nella sua ragion d'essere il motore immobile dell'ucronia, cioè della «storia alternativa», che inietta nelle vicende del passato accelerazioni tecnologiche, in campi in cui queste non sono in realtà ancora avvenute, lo steampunk si presta a infinite variazioni, che giocano su cortocircuiti cronologici. La fedeltà al periodo tra metà Ottocento e primi decenni del Novecento e l'attrazione per la Old England sono per lo più rispettate, per adesione a un'estetica a cui si sono affezionati i cultori del genere.

Due nuovi libri. Ed è proprio quest'atmosfera a costituire l'identitario minimo comun denominatore delle opere che gravitano nell'ampio piano cartesiano dello steampunk. Ed è proprio questa atmosfera a dare la stessa aria di famiglia a due libri appena pubblicati che, per il resto, battono strade piuttosto diverse tra loro. Leviathan di Scott Westerfeld (Einaudi, 400 pagine, euro 20, trad. di Tiziano Lo Porto) è un romanzo di marca anglosassone ed è il primo volume di una trilogia. Alice nel paese della vaporità di Francesco Dimitri (Salani, 280 pagine, euro 16,80) è, invece, un prodotto italiano, benché il suo ventinovenne autore viva a Londra. Per entrambi è valida l'etichetta di steampunk, ma hanno un respiro che travalica tale definizione.

Leviathanè un libro young adult, cioè adatto a lettori adolescenti, ma anche ad adulti che apprezzano immaginari non troppo razionalisti. La vicenda racconta una storia alternativa dello scoppio della prima guerra mondiale, in un ammiccante andirivieni tra aspetti storici documentati e fughe in orizzonti fantascientifici. I due giovani eroi della vicenda bordeggiano i quindici anni: Deryn Sharp, inglese, è una ragazzina che si finge maschio per diventare cadetto nell'esercito del suo paese; Alek, invece, è il figlio dell'arciduca d'Austria ucciso a Sarajevo ed è inviso all'anziano nonno che governa l'Impero.

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Tags Correlati: Adriano Salani Editore | Alice Liddel | Arthur Conan Doyle | Borsa di Londra | Charles Dickens | Cingolanti | Cultura | Francesco Dimitri | Inghilterra | Jules Verne | Lewis Carrol | Terry Gilliam

 

Lo scontro geopolitico in cui si trovano coinvolti i due ragazzi è quello tra i Darwinisti e i Cingolanti. I primi, guidati dagli inglesi, hanno sviluppato capacità straordinarie nella manipolazione genetica e hanno creato animali di sintesi. Uno di questi è il Leviathan, un immenso dirigibile vivente creato modificando i geni di una balena e mescolandoli con quelli di centinaia di altre forme viventi: su tale macchina bellica vivente è imbarcata Deryn, nelle vesti di cadetto maschio. Gli antagonisti, i Cingolanti, tedeschi e austroungarici, basano la loro potenza sulla propria competenza meccanica, grazie a cui sono stati creati i «camminatori», una specie di carri armati di varie dimensioni e velocità che si muovono su zampe.

Più filosofico, straniante e complesso è «Alice nel paese della vaporità», che affonda le sue radici narrative nell'Alice di Lewis Carrol. In un gioco di specchi che stravolge ogni coordinata, Ben, editor londinese con problemi allucinatori, riceve via mail, da un indirizzo ignoto, spezzoni di un romanzo ambientato nell'Inghilterra del 1862. La Londra di questa vicenda, che Ben legge avidamente, è una città-stato imperniata sulla vaporità, un combustibile che provoca alterazioni psichiche. Il resto dell'isola britannica, noto come Steamland è una plaga inaccessibile, abitata da umanoidi e strane creature.

L'antecedente di questa civiltà, è una cultura pre-vaporità, ormai inattingibile e leggendaria, vecchia di circa duemila anni. Secondo le licenze narrative concesse dall'ucronia, questa società primitiva mostra nei suoi reperti uno sviluppo tecnologico che è il nostro attuale: computer, monitor, tastiere. Alice Liddel è stata salvata da un pigmalione. Da ragazzina, nei bassifondi della città, era impiegata in feroci lotte in arene clandestine (e qui nel romanzo di Dimitri palpitano echi à la Oliver Twist), ma ora è una antropologa quasi trentenne. Annoiata da una Londra in cui la vaporità è una forza motrice addomesticata, Alice decide di inoltrarsi nella Steamland. Lì ogni sua consapevolezza scientifica, o anche soltanto razionale, finisce tritata dagli incontri che farà. Lo stesso Ben, che legge la storia di Alice sullo schermo del suo computer, non uscirà indenne dalla Steamland.

Gioco combinatorio. Rimescolamento di un immaginario che pesca in reminescenze letterarie, cinematografiche e fumettare, frullando la fantascienza classica con la rielaborazione del romanzo storico. Equilibrismo tra citazionismo e stravolgimento, che impasta Charles Dickens con Jules Verne e Terry Gilliam con Arthur Conan Doyle. Più facile da individuare che da descrivere, la narrativa di radice steampunk, non è ancora molto frequentata in Italia. Con «Leviathan» e «Alice nel paese della vaporità» riesce ad affrancarsi dall'asfittico recinto di genere e, pur fedele a un'estetica condivisa, apre orizzonti narrativi ampiamente divergenti e sensibili a stimoli di natura eterogenea.

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