Il Sole 24 Ore
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1 luglio 2010

La storia dell'uomo che al posto della villetta si sta costruendo un castello medievale in Francia

di Chiara Beghelli


Tutti i bambini che costruiscono castelli di sabbia in riva al mare sognano di possederne uno vero, prima o poi. Lo faceva anche Michel Guyot, quando scorrazzava fra i ruderi dei castelli della sua Borgogna. Nel 1979, con qualche centinaio di franchi, ha realizzato il suo sogno e ne ha comprato uno, il castello di Saint-Fargeau. Non pago, però, Michel ha fatto un salto ancora più alto con l'immaginazione e così, in mezzo a una foresta di querce a 10 minuti dal suo castello, ha trovato un luogo perfetto per costruirne uno, dalle fondamenta alle torrette. Nel 1997 il comune competente, quello di Treigny, si vide arrivare il progetto del castello di Guedelon fra quelli delle villette a schiera e dei garage per trattori. L'idea che i tecnici trovarono irresistibile era che Guedelon sarebbe stato costruito solo con materiali e tecniche del XIII secolo, in una zona abbondante di pietra, acqua e legno. Così il 20 giugno Michel posava la prima pietra del suo maniero che a distanza di tredici anni ha già la sua grande hall, parte delle mura e delle torri.

Oggi il castello viene su piano piano (sarà finito nel 2023) grazie al lavoro di 50 fra fabbri, muratori, falegami, tessitori di corde e altri artigiani dal nome difficile da ricordare nel 2010, che lavorano sotto la guida di un team di archeologi, architetti e del capomastro Florian Renucci, un po' filosofo un po' muratore e grande esperto di restauri medievali. Su tutti veglia la direttrice dei lavori, Maryline Martin, artista che ha lasciato Parigi per tornare a Puisaye, il suo paese d'origine, dove ha fondato "Emeraude" per impiegare i disoccupati locali nella manutenzione dei boschi e che oggi vestiti di lino chiaro sbozzano pietre e tagliano tronchi vestiti di lino e canapa.

Ma i soldi, chi ce li mette? Guyot è un sognatore, va bene, ma è anche un raffinato imprenditore. Il denaro lo ha racimolato negli anni organizzando nel suo castello di Saint-Fargeau, tutti i weekend, un mega spettacolo molto apprezzato con 700 figuranti che sono poi praticamente tutti gli abitanti dei dintorni. Ma per non ridurre il suo sogno a cifre con qualche zero, e anche risparmiare sui fregi di Guedelon, Guyot ha inventato la storia del nobile proprietario Guilbert, molto squattrinato vassallo del signore locale. E quello che attrae a Guedelon seri e ammirati accademici del paese è soprattutto il rigore stilistico del castello. Per evitare l'effetto Disneyland, infatti, il team di Guyot ha studiato le cronache del tempo, le vetrate delle cattedrali, manoscritti vari, ha scelto di far iniziare la storia di Guedelon esattamente nel 1229 e di costruirlo secondo il manuale di architetture militaresche codificato da Filippo Augusto, re di Francia del 1180 al 1223.

L'edificio, però, oggi si aggiudicherebbe di certo anche la certificazione di ecosostenibilità Leed platinum, la più ambita del momento, grazie ai cavalli che sostituiscono i camion, la forza delle braccia al posto dell'energia elettrica, i materiali estratti nel raggio di qualche decina di metri dal cantiere e il riutilizzo degli scarti della cava per fare calcina. Pestata al mortaio, ovviamente.
A Guedelon ogni anno arrivano anche 300mila visitatori, che possono lavorare con gli operai e seguire laboratori di edilizia sostenibile. Fra loro, nel 2008, c'erano anche Jean-Marc e Solange Mirat, francesi emigrati a Lead Hill, paesino rurale dell'Arkanas. Tornati a casa hanno inviato a Guyot una lettera con la quale mettevano a disposizione una parte della loro proprietà per costruire anche dall'altra parte dell'Atlantico una vera cittadella del XIII secolo. Nel 2030, se tutto va bene, i 15 finanziatori e i 30 costruttori - francesi, americani e svizzeri – dovrebbero veder finita la loro fortezza. Che si chiama Ozark, come l'altopiano che dominerà con le sue torri.


1 luglio 2010