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Parla Pupi Avati: «Venezia ha rifiutato il mio film e io non ci vado»

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Questo articolo è stato pubblicato il 29 luglio 2010 alle ore 21:06.

"Venezia ha rifiutato il mio film e io non ci vado". Non è una questione di destra o di sinistra, ma solo di slealtà, secondo il regista Pupi Avati che quest'anno aveva proposto alla commissione della Mostra del cinema il suo nuovo film "Una sconfinata giovinezza". Dopo aver ricevuto la notizia di essere stato escluso dal concorso, raggiunto telefonicamente poche ore dopo la comunicazione ufficiale, Avati rifiuta la proposta alternativa del direttore Marco Muller di partecipare comunque a "una serata fuori gara".


Come ha appreso la notizia?
Questa querelle con la Mostra del cinema di Venezia mi ha investito in questi giorni e tutt'ora mi angoscia. Mi piacerebbe che non fosse mai accaduto, come quando fai un incidente in automobile che per i primi minuti rifiuti quello che è successo. La proposta del Fuori concorso sembra un contentino finale, per pulirsi la coscienza, ma non ho assolutamente intenzione di accettare.


Che cosa crede sia successo?
Altre volte in passato sono stato escluso dai concorsi. Non ho mai partecipato automaticamente, per meriti indiscussi. Ho sempre sottoposto le mie opere alla commissione, esponendo i miei lavori al giudizio. Ma in tutti questi casi non si è mai arrivati a questo livello di slealtà. Eravamo reduci dell'iniziale bocciatura de "Il papà di Giovanna" nel 2008, che poi è stato ripescato, per cui è la seconda volta che mi capita di sentirmi in questo modo. Non ce l'ho con i film che sono stati selezionati al mio posto, sono tutti bravissimi registi. Ce l'ho con Marco Muller e la commissione di Venezia: si sono comportati nei miei confronti da schizofrenici puri. Prima mi abbracciano e fanno i complimenti per il film appena si spengono le luci in sala, e poi mi voltano le spalle.


Crede l'abbiano illusa?
Solo un ragazzino può fraintendere, ma io no. Con 40 anni di esperienza alle spalle non posso sbagliarmi: mi avevano fatto capire di essere stato accettato. Non è stata una mia illusione, so di aver interpretato in modo corretto.


E quindi perché, secondo lei, il suo film alla fine è stato escluso?
Seguendo la ricostruzione cronologica degli eventi, posso affermare che non è vero che hanno aspettato di vedere tutti i film prima di decidere quelli da portare in concorso. Si è deciso in corso d'opera e piano piano i nomi già si sapevano. Una mostra come Venezia non può agire in questo modo.

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Tags Correlati: Cultura | Marco Muller | Pupi Avati | Silvio Orlando | Venezia

 


Ora che cosa pensa di fare?
In tutta la mia carriera non ho mai avuto atteggiamenti scomposti, non fa parte del mio carattere. Non ho mai cercato di additare dei colpevoli. Ma questo atteggiamento nei miei confronti ha dei precedenti: loro sono recidivi e io sono amareggiato. Nel 2008 il papà di Giovanna ha dimostrato che le cose vanno diversamente: Silvio Orlando ha vinto il Leone d'Oro e ancora oggi Venezia si vanta di quel film.


È sicuro di non partecipare neanche al Fuori concorso?
Assolutamente sì. Probabilmente il film pagherà il prezzo di tutta questa situazione. Avrà l'etichetta del "film bocciato a Venezia" e questo non è un bel lasciapassare. Ma sono sicuro che incontrerà comunque il successo di pubblico nelle sale. Parla di un argomento sociale che riguarda tutti, dell'Alzheimer e delle prospettive di vita delle persone anziane.

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