House Ad
House Ad
 

Cultura-Domenica Arte

La graphic novel vede nero

Storia dell'articolo

Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 28 agosto 2010 alle ore 08:03.

di Domenico Rosa
Il colore è sempre stato considerato una possibilità espressiva enorme, ma quasi tutto il contesto virtuale in cui viviamo oggi, tv, computer, cinema, è fatto di colori saturi, innaturali, in una gara senza fine verso un'illusione: vince chi urla più forte, chi ha la definizione più alta, il più "colorato" insomma. Questa babele cromatica ha invaso anche il mondo delle graphic novel, ma da qualche tempo è in atto una scandalosa rinuncia al colore, una ritrovata povertà di mezzi che arriva più lontano delle grida, o, meglio, più in profondità. Un ritorno consapevole al bianco e nero per alcuni maestri conclamati come Josè Munoz (Gardel), o Lorenzo Mattotti (nella reinterpretazione di Hansel e Gretel); una scelta istintiva per i più giovani italiani Davide Reviati (Morti di sonno), Marino Neri (Il Re dei Fiumi) e Andrea Bruno (Sabato tregua). Dall'estero sono arrivati segnali nella stessa direzione, come ci fosse un comune sentire su questo extraterritorio: dall'Europa Blutch (Blotch), Frederik Peeters (Pillole blu), David B (Il grande Male), Baudoin (I quattro fiumi), Emmanuel Guibert (La guerra di Alan), Frederik Peeters (Pillole blu), Thomas Ott; dagli Usa Charles Burns (Black Hole), dal Giappone Jiro Taniguchi (Ai tempi di Bocchan).
Questa tendenza merita una riflessione sulle proprietà del bianco e nero e le differenze con il colore riferiti alla narrazione e fumetti. Se il metodo è il confronto, una prima sensazione riguarda il ritmo di lettura, più agile nel bianco e nero, come se il colore determinasse un fastidioso rumore di fondo. Mike Mignola (Hellboy) sostiene che il colore è per lui la colonna sonora, ma le sue atmosfere gotiche rimarrebbero intatte anche senza. Un secondo elemento è il lirismo: ad esempio Un uomo alla finestra di Mattotti vive di assenze, di una leggerezza che il colore inquinerebbe: l'anima sembra non avere colore. Poi viene l'eleganza, che non è esclusiva del bianco e nero, ma anch'essa ha a che fare con la sottrazione, con l'essenzialità. Ma il fattore più importante è che il colore costringe a essere espliciti, analitici, razionali; numerare ogni cosa, rendere l'effetto di ogni superficie, la morbidezza o la durezza, la brillantezza o l'opacità. Il bianco e nero ha l'enorme vantaggio di poter evocare senza dover specificare. Tutto è nel segno. Craig Thompson (Blankets) riesce a restituire tutta la tenerezza di un amore adolescenziale con un tratto spesso e soffice, puro, senza ambiguità. David Mazzucchelli (Phobia) usa un sapiente segno grossolano e spezzato che sottolinea la perdita della memoria e l'incapacità di percepire il tempo. Insieme a Igort (5 è il numero perfetto), suo editore italiano con Coconino, ha sperimentato la bicromia, che passa morbidamente dal bianco al nero con l'intermediazione di un colore neutro. Ma è il segno che determina la temperatura emotiva di una storia, non il colore. Adrian Tomine (Sonnambulo) ha un tratto sottile, spigoloso, freddo, perfetto per raccontare il vuoto esistenziale della sua generazione.

L’articolo continua sotto

Tags Correlati: Adrian Tomine | Carlo Barbieri | Coconino Press | Cultura | David Mazzucchelli | Domenico Procacci | Emmanuel Guibert | Europa Blutch | Fandango | Hellboy | Mantova | Mondadori | Moni Ovadia | Palestina | Thomas Ott

 

Joe Sacco ha invece un segno banale, immediato, utile per raccontare la cronaca. Era il 1991 quando partì per la Palestina con l'obiettivo di fare un reportage disegnato che è diventato un libro di culto, tradotto in tutto il mondo. Sette anni prima Riccardo Mannelli era in partenza per la stessa destinazione con lo stesso intento. Fu impossibile entrare. Ma la bussola della sua indignazione segnava un altro Nord, un altro luogo caldo in America latina. Così, invece di Palestina, fu Nicaragua, probabilmente il primo esempio di graphic journalism nella forma in cui lo conosciamo oggi. Mannelli resterà a disegnare nel suo studio romano al Pigneto, il quartiere in cui Pasolini girò Accattone, nei giorni in cui Joe Sacco, ormai una star internazionale, sarà invece presente al Festivaletteratura di Mantova, che da alcuni anni ha meritoriamente aperto una breccia nel muro che relegava la graphic novel nel limbo della simil-letteratura.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Gli eventi
Al Festivaletteratura di Mantova saranno ospiti Igort (autore cagliaritano, vero nome Igor Tuveri), che presenterà il suo nuovo libro Quaderni ucraini, memorie dei tempi dell'Urss (Mondadori) e Joe Sacco in uscita con Gaza, 1956 (Mondadori): parleranno sabato 11 settembre.
Tuveri è tra i fondatori della casa editrice Coconino Press che quest'anno a Bologna festeggia i 10 anni di vita. Dal 16 al 23 settembre una settimana di incontri ed eventi nelle librerie con Igort, Gipi, Moni Ovadia e tanti altri autori. Il festival si concluderà con un intervento di Domenico Procacci, fondatore della Fandango. Una festa nel segno del graphic novel e un omaggio alla memoria dello scomparso Carlo Barbieri, ideatore con Igort del progetto della casa editrice.
Dall'8 ottobre al 7 novembre a Ravenna la sesta edizione di Komikazen, punto di riferimento europeo per il fumetto che
racconta la realtà.
Info:www.mirada.it/komikazen

Shopping24

Da non perdere

L'esempio di Baffi e Sarcinelli in tempi «amari»

«Caro direttore, ho letto (casualmente di fila) i suoi ultimi tre memorandum domenicali. Da

L'Europa federale conviene a tutti

Ho partecipato la scorsa settimana a Parigi a un incontro italo francese, dedicato al futuro

Non si può privatizzare la certezza del diritto

In questa stagione elettorale, insieme ad un notevole degrado, non solo lessicale, ma anche di

Le sette criticità per l'economia Usa

Quale futuro si prospetta per l'economia degli Stati Uniti e per quella globale, inevitabilmente

Sull'Ilva non c'è più tempo da perdere

La tensione intorno al caso dell'Ilva non si placa. Anzi, ogni giorno che passa – nonostante i

Casa, la banca non ti dà il mutuo? Allora meglio un affitto con riscatto. Come funziona

Il mercato dei mutui in Italia resta al palo. Nell'ultimo mese la domanda di prestiti ipotecari è


Jeff Bezos primo nella classifica di Fortune «businessperson of the year»

Dai libri alla nuvola informatica: Jeff Bezos, fondatore e amministratore delegato di Amazon,

Iron Dome, come funziona il sistema antimissile israeliano che sta salvando Tel Aviv

Gli sporadici lanci di razzi iraniani Fajr-5 contro Gerusalemme e Tel Aviv costituiscono una

Dagli Assiri all'asteroide gigante del 21/12/2012, storia di tutte le bufale sulla fine del mondo

Fine Del Mondo, Armageddon, end of the World, Apocalypse? Sembrerebbe a prima vista roba da