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GUERRIERI DEL SAPERE

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Questo articolo è stato pubblicato il 16 gennaio 2011 alle ore 08:21.

Dieci anni fa, quando Jimmy "Jumbo" Wales lanciò l'idea di una piattaforma della conoscenza partecipativa e plurilingue, di tipo enciclopedico, basata sul web, pochi erano pronti a raccoglierla. L'industria della conoscenza era rigidamente divisa tra chi la produceva, chi la fruiva e chi mediava tra i due gruppi. Scostarsi da questa struttura sembrava assurdo. Eppure Wikipedia è uno dei siti web più grandi del mondo, con oltre 17 milioni di articoli e 365 milioni di lettori in 262 lingue.
Basata sulla semplice idea che la conoscenza sia un patrimonio comunitario piuttosto che individuale, Wikipedia ha invitato chiunque avesse accesso a internet a contribuire a rafforzare le proprie conoscenze attraverso un processo di discussione, costruzione del consenso e collaborazione. A differenza di una normale enciclopedia, forte del suo battaglione di "guerrieri del sapere", Wikipedia si affida ai normali utenti, che utilizzano il potere dell'informazione online per «totalizzare la somma della conoscenza umana».
A un decennio dal suo inizio, la battaglia nata intorno a Wikipedia non si placa. I suoi partigiani esaltano la democratizzazione del sapere e la sfida al regime capitalista dei diritti di proprietà intellettuale che Wikipedia rappresenta. I suoi detrattori, invece, la identificano con nuove concentrazioni di potere, un'ingiusta rappresentazione delle voci alternative e l'appiattimento delle complesse relazioni tra l'umanità e l'informazione. Seguiamo queste guerre-Wiki per vedere quali lezioni possiamo trarne per il futuro del nostro mondo sempre più Wikificato.
01 – stabilire un punto di vista critico
La neutralità del punto di vista (Npv) è uno dei capisaldi teorici attraverso cui Wikipedia garantisce la solidità delle sue informazioni e la governance delle sue comunità. Anziché cercare la "Verità", Wikipedia promuove la "Verificabilità", per cui solo quelle idee che sono già state documentate altrove, e che possono essere addotte come prova, hanno diritto di esistere nel suo universo. Le ricerche originali, le nuove idee, le incursioni artistiche e le risposte emotive non trovano spazio in questo scenario di informazione quasi piatto. La Npv mira a eliminare l'intenzione umana, il desiderio e l'investimento nella conoscenza, a favore di quanto è già documentato. Benché questo si sia dimostrato utile per risolvere dibattiti su argomenti particolarmente delicati o provocatori, non può essere una soluzione sostenibile a lungo termine.

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Tags Correlati: Elisa Comito | Fondazione Wikimedia | Geert Lovink | Internet | Jaron Lanier | Jimmy "Jumbo" Wales | Johanna Niesyto | Nathaniel Stern | Scott Kildall | Wikipedia

 

Gli esseri umani non hanno un rapporto neutrale con la conoscenza. Come sostiene appassionatamente il guru della rete Geert Lovink, direttore dell'Institute of Network Cultures di Amsterdam: «La conoscenza, specialmente nella società dell'informazione, è potere e denaro. Wikipedia può professarsi neutrale, ma si tratta di una neutralità costruita e falsa. Cerca di nascondere i complessi meccanismi di potere che alla fine determinano quali tipi di conoscenza sono validi». A dispetto della sua prospettiva di completa inclusione e della sua ambizione, spesso Wikipedia viene definita cabalistica, basata su rituali, priva di una riflessione critica sul suo stesso rapporto con la conoscenza. Occorre riflettere criticamente sugli sforzi di rafforzare la conoscenza umana per individuare criteri che vadano oltre la neutralità e la verificabilità.
02 – superare la saggezza delle masse
Wikipedia resta uno dei più visitati siti a contenuto elaborato dagli utenti a livello mondiale. La sua struttura "Open Wiki" invita diversi attori umani e non umani (i "robot") a collaborare nella produzione e nella documentazione della conoscenza. L'esperimento condotto dalla rivista «Nature», che ha confrontato gli articoli scientifici dell'Enciclopedia Britannica con quelli di Wikipedia, ha evidenziato un livello di accuratezza e un tasso di "errori seri" simili.
Lo scienziato informatico e artista Jaron Lanier, nel libro Tu non sei un gadget, sostiene che il collettivismo online non è la soluzione giusta per documentare il sapere umano a lungo termine. Lanier afferma che l'ethos collettivista alla base di nuovi fenomeni culturali come Wikipedia in realtà riduce la qualità del prodotto finale. Parte dal principio che il design del software di piattaforme del tipo di Wikipedia produce «regole non modificabili» che portano a nuove forme di esclusione. Considera la saggezza delle masse uno strumento che dovrebbe essere usato strategicamente. Lanier contesta a Wikipedia di promuovere «il culto del dilettantismo», che rende le singole voci non essenziali – persino quelle degli esperti – e considera la saggezza collettiva più affidabile che non i tentativi rigorosi di trovare la verità e il significato.
Negli anni a venire bisognerà sottrarre la saggezza delle masse alle piattaforme che condizionano la partecipazione attraverso il design del software e dell'interfaccia. Bisognerà usarla come uno strumento piuttosto che come fine a se stessa.
03 – una svolta verso l'inclusione
Wikipedia, come incarnazione dello zeitgeist Free/Libre/Open Source (Floss), teoricamente abbraccia una cultura di apertura, inclusione e pluralismo. Il suo design tecnologico neutrale, che assicura il diritto di contribuire a chiunque abbia accesso a internet, trascura il fatto che il numero di persone che accedono a internet, globalmente, è molto basso. La mancanza di altre interfacce utilizzabili, tramite cellulari o altre forme di portable computing, fa sì che i contributori restino concentrati in specifiche parti del mondo. Johanna Niesyto, dell'Università di Seigen, nella sua tesi di dottorato afferma: «Il profilo demografico medio di un redattore di Wikipedia è quello di un maschio bianco appassionato di internet con una visione del mondo monoculturale e limitata, basata sulla razionalità occidentale». Le contributrici donne che si sono sentite silenziate dalla cultura tech maschile di Wikipedia hanno già creato spazi alternativi, come Wikichix.org.
Nonostante la sua ricerca di pluralismo, Wikipedia palesemente esclude quei processi, idee, culture e stili di vita che non rientrano nella mentalità razionale occidentale. Rifiuta altre forme di conoscenza tradizionali, effimere e orali. La popolarità di altre enciclopedie collaborative online come Baidu Baike in Cina, testimonia le implicite esclusioni del mondo di Wikipedia.
Perché Wikipedia diventi davvero inclusiva, dovrà dissociarsi dai monolitici standard culturali, morali e politici della civiltà dominante e imparare ad arricchirsi di sfumature, diventando più sensibile e pluralista per facilitare davvero la partecipazione e la diversità, a livello di contenuto, design e governance.
04 – aprirsi alla resistenza
Wikipedia è l'incarnazione del grido di guerra, scaturito dall'euforia tecnologica, per una società aperta che dovrebbe mettere l'individuo in condizioni di sfuggire alla tirannia dello stato e dei mercati. Tuttavia il cyber-realista Evgeny Morozov, dell'Università di Stanford, nel suo ultimo libro, The Net Delusion, afferma che tale cyber-utopia è frutto di «una fede naif nella natura emancipativa della comunicazione online, fondata su un ostinato rifiuto di riconoscere il suo lato negativo».
Nel quadro tracciato da Morozov, il "mainstreaming" di progetti tipo Wikipedia costituisce la fine del vero dibattito pubblico e dell'impegno politico. Con Wikipedia il dissenso è difficile. Qualsiasi intervento che violi le "Condizioni di Servizio" e dunque sfidi i presupposti fondamentali di Wikipedia, viene immediatamente "bannato" o contrastato legalmente.
Il progetto "Wikipedia Art", avviato dagli artisti Nathaniel Stern e Scott Kildall, si è scontrato con un problema simile. È iniziato come voce di Wikipedia supportata da una serie di blog e articoli scritti da un gruppo di collaborazione che appoggiava l'iniziativa. Il progetto artistico intendeva criticare e utilizzare le stesse strutture di autorità che davano autenticità alle voci di Wikipedia. Eppure l'iniziativa è stata rapidamente rimossa, all'inizio dalla comunità e successivamente dalle azioni legali intraprese dalla Fondazione Wikimedia, che gestisce Wikipedia.
Benché Wikipedia sostenga di essere uno spazio che sovverte i processi dominanti, non riesce ad accettare la resistenza e le sfide che muovono dalla più grande sfera digitale. Se vuole aderire alle originarie ideologie di internet, che avrebbe dovuto costruire un mondo di conoscenze libere e aperte, dovrà evolvere con il web, imparando ad accogliere e facilitare tali sovvertimenti.
Wikipedia resta un autentico fenomeno storico che ha cambiato il modo in cui ci confrontiamo con l'informazione e la conoscenza nel quotidiano. Ha contribuito a mettere radicalmente in discussione la logica del tardo capitalismo e della proprietà intellettuale che ha governato l'industria della conoscenza, producendo strutture di esclusione e dominio. Tuttavia, nel celebrare il suo decimo compleanno, è ora di evolvere verso un futuro in cui la Wikificazione del mondo si confronti realisticamente con le necessità di equità, pluralismo e apertura rappresentate da progetti come Wikipedia.
(traduzione di Elisa Comito)
© RIPRODUZIONE RISERVATA

per saperne di più
the net delusion Evgeny Morozov PublicAffairs

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