House Ad
House Ad
 

Cultura-Domenica Libri

Occhi lussuriosi in Laguna

Storia dell'articolo

Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 30 gennaio 2011 alle ore 08:22.

Venezia, Regina della laguna, anno del Signore 1588. Le cupole risplendenti d'oro, i cristalli cangianti, frusciar di broccato e di remi che s'affondano nell'acqua e par che la sfiorino. Una galera, quando manovra e i cinquanta remi (venticinque per fiancata, più o meno, secondo il tipo) si alzano tutti insieme, a quarantacinque gradi, sembra un grande uccello marino sul punto di spiccare il volo a fior d'acqua...
Venezia di giorno, i canali e i palazzi inondati dai colori del Tintoretto; ma anche Venezia notturna, misteriosa, paurosa, perfino sordida in certi sottoporteghi umidi e dimenticati. Quante storie di prigionìa, di tortura, di pugnale e di veleno si raccontano, quante più ancora ne celano i suoi immensi archivi!
Qui e altrove, nel grande Mediterraneo cinquecentesco che Fernand Braudel ci ha raccontato tanto bene, si snoda la storia del muratore Michele e della sua giovanissima moglie Bianca, due sposini novelli che un inatteso scherzo del destino e la crudeltà d'un nobile lussurioso e crudele separerà e terrà per due lunghi anni lontani l'uno dall'altra.
Una separazione che acquista quasi i caratteri della segregazione sessuale. Imbarcato su una galera, Michele vaga tra Corfù, Napoli, Candia, Cipro, Costantinopoli immerso in un cosmopolita brulicar di marinai, di rinnegati, di turchi, di mori, di giudei: un mondo di corruzione e di brutalità ma anche d'amicizia, comunque tutto maschile. E Bianca dal conto suo resta confinata nel ristretto ambiente delle donne subalterne della sua città, adattandosi alle circostanze e piegandosi alle violenze: eppure anche la sua storia, a tratti non esemplare (sono mai esemplari, le storie umane?), è rischiarata dalla rete della solidarietà tra i poveri, della carità pubblica e privata, infine dalla grazia divina che le si fa incontro sotto forma di una nobildonna ch'è il personaggio più affascinante di tutto il racconto. Il filo che mantiene unite le vicende separate dei due giovani, che s'intrecciano inestricabili nel racconto, è una lettera, una sola: l'unica che Michele riesca a farsi scrivere e a far arrivare, e che Bianca riesca a farsi leggere. Un tenue filo di speranza a cercar di placare l'angoscia, a rischiarare la solitudine. Un feuilleton, nella trama di fondo del quale non si fatica a scorgere perfino l'eco del capolavoro dei feuilletons italiani, quello di don Lisander: anche se, grazie a Dio, con molti meno buoni sentimenti. Siamo al ritorno alla grande del vecchio "romanzo d'appendice", come Il cimitero di Praga di Umberto Eco ci ha indicato?

L’articolo continua sotto

Tags Correlati: Clarice Bernardo | Fernand Braudel | Mondadori | Umberto Eco | Venezia

 

La questione è più seria di quel che non sembri. A firmare Gli occhi di Venezia (Mondadori) è uno storico famoso, Alessandro Barbero, cattedratico rivelatosi una quindicina di anni fa come romanziere attraverso una folgorante vittoria dello "Strega". Da allora, puntualmente, ci ha stupiti con una fitta serie di studi storici che spaziano dalla tarda romanità al Settecento, alternati a romanzi di successo dai temi a loro volta sempre molto impegnativi sotto il profilo storico: dall'Europa napoleonica alla Russia della fine del sistema sovietico alla Fiume nel ribollir dell'impresa dannunziana. Tra non molte settimane, c'è da scommetterci, la traduzione francese de Gli occhi di Venezia trionferà nelle librerie parigine, dove i titoli di Barbero cominciano ormai a far concorrenza a quelli di Eco.
Della trama del romanzo non voglio dir niente di più. Anche perché un libro così non va umiliato raccontandone troppo. Bisogna leggerlo. E non va umiliato neppure tentando d'ingabbiarlo in un "genere". È un romanzo storico? Potrebbe darsi: in fondo, nessun romanzo che si rispetti può evitare di essere anche "storico". Nessun autore sfugge alla trama del tempo e all'ordito dello spazio: e questa, niente da fare, è storia.
Che sta ormai tornando, da alcuni anni, all'avvenimento. O, se preferite, è l'avvenimento – com'è stato detto – ch'è tornato a essa, dopo i tempi della storia quantitativa, della storia-problema, della storia esegesi. Ma se si riprende a "raccontare la storia", questo è il punto, gli storici non potranno più eludere la loro funzione "retorica", della quale del resto non a caso qualcuno ha fatto di recente addirittura l'elogio.
E mettiamo adesso che un lettore, divorati Gli occhi di Venezia, si scopra addosso la sete di saperne di più di galere, di rinnegati, di Costantinopoli con i suoi "baili" veneziani spesso abili ma non sempre virtuosi; e che magari voglia scoprire se per caso dietro Clarice Bernardo, la luminosa figura positiva del romanzo, non si celi una storia vera magari ancor più avvincente di tutte quelle che si potrebbero inventare.
Chi pensasse così, avrebbe ragione. E a metterlo sulla strada, svelandogli su quanta concreta sapienza bibliografica e archivistica sia fondato questo romanzo e da quale accurata ricerca sia nato, sarà proprio un altro libro di Barbero – del Barbero-storico, stavolta –, una monumentale ricerca dal titolo Lepanto. La battaglia dei tre imperi (Laterza). Incrociando il racconto del romanzo con l'impressionante apparato erudito della monografia, si ottiene un panorama completo e avvincente. E s'intuisce come si possa scrivere un romanzo tanto dotto nella sostanza lavorando, al tempo stesso, a un'opera storica che a sua volta si legge col piacere di chi ama la letteratura.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

gli occhi di venezia Alessandro Barbero Mondadori, Milano pagg. 432|€ 18,50

Shopping24

Da non perdere

L'esempio di Baffi e Sarcinelli in tempi «amari»

«Caro direttore, ho letto (casualmente di fila) i suoi ultimi tre memorandum domenicali. Da

L'Europa federale conviene a tutti

Ho partecipato la scorsa settimana a Parigi a un incontro italo francese, dedicato al futuro

Non si può privatizzare la certezza del diritto

In questa stagione elettorale, insieme ad un notevole degrado, non solo lessicale, ma anche di

Le sette criticità per l'economia Usa

Quale futuro si prospetta per l'economia degli Stati Uniti e per quella globale, inevitabilmente

Sull'Ilva non c'è più tempo da perdere

La tensione intorno al caso dell'Ilva non si placa. Anzi, ogni giorno che passa – nonostante i

Casa, la banca non ti dà il mutuo? Allora meglio un affitto con riscatto. Come funziona

Il mercato dei mutui in Italia resta al palo. Nell'ultimo mese la domanda di prestiti ipotecari è


Jeff Bezos primo nella classifica di Fortune «businessperson of the year»

Dai libri alla nuvola informatica: Jeff Bezos, fondatore e amministratore delegato di Amazon,

Iron Dome, come funziona il sistema antimissile israeliano che sta salvando Tel Aviv

Gli sporadici lanci di razzi iraniani Fajr-5 contro Gerusalemme e Tel Aviv costituiscono una

Dagli Assiri all'asteroide gigante del 21/12/2012, storia di tutte le bufale sulla fine del mondo

Fine Del Mondo, Armageddon, end of the World, Apocalypse? Sembrerebbe a prima vista roba da