Il Sole 24 Ore
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16 maggio 2011

Polvere di censura su Xialong

di Luca Vaglio


I libri di Qiu Xiaolong, scrittore cinese, trasferitosi negli Stati Uniti, in seguito alla repressione delle proteste di piazza Tiananmen del 1989, mostrano le trasformazioni e le contraddizioni di una Cina, dove si è deciso di voltare pagina rispetto alla Rivoluzione culturale di Mao Tse-Tung, ma dove anche in questa fase di liberalizzazione economica avviata, dalla fine degli anni '70, da Deng Xiaoping, restano limitazioni dei diritti civili e un controllo pervasivo sui media.

Nel suo ultimo romanzo, "Il vicolo della polvere rossa", uscito nel 2010 e pubblicato in Italia da Marsilio, Xiaolong, che ha venduto in tutto il mondo circa 2 milioni di copie, mostra i cambiamenti della Cina attraverso le storie di alcuni abitanti di una via di Shanghai ripresi in un arco di tempo che va dal 1949, anno in cui viene fondata la Repubblica Popolare, ai giorni nostri.

Emblematica è la storia di Mimi, giovane soldatessa dell'Esercito di Liberazione del popolo, qualifica che durante la Rivoluzione culturale faceva ottenere considerazione sociale e garantiva, anche dopo il congedo, un buon lavoro. Ma negli anni '80 le cose cambiano. Conoscere bene l'inglese diventa più importante che indossare una divisa. Così, Mimi, ormai anziana, scivola ai margini della società e, quando chiede aiuto, ottiene un rifiuto da Vecchio Ke, che è diventato ricco dirigendo una joint venture cino-americana. Il romanzo mostra una prosa semplice e curata, che rimanda all'esperienza di poeta e traduttore di Xiaolong.

I romanzi di Xiaolong in Cina, subiscono tagli e modifiche. Shanghai non può essere menzionata e il suo nome è sostituito con quello di una misteriosa città H. Nei sei libri precedenti a "Il vicolo della polvere rossa" (Il primo è "La misteriosa morte della compagna Guan" del 2000) l'autore si è servito della tecnica narrativa del giallo. Il personaggio principale è Chen Cao, ispettore capo della polizia con la passione per la poesia.

In "Di seta e di sangue" si racconta di un imprenditore, Peng Lianxing, che, corrompendo i funzionari del partito a colpi di bustarelle, acquisisce gli edifici di un quartiere e, dopo aver sfrattato i residenti con indennizzi irrisori, costruisce un centro commerciale. "Negli ultimi anni è aumentata la corruzione. Ma solo in alcuni casi il malaffare viene perseguito dalla polizia. E questo lo decide il partito, in base ai suoi interessi. E poi resta la censura sui mezzi d'informazione. Se sul motore di ricerca Baidu si inserisce il nome del premio Nobel per la pace Liu Xiaobo (in carcere dal dicembre del 2008, ndr) non si trova alcun risultato", spiega Xiaolong a Sole24Ore.com.


16 maggio 2011