Il Sole 24 Ore
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29 settembre 2011

Lo sguardo del leader politico

di Salvatore Maria Aglioti e Gian Vittorio Caprara*


Le neuroscienze sociali studiano i processi psicologici e neurali alla base delle interazioni tra individui. È dunque naturale che i ricercatori si interessino delle variabili che regolano l'appartenenza allo stesso o a un diverso gruppo, sia esso definito dall' etnia, dal genere, dalla squadra per cui si fa il tifo o dallo schieramento politico cui si ritiene di appartenere. Comprendere i meccanismi che regolano i processi di affiliazione e il senso di appartenenza ad un determinato gruppo, ad esempio l'essere tifosi della stessa squadra di calcio o membri della stessa corporazione professionale, è fondamentale per capire il funzionamento delle specie sociali complesse, come quella umana.

L'appartenenza a un partito o schieramento politico è uno tra i più complicati processi di aggregazione nelle società moderne. Gli studi volti a esaminare le variabili psicologiche e neurali che regolano la scelta di campo politico hanno implicazioni di fondamentale importanza non solo sul piano teorico ma anche su quello pratico potendo consentire di prevedere i futuri assetti politici o l'esito di una determinata competizione elettorale. Il nostro gruppo ha pubblicato in questi giorni i primi risultati di una serie di esperimenti avviati nell'Italia del 2009, da cui risulta che gli elettori di centrodestra, in quel momento, erano attratti dallo sguardo del proprio leader politico (per esempio Berlusconi) molto di più che dallo sguardo di un leader di centro-sinistra (per esempio Di Pietro).

Per contro, questo effetto era assente negli elettori di centro-sinistra, che non erano influenzati in modo specifico dai leader dello stesso schieramento. Quindi, lo sguardo dei leader di centro-destra influenza gli elettori dello stesso gruppo politico molto di più di quanto lo sguardo di leader di centro-sinistra influenzi gli elettori dello stesso gruppo. È inoltre emerso che una gran parte dell'influenza del leader che ha dominato la scena politica Italiana degli ultimi diciassette anni, vale a dire Silvio Berlusconi, sembra legata a un meccanismo di identificazione personologica tra elettori e leader.

Lo studio si è avvalso di un'avanzata tecnologia a infrarossi per la registrazione dei movimenti oculari, di questionari volti ad esaminare la personalità e l'orientamento politico dei soggetti che hanno partecipato all'esperimento e di un classico paradigma di studio dell'attenzione sociale. In particolare, abbiamo analizzato la capacità di elettori di centro-destra e di centro-sinistra di effettuare un movimento degli occhi senza farsi influenzare dallo sguardo di un determinato leader politico. L'esperimento ha coinvolto 15 elettori di centrosinistra e 13 di centrodestra, ai quali veniva chiesto di fissare un punto nero sullo schermo di un computer e di effettuare un movimento degli occhi, verso destra quando il punto centrale diventava rosso o verso sinistra quando il punto centrale diventava blu. Si insisteva sulla necessità di ignorare qualunque evento distraente.

L'evento distraente era costituito dal volto di un personaggio con chiaro orientamento politico di centro-destra (Berlusconi e Vespa) o di centro-sinistra (Di Pietro e Prodi). Il volto in questione poteva muovere gli occhi nella stessa o in una diversa direzione indicata ai soggetti sperimentali dal cambiamento di colore del quadrato centrale. Poiché il compito dei soggetti era di effettuare il movimento seguendo le indicazioni del colore, essi dovevano ignorare attivamente il movimento degli occhi del personaggio politico, per evitare di essere influenzati e quindi non riuscire a fare il compito. Essere influenzati nelle condizioni di contrasto tra direzione dello sguardo del politico e direzione segnalata dalla freccia, fornisce l'indice di quanto il politico cattura lo sguardo e l'attenzione dell'elettore anche a scapito del compito che quest'ultimo deve svolgere.

La scoperta principale è stata che mentre gli elettori di centro-destra non resistono allo sguardo del personaggio del loro stesso gruppo politico, gli elettori di centro sinistra non sono influenzati selettivamente dallo sguardo del personaggio appartenente alla coalizione da loro scelta. Va sottolineato che ciascun soggetto dell'esperimento aveva compilato test specifici, per valutare la somiglianza tra la sua personalità e quella di ciascuno dei personaggi mostrati nello stesso. È emersa una chiara relazione tra la somiglianza percepita tra elettori e leader e l'essere influenzati dallo sguardo del personaggio politico. In particolare, l'incapacità di resistere allo sguardo di Berlusconi, era maggiore nei soggetti che si descrivevano su piano della personalità simili al leader che nel momento della raccolta dei dati sperimentali mostrava un enorme consenso nel paese. È opportuno ricordare che l'influenza dei movimenti degli occhi del politico ha luogo a un livello implicito, cioè senza che il soggetto (elettore) ne abbia consapevolezza. Lo studio potrebbe trovare applicazioni pratiche per prevedere comportamenti di voto.

* Dipartimento di Psicologia, Sapienza Università di Roma, IRCCS Fondazione Santa Lucia Roma

Riferimenti della pubblicazione: Liuzza MT, Cazzato V, Vecchione M, Crostella F, Caprara G, Aglioti SM Follow my eyes: the gaze of politicians reflexively captures the gaze of ingroup voters. Plos One, Sep 2011 10.1371/journal.pone.0025117


29 settembre 2011