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Questo articolo è stato pubblicato il 08 ottobre 2011 alle ore 20:08.

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Yulia non ama parlare di sé: "Il nostro Pushkin diceva: non preoccuparti della vita di un poeta, è tutta nei suoi scritti". E sorride con dolcezza, con gli occhi, ma diventa un fiume in piena quando invece li rivolge sul proprio Paese, un feudo nelle mani di Vladimir Putin.

Un mondo spietato e senza legge, popolato da baroni mafiosi, da armate di banditi e da vittime impotenti, così è la Russia dei romanzi di Yulia Latynina che però – prerogativa dei grandi – riesce a sfumare con condiscendenza e umorismo anche le situazioni più atroci. Scrittrice e giornalista, è una delle poche voci critiche e indipendenti nel mondo dei media russi.

Scoppia a ridere immaginando che sì, la scena del 24 settembre scorso in cui Putin si è pubblicamente ripreso il Cremlino strappandolo a Dmitrij Medvedev, mesi prima delle elezioni, era talmente surreale da sembrare un suo libro. Ma era realtà.

L'annuncio di Putin di ricandidarsi alla presidenza l'ha sorpresa?
Per niente, da tempo dicevo che Putin sarebbe tornato presidente, non perché sia brava a predire il futuro ma perché due più due fa quattro: non ho mai creduto che Medvedev potesse rimanere di più al Cremlino. Il capo della Russia è Putin, Medvedev è una figura di facciata, un pupazzo: se restasse al potere più a lungo, otto o 20 anni, il pupazzo diventerebbe padrone. E poiché non è stato capace di trasformarsi in presidente strappando il potere a Putin, Putin se lo è ripreso.

Non si era fatta illusioni sulle idee liberali espresse da Medvedev?
No, potrebbe citarmi una sola cosa che Medvedev abbia fatto? Parlava e basta, modernizzazione, liberalizzazione. E' come quando in Unione Sovietica parlavano di pace. Medvedev non è un liberale, non è un modernizzatore. Non è un'entità politica, per cominciare, è una marionetta e non ha alcuna importanza quel che dice. In secondo luogo, sfortunatamente la modernizzazione della Russia non rientra nei programmi di Putin. Nel XVIII e XIX secolo un Paese asiatico aveva bisogno di modernizzarsi per sopravvivere: se il Giappone non lo avesse fatto sarebbe diventato una sorta di colonia, come la Cina. Se la Turchia non si fosse modernizzata sarebbe andata a pezzi. Ma oggi un regime corrotto non ha bisogno di modernizzazione per sopravvivere, perché nessuno verrà mai a conquistare la Russia, o il Venezuela. Il suo unico obiettivo è aumentare il proprio potere. La Russia è un Paese produttore di petrolio, il Governo esporta petrolio e importa tutto il resto. Non ha bisogno di una business class indipendente, che modernizzi il Paese, che reinventi e produca, che chieda diritti politici. Guardi Medvedev, le sue caratteristiche personali e non le sue parole, è un pupazzo con la faccia di lupo. Perché ha licenziato Aleksej Kudrin? Con tutti i suoi difetti, Kudrin era il miglior ministro delle Finanze che la Russia abbia mai avuto. L'unico che diceva: non possiamo spendere così tanto nella difesa, soprattutto se questi soldi vengono rubati e finiscono in niente. Ma Medvedev ha insistito: no, li spendiamo in programmi per la difesa. Sono parole di un modernizzatore? Il Governo è pieno di gente - inclusi i tirapiedi di Putin - che ruba soltanto e porta in rovina la Russia. E Medvedev è riuscito a licenziare l'unico ministro indipendente che avesse avvertito: con tutte queste voci di spesa il budget crolla. E per questo hanno silurato Kudrin. E' essere liberali?

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