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Questo articolo è stato pubblicato il 17 febbraio 2012 alle ore 08:13.

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Brian May, e Kerry Ellis, Irene FornaciariBrian May, e Kerry Ellis, Irene Fornaciari

Per quanti ritengono che la musica sia qualcosa di più di un motivetto orecchiabile da fischiare sotto la doccia, peggio probabilmente non poteva andare: al termine della lunghissima notte dell'italico orgoglio canzonettaro, con i big impegnati in duetti internazionali, il televoto ripesca il duo Pierdavide Carone-Lucio Dalla e la strana coppia Gigi D'Alessio-Loredana Berté.

Rispediti a casa anzitempo Irene Fornaciari – che effettivamente per l'ennesima volta non aveva convinto – e i Marlene Kuntz, il cui brano serata dopo serata stava mostrando interessanti margini di crescita. Guarda caso gli artisti in gara che per i loro duetti erano riusciti a scomodare le guest star di maggior peso: rispettivamente l'ex chitarrista dei Queen Brian May e Patti Smith. La band cuneese può comunque consolarsi con il premio sala stampa, assegnato proprio in virtù della doppia performance con la sacerdotessa del rock.

Salve le coppie. Difficile spiegare cosa i televotanti abbiano potuto apprezzare del freak show messo in piedi da Gigi D'Alessio e Loredana Berté, mentre ci sta che gli amici a casa possano essere ancora affezionati all'ex Amico di Maria De Filippi e adesso amico di Lucio Dalla. L'augurio è che stasera (quando, oltre alla scelta del vincitore della categoria giovani, si procederà all'eliminazione definitiva di altri due big) si faccia giustizia.

Morandi e le gaffe. Per quanto riguarda la conduzione dello show, Gianni Morandi è scivolato in gaffe più del suo solito. Per dirne una: neanche riconosceva Goran Bregovic sul palco. Probabile sindrome da stress post Celentano. Ivanka scivola sulla pronuncia del nome di Ennio Morricone (lo chiama «Morricione» come fosse un Carneade qualsiasi) e per giunta si ostina a ballare. Al suo posto farebbe molto meglio persino la campionessa di nuoto Federica Pellegrini, sul palco in veste di ospite a farsi intervistare da Morandi. Il più credibile di tutta la banda dell'Ariston è di sicuro Rocco Papaleo. Poi dice che Sanremo non è lo specchio del Paese: se nell'evento televisivo dell'anno uno che viene pagato per far ridere riesce il più credibile di tutti, significa che siamo davvero messi maluccio.

Memorabili Marlene. Tornando ai duetti, quello ai Marlene Kuntz è davvero un riconoscimento al merito: hanno chiamato Patti Smith, sacerdotessa del rock, per rileggere «Impressioni di Settembre», il classico della Pfm. La rockeuse ha interpretato con intensità il brano. Praticamente di rigore l'esecuzione di «Because the night», con Vittorio Cosma al pianoforte. Peccato che la loro avventura sanremese finisca qui.

Chicche e pagine da dimenticare. Per il resto, orrendo il tandem tra Shaggy e Chiara Civello: ne avevamo viste di tutti i colori, ma un oltraggio così è difficile ricordarlo. Il rapper ha infierito senza pietà su un capolavoro di Pino Donaggio, «Io che non vivo senza te», davvero un pezzo che ha fatto il giro del mondo, ma neanche nei peggiori bar di Caracas l'avrebbero cantata come ha fatto lui. Samuele Bersani ha avuto davvero una bella idea a chiamare Goran Bregovic per rileggere «Romagna Mia», classico del liscio firmato Casadei. Nina Zilli e Skye dei Morcheeba hanno portato una ventata di classe, energia ed elegante sensualità duettando in «Grande, grande» di Tony Renis. Al Jarreau, consumata leggenda delle acrobazie vocali, è riuscito a vincere anche questa sfida: districarsi tra gli eccessi di Silvia Mezzanotte, la voce dei Matia Bazar che lo hanno voluto a nobilitare il tema del Padrino.

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