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Questo articolo è stato pubblicato il 03 giugno 2012 alle ore 14:57.

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Si è fatto un gran parlare di La7 come baluardo di libertà e ribellione. Ci ha anche giocato molto la rete in vendita, con quel famoso spot che annunciava l'arrivo della Dandini: tutti in fila al check-in dell'ex TeleMonteCarlo, perché in fondo solo là, dopo l'arrivo di Sua Maestà Enrico Mentana, si poteva stare tranquilli, si poteva dire e fare tutto.

Non come nella berlusconiana Mediaset o nella lottizzata Rai. Certo, a giudicare dagli ascolti e dalle trasmissioni, l'unica libertà che sembrano essersi presi, nel cosiddetto Terzo Polo, è stata quella di annoiarci. Almeno ultimamente. Lo hanno fatto con Fazio e Saviano e tutto quello che non avevano, ritmo compreso. Con la Dandini che con The show must go off in un colpo solo ha dato alla sua trasmissione un titolo e pure una recensione. E con la Guzzanti che in Un due tre Stella sembra sempre quella di Raiot. La sua trasmissione è stata salvata solo dalla sorella Caterina- meravigliosa la sua "giovane fascia"-, dalla Banca della Magliana o da un paio di giovani talenti. Alla fine verrebbe da dire "molto rumore per nulla".

Se invece si hanno soldi- per l'abbonamento- e voglia, si può cambiare su Sky Uno. E scoprire che lì si fa la vera satira. Sembra quasi che accanto ai prodotti di riferimento, cinema e calcio, ora stia crescendo l'anima divertita e divertente di una tv fino ad ora forse troppo seriosa. Partiamo da Gli sgommati (dal lunedì al venerdì alle 20.30 su Sky Uno), una delle poche vere novità nella tv degli ultimi 10 anni, anche se va ricordato l'antenato del biennio 1987-'88 Teste di gomma, meraviglioso. Da esperimento persino bizzarro, l'universo politico di plastilina è diventato un punto di riferimento. Di satira e di... satiri: citati da Crozza ma anche da altri politici, in alcuni casi diventano persino protagonisti di discorsi seri, come quando il pupazzo di Rutelli tese un agguato al vero Lusi. E hanno un coraggio inaudito, se si pensa, ad esempio, al recente Casini che offrendosi come maggiordomo-corvo al Papa si trasforma in avvoltoio o ai leader dei vecchi partiti che portano i fiori a Grillo per ringraziarlo di aver riportato il linguaggio sotto il livello di guardia.

Il La Russa che dice "finalmente possiamo tornare tutti a mandarci sanamente a fan...." è magistrale. Una risata ci seppellirà e, forse, partirà proprio da Gli sgommati, surreali ma attaccati alla realtà, audaci e sovversivi. Lo è, rivoluzionario, ma l'abbiamo sempre saputo, anche Corrado Guzzanti. Il suo Aniene, che peraltro tornerà in seconda edizione, è una delle cose migliori che abbia mai fatto. Lasciar libero il fratello Guzzanti è garanzia di qualità, talento estremo (in tutti i sensi) e divertimento. Anche qui, con un retrogusto amaro, perché scoprire di vivere in un paese grottesco non è mai facile, né piacevole.

A sbattercelo in faccia senza giri di parole, tutto ciò, è un altro mattatore: Paolo Rossi. Un folletto che sa esaltarti "rubando" a Pericle e commentando il quotidiano con la sua visione sempre originale e mai allineata. "Sarei di sinistra, se sapessi dove mettermi per esserlo" è una frase che uno dovrebbe scriversi sui documenti d'identità (vale, ovviamente, anche per la destra). E in generale la dimostrazione di quanta potenza e genialità ci sia nel suo spettacolo- Confessioni di un cabarettista di m.- Esercizi spirituali di rifondazione umoristica (la seconda puntata è su SkyUno stasera)- sta tutta nel fatto che la forza della sua satira non si è affievolita con la dipartita politica di Berlusconi. Anzi, forse si è ulteriormente raffinata, è diventata ancora più acuminata. Anche perché senza l'obiettivo facile, i grandi campioni, i Maradona, si esaltano.

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