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Questo articolo è stato pubblicato il 22 luglio 2012 alle ore 18:21.

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Si e noSi e no

Un catalogo di stili, comportamenti e abitudini ammissibili o no, raccolte per le strade del mondo. Dopo otto anni, la rivista Vice torna con il sequel del celebre DOs and DON'Ts, prontuario da strada, vademecum semiserio di ciò che è tollerato o bandito all'aspirante hipster (guarda qui quello che si può e non si può fare). Di chi parliamo? La gente di strada - spiega la rivista – è quella che non ha a che fare con la moda o la musica, che non aspira a emergere perché trova favoloso far parte della massa. Hanno un look e un atteggiamento codificato, naturalmente, ed eccoci al punto. Nel volume fresco di stampa (ma disponibile per ora solo in inglese) si cristallizzano le regole da seguire, fatte di istanti rubati per strada che diventano esempi di ciò che va bene concedersi nelle giungle urbane del pianeta.

Leggete qualche spunto e viaggiate di fantasia, ecco qualche Sì e No: bene allo stile fetish (ma senza esagerare: se ad esempio siete già seminudi, con i tacchi a spillo e legati, evitate di andare oltre); benissimo l'intimo che spunta dai pantaloni e i vestiti tradizionali asiatici; molto male se a una festa provate a chiacchierare di discorsi seri; bene lo stile Rockabilly, considerato uno dei migliori anacronismi disponibili; bene dire ok alla figlia 16enne che vi chiama per chiedervi di poter dormire da un'amica (anche se sentite distintamente la musica del party); no ai pantaloncini che sembrano mutande; sì a tatuarsi una faccia in prossimità della propria (ad esempio su una spalla); sì allo stile marinaretta, ma solo se avete superato gli anta; no ai tatuaggi di junk food sullo stomaco se siete sovrappeso e no ai tatuaggi che sfottono i vostri genitori; molto bene riempirsi di catene con crocifissi; bene anche vestirsi come Kate Bush; molto male mettersi con qualcuno molto più alto/basso di voi (per via dei dubbi hard che scatenereste in chi vi guarda); no ad atteggiamenti promiscui con anziani in pubblico; ok allo stile sfacciatamente universitario.

Insomma, avete presente le foto delle riviste femminili che bocciano o promuovono lo stile delle star? Ecco, siamo alla versione bestiale, molto divertente «e perfetta da tenere in bagno o ovunque conserviate le letture di un certo spessore» recita la presentazione del libro. L'idea è nata dapprima come una sezione del magazine americano, poi spostata nel sito web e infine raccolta in un primo, popolarissimo, libro. Da allora, con nuove redazioni aperte nelle capitali mondiali e le migliaia di collaboratori sparsi nel globo, «l'inserto di Vice è passato dalle mani di un paio di ragazzotti di Brooklyn a una macchina da guerra dello stile internazionale». Dos & DON'Ts è arrivato oggi a rappresentare «il più incisivo e onesto commentario sullo street fashion dell'umanità negli ultimi milioni di anni».

Ovviamente, nulla ha senso nelle classifiche dei comportamenti e degli stili d'abbigliamento - potete trovare tranquillamente un vecchio signore nudo con una bandana al polso tra gli atteggiamenti irreprensibili – e lo stesso editore ha ammesso che la catalogazione «dipende dal momento e dall'umore del redattore». Tuttavia, per qualche strana magia, il volume regala attimi di vita urbana a tratti illuminanti e, di sicuro, sane risate sulle tendenze umane all'autolesionismo (bisogna anche considerare che la maggior parte delle foto sono inviate direttamente dai soggetti ritratti). Ma non sono solo le foto a fare di un libro fotografico un cult mondiale: i cinque autori infieriscono volentieri sulle vittime, con didascalie incisive e al vetriolo.

Vice è nato nel 1994 come "punk-zine", rivista per punk, ed è diventato un'impresa multimediale con sedi in 30 Paesi, compresa l'Italia. Si dedica all'arte e alla creatività, al sesso, alla tecnologia e alla musica. Il prossimo passo nel futuro dell'irriverente catalogo – ha annunciato l'editore – sarà la stesura di un "Dove sono finiti?": è aperta la caccia ai vecchi protagonisti del primo volume, con interviste e documentazioni inedite degli ex illustri sconosciuti di strada.

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