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Questo articolo è stato pubblicato il 20 settembre 2012 alle ore 20:52.

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Un anniversario con tanti invitati: il Festival Internazionale del Film di San Sebastián, per festeggiare i suoi sessant'anni, punta su un'ampia rosa di ospiti internazionali in grado di rendere ancor più suggestiva l'edizione 2012, in programma dal 21 al 29 settembre. Quest'anno, infatti, il Festival consegnerà il Premio Donostia alla carriera a ben cinque celebrità, anziché a una soltanto come nelle precedenti kermesse: il riconoscimento andrà agli attori Tommy Lee Jones, Ewan McGregor, John Travolta, Dustin Hoffman e al regista Oliver Stone.

Una cinquina che, come ha voluto sottolineare il direttore José Luis Rebordinos, collega ancor di più il Festival Iberico all'universo hollywoodiano a cui ha spesso fatto riferimento. Il connubio con la mecca del cinema americano è evidenziato anche da una buona presenza di pellicole a stelle e strisce, a partire dal film d'apertura «Arbitrage»: diretto dal semiesordiente Nicholas Jarecki, è un thriller ambientato nel mondo dell'alta finanza con Richard Gere e Susan Sarandon.

Tra gli altri diciassette titoli della sezione principale troviamo «Le capital» del greco Costa-Gavras con protagonista Gabriel Byrne, «The Dead and the Living» dell'austriaca Barbara Albert, «The Hypnotist» dello svedese Lasse Hallström e perfino «Venuto al mondo» del nostro Sergio Castellitto con Emile Hirsch e Penélope Cruz. I grandi favoriti per la conquista della Concha de Oro sono però due francesi: «Foxfire», nuova fatica di Laurent Cantet a quattro anni di distanza da «La classe», e «Dans la maison» di François Ozon, già vincitore del Premio della Critica al recente Festival di Toronto.

Fuori concorso da segnalare «Argo», terza regia di Ben Affleck, «The Impossible» di Juan Antonio Bayona, incentrato attorno al tragico tsunami del dicembre 2004, e «Quartet», esordio dietro la macchina da presa di Dustin Hoffman con protagonisti Michael Gambon e Maggie Smith.
Tra le sezioni collaterali particolarmente ricca è Horizontes Latinos, una competizione tra i film più significativi usciti negli ultimi mesi in America Latina e non ancora distribuiti in Spagna: qui svettano due messicani come «La demora» di Rodrigo Plá e «Post tenebras lux» di Carlos Reygadas, una delle pellicole più discusse all'ultimo Festival di Cannes.

Come in ogni manifestazione che si rispetti non mancano importanti retrospettive: la principale dedicata a Georges Franju, figura fondamentale della storia del cinema francese, regista di opere come «Occhi senza volto» del 1960 e «L'uomo in nero» del 1963. La seconda retrospettiva è invece focalizzata sulla nuova commedia americana con titoli che vanno da «Animal House» di John Landis del 1978 al recente «Le amiche della sposa» di Paul Feig, passando, tra gli altri, per «Revenge of the Nerds» di Jeff Kanew del 1984 e «Rushmore» di Wes Anderson del 1998.

Per i cinefili più agguerriti la data da non perdere è quella di martedì 25 settembre, quando verrà proiettato in versione restaurata «Vida en sombras», un grande classico del cinema spagnolo firmato da Lorenzo Llobet Gracia e datato 1948. Ultima curiosità: venerdì 21, durante la serata inaugurale, ci sarà spazio anche per Michael Haneke e il suo ultimo lavoro, «Amour», che verrà premiato con il Fipresci Grand Prix, il riconoscimento della Federazione Internazionale dei critici al miglior film dell'anno. Vincitore della Palma d'Oro all'ultimo Festival di Cannes, «Amour» uscirà nelle sale italiane giovedì 25 ottobre.

Il sito ufficiale del Festival di San Sebástian

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