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Questo articolo è stato pubblicato il 21 dicembre 2012 alle ore 16:39.

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L'irresistibile leggerezza del "fanciullino" Paolo Poli, sfarfalla sui poetici "Aquiloni", spettacolo strenna natalizia all'Elfo Puccini, liberamente tratto da Giovanni Pascoli. Il maestro gentiluomo del teatro italiano, si cimenta in un'impresa ardua, trasfigurare i versi del poeta romagnolo in una dimensione fuori da qualunque cliché, utilizzando la sapiente intelligenza e irriverenza che da sempre lo contraddistinguono. Non è un omaggio al poeta, bensì una rappresaglia bonaria contro il Pascoli tradizionale tormentone scolastico, che restituisce magicamente il rimatore "vestito di nuovo", puntando su testi come Myricae e i Poemetti, esaltandone il plurilinguismo e le onomatopee, le potenzialità dei suoni e dei versi degli animali, la memoria di un'Italia rurale e genuina in via di estinzione, rievocando l'ancora arzillo e celebrato nonno Novecento. Atmosfera zuccherosa da cartolina vintage permea la scena, con la complicità della bella e policroma scenografia a pannelli intercambiabili, in prevalenza scorci bucolici e borghi agresti dipinti da Lele Luzzati , gli sbrilluccicanti costumi alternati a eleganti abiti di taglio maschile di Santuzza Calì, i contagiosi motivetti di Jaqueline Perrotin. Il magico scrigno da giocoliere di Poli si apre dal primo siparietto ornitologico tra piumati e beccuti ballerini –cantanti, avvolgendoci in una sorta di mondo fatato, un libro pop-up spalancato, da sfogliare stupiti. Poli, alla tenera età di ottantatré anni, è ancora mattatore incontrastato di aristocratica bellezza, con classe innata gesticola, ammicca, declama, canta, balla, interpreta un Pascoli inedito e irripetibile. Smoking e papillon dispensa a piene mani la sua personalissima rivisitazione di classici come: Oh Valentino vestito di nuovo, Alba, A nanna, Orfani, per citarne alcuni. Voilà in un fiat, dagli intermezzi lirici, lo ritroviamo travestito da messicano con sombrero al ritmo di Guantanamera, attempata e vezzosa chansonnier francese, anarchico sulle note di Addio Lugano bella. Lo accompagnano in questa spregiudicata scampagnata dei bei tempi andati, i suoi quattro scatenati boys, Fabrizio Casagrande, Daniele Corsetti, Alberto Gamberini, Giovanni Siniscalco, che oltre a ballare e cantare, sgambettando a destra e a manca con leziosa trasgressività, dimostrano notevoli capacità recitative. Come durante il poemetto "Italy", ironica irrisione per la lingua sgrammaticata degli emigranti italiani, imperdibile in versione Poliana & Company. Nessuno come l'attore fiorentino sa rileggere la letteratura italiana con tanta levità e ardore idealista, il suo è un teatro rituale di rara e minuziosa fattura, imbastito di cultura, tenerezza e libertà, appassionata celebrazione della vita di uno dei più grandi interpreti del nostro teatro. Che non tralascia mai il suo spirito canzonatorio, sottoponendo il pubblico della prima, in uno dei suoi proverbiali bis a sorpresa, a uno stralcio de "I Promessi Sposi". Ormai è risaputo lui può permettersi tutto.

"Aquiloni" liberamente tratto da Giovanni Pascoli. Diretto e interpretato da Paolo Poli con Fabrizio Casagrande, Daniele Corsetti, Alberto Gamberini, Giovanni Siniscalco. Scene di Emanuele Luzzati. Costumi di Santuzza Calì. Musiche di Jaqueline Perrotin. Coreografie di Claudia Lawrence. Produzioni Teatrali Paolo Poli- Durata 120 minuti con intervallo- In scena fino al 13 gennaio, con replica speciale 31 dicembre - Teatro Elfo Puccini- Sala Shakespeare- Milano http://www.elfo.org/
15 gennaio/3 febbraio- Teatro Eliseo-Roma- 8/10 febbraio- Teatro Comunale- Caserta- 16/17 febbraio- Teatro Comunale Carlo Gesualdo- Avellino- 21/24 febbraio- Teatro Giuseppe Verdi-Salerno- 5/10 marzo – Teatro Biondo- Palermo

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