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Questo articolo è stato pubblicato il 23 dicembre 2012 alle ore 08:20.

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È mai avvenuto che il potente sovrano di un immenso impero pieghi la schiena dinanzi a un musicista? Certo, è avvenuto che un autocrate coronato si sia chinato ai piedi di una musicista, pianista e compositrice, per liberarla da qualcosa di morbido che le era d'impaccio. La musicista, allora molto giovane, più tardi trasformò radicalmente un settore della cultura musicale italiana.
Sophia Christine Gertrud Elisabeth von Schulz-Torma, o semplicemente Elisabeth von Schulz, nacque a Pietroburgo il 10 febbraio 1846 (secondo il calendario giuliano: domenica 22 febbraio secondo il calendario gregoriano). I genitori erano sudditi russi, ma germanici di sangue: Julius von Schulz (1808-1875), consigliere di Stato, nato a Reval (oggi Tallinn in Estonia), e Theodora Unzer (1821-1899), di origine nord-tedesca. Talento pianistico precoce, Elisabeth, detta «Ella», fu compagna di Nikolaj Rimskij-Korsakov e di Pëtr Il'icv Cvajkovskij sui banchi di scuola del Conservatorio di Pietroburgo, e allieva di Adolf von Henselt, già amico di Chopin. Giovanissima, fu nominata pianista di Corte, con pensione a vita concessa dallo zar Alessandro II. Un giorno, mentre suonava a Corte alla presenza delle Maestà Imperiali, un gran cane alano andò ad adagiarsi sullo strascico del suo vestito. Lo zar si alzò, si avvicinò al pianoforte, si chinò, prese il cane con sé.
Ella suonò con Liszt a Budapest, in un concerto con due pianoforti. Suonò a Parigi, in privato, con Rossini. A ventiquattro anni, già affermata come compositrice e con agguerriti saggi musicologici al suo attivo, adottò un nom de plume: «E. Adaïewsky», e poco più tardi, con il prenome per esteso, «Ella Adaïewsky», ma anche «Ella von Schulz Adaïewsky» oppure «Bertramin». Quest'ultimo pseudonimo fu scelto in omaggio al padre, dottor Julius, che, scrivendo articoli per riviste scientifiche, si firmava, non è chiaro perché, «dr. Bertram». Anche il nom de plume di Ella, «Adaïewsky», ha motivazioni in gran parte misteriose. Tra i venticinque e i trent'anni, Ella von Schulz era un sfolgorante bellezza. Rimase una splendente zitella, innamorata soltanto della musica.
Si era sposata, invece, sua sorella Pauline, nata nel 1851, dedita con passione a un'altra arte: la pittura. Insieme, Ella e Pauline, nel 1882, trascorsero un'estate a Tarcento, in Friuli, e furono sedotte per sempre dall'alta montagna, tanto da ritornrci per vent'anni durante la bella stagione. Si trasferirono a Venezia. Pauline aveva sposato nel 1877 l'ingegnere Theodor Geiger, ma era rimasta vedova poco dopo. Un figlio di Pauline fu il famoso intellettuale austro-veneziano Benno Geiger, nato a Rodaun presso Vienna (lo stesso sobborgo in cui sarebbe morto nel 1929 il suo amico Hugo von Hofmannsthal) martedì 21 febbraio 1882, morto a Venezia nella notte tra lunedì 26 e martedì 27 luglio 1965. Nelle sue escursioni etnomusicologiche in Friuli, Ella donò alla cultura musicale italiana i preziosi esiti del suo immenso lavoro di ricercatrice. Visse i suoi ultimi anni (1911-1926) nel castello di Segenhaus presso Neuwied am Rhein (dominio avito di Elisabeth von Wied, regina di Romania). Morì a Bonn giovedì 29 luglio 1926, a ottant'anni e qualche mese.
Negli ultimi dieci anni si è sviluppato un insperato interesse per la Adaïewsky, e, in parallelo, per suo nipote Benno Geiger. Di quest'ultimo sono state ripubblicate, finalmente, le Memorie di un veneziano. Di Ella Adaïewsky, mentre usciva in Germania la precisa ed esauriente biografia di Renate Hüsken, l'Associazione «Sergio Gaggia» di Cividale, presieduta da Andrea Rucli, faceva conoscere la figura e l'attività creativa di Ella, intrecciata alla sua perizia musicologica e al suo amore per i frammenti dell'antica musica ellenico-romana: la Sonata greca, la seducente musica da camera, gli smaglianti Lieder i cui testi sono sovente di Benno Geiger.
Nel 2009, la figlia di Benno Geiger, Elsa, ha ritrovato in casa il manoscritto del grande diario friulano sui canti e le danze dellaminoranza etnica della val Resia di 130 anni fa di Ella ricercatrice, Un voyage à Résia. Il manoscritto, pietra miliare nel campo della etnomusicologia, è stato poi donato a chi scrive queste righe. L'abbiamo affidato alla «Sergio Gaggia» per la pubblicazione. Edito dalla Lim di Lucca, il Voyage è stato ufficialmente presentato a Udine, nel Salone del Consiglio di Palazzo Belgrado ed è ora disponibile nelle librerie.
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