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Questo articolo è stato pubblicato il 14 gennaio 2013 alle ore 08:39.

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Il trionfo di Ben Affleck ai Golden Globe con il film «Argo» (Ap)Il trionfo di Ben Affleck ai Golden Globe con il film «Argo» (Ap)

Una notte piena di sorprese: ai Golden Globe sono state smentite tutte le previsioni della vigilia, con il grande favorito «Lincoln» di Steven Spielberg che si è dovuto accontentare del premio a Daniel Day-Lewis per il migliore attore drammatico.

Nella stessa categoria, ribaltando i pronostici, ha trionfato «Argo» che si è aggiudicato le due statuette principali: miglior film e miglior regia.
Dopo aver ottenuto gli stessi riconoscimenti ai Critics Choice Movie Awards, «Argo», incentrato sulla liberazione di un gruppo di ostaggi americani nella Teheran del 1979, si prepara così a dire la sua alla notte degli Oscar del 24 febbraio.

Tra i titoli che ha superato, anche l'intenso «Zero Dark Thirty» di Kathryn Bigelow, per il quale la protagonista Jessica Chastain ha sbaragliato la concorrenza come miglior attrice drammatica.

All'interno dell'altra categoria, musical e commedie, tutto è andato invece secondo copione con «Les Misérables» di Tom Hooper a cui sono stati assegnati tre Golden Globe: miglior film, miglior attore protagonista a Hugh Jackman e miglior attrice non protagonista (qui, non c'è divisione tra titoli drammatici e commedie) a Anne Hathaway.

Concludendo il gruppo degli interpreti, la rivelazione Jennifer Lawrence («Il lato positivo» di David O.Russell) è stata votata miglior attrice nel genere commedia o musical e il sempre più bravo Christoph Waltz («Django Unchained» di Quentin Tarantino) ha vinto come miglior attore non protagonista, bissando il successo raggiunto tre anni fa con «Bastardi senza gloria».

L'ultima fatica del regista di «Pulp Fiction» si è guadagnata anche il prestigioso premio alla miglior sceneggiatura, firmata dallo stesso Tarantino.

Altri riconoscimenti prettamente tecnici a «Vita di Pi» di Ang Lee, miglior colonna sonora, e a «Skyfall», l'ultimo Bond-Movie firmato Sam Mendes che ha conquistato il titolo di miglior canzone originale grazie alla voce della popstar inglese Adele.

Tutto secondo pronostici nella categoria dei film stranieri, dove ha vinto «Amour» di Michael Haneke, mentre in quella delle opere d'animazione «Ribelle-The Brave» della Pixar ha superato la concorrenza di «Frankenweenie» di Tim Burton.

Per quanto riguarda l'universo del piccolo schermo, miglior film per la televisione (o per la miglior mini-serie) è stato decretato «Game Change», produzione Hbo dal taglio esplicitamente politico con Julianne Moore nei panni di Sarah Palin.
Sorprende la vittoria di «Girls» (sul favorito «The Big Bang Theory») come miglior serie commedia mentre assolutamente scontata quella di «Homeland», nella categoria drammatica, dopo il trionfo ottenuto agli ultimi Emmy Awards.

Il Cecil B.De Mille Award, il premio alla carriera, è andato all'attrice e regista Jodie Foster che ha ringraziato con un lunghissimo discorso in cui ha scherzato su un possibile "coming out" della sua omosessualità.
Il momento più emozionante della cerimonia è stato però l'arrivo sul palco di Bill Clinton, chiamato a presentare il film «Lincoln» di Steven Spielberg. L'ex presidente degli Stati Uniti ha voluto ricordare il grande eroismo del suo predecessore e il pubblico gli ha riservato la standing ovation più lunga dell'intera serata.

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