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Questo articolo è stato pubblicato il 31 maggio 2013 alle ore 16:04.

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Fabrizio De Andrè, poeta chansonnier senza padroni e confini, dichiarava di scrivere anche per paura che si perdesse il suo ricordo. Sono proprio i suoi memorabili testi, quattordici anni dalla sua scomparsa, a impedirci di dimenticare il suo romantico percorso artistico e umano, la capacità unica di raccontare "storie diverse per gente normale, storie comuni per gente speciale". Con queste note si apre lo spettacolo " All'ombra dell'ultimo sole" l'inedito percorso di musica e parole attraverso le utopie e peripezie di un gruppo di ragazzi che sogna come Faber che dal letame possano nascere fiori. Siamo a Genova nel 1975, una piccola truppa di giovani con il coraggio nelle vene e l'inquieto batticuore della gioventù di quegli anni anarchici e rivoluzionari, si prepara a inaugurare un baretto in un magazzino dietro Via del Campo: La cattiva strada.

A popolarlo è' un'umanità sghemba e meticcia, cantico intriso dalla bellezza e diversità, che Fabrizio sapeva regalare a piene mani a emarginati, ladri, puttane, difformi dalle convezioni, sono figli degli album di canzoni di De Andrè, portano i nomi dei suoi eroi: il Sirena, il Boccia, Nina, Teresa, Nuccia, Bocca di Rosa, Paoluzzo, il Gesù, Michè. Riscrivono la colonna sonora delle loro esistenze, attraverso lo sguardo umanissimo del cantautore, sposano i suoi ideali, girovagano tra i carruggi di Genova, percorrono il passato selvaggio e il presente che spalanca le porte del carcere e della rivolta, al suono dal vivo di motivi leggendari. Non sentiamoci mai assolti, siamo sempre coinvolti ci rammenta la banda di Via del Campo fino alle note del bel finale, dove è impossibile non canticchiare con loro " Volta la carta".

L'idea della messa in scena è senz'altro originale e godibile, i cantattori trasudano entusiasmo e non si risparmiano, i momenti migliori sono quelli corali, mentre poco chiara risulta la regia di Emilio Russo, la drammaturgia e i dialoghi di Massimo Cotto risultano meno empatici e coinvolgenti rispetto ai momenti cantati che danno ritmo e forza all'ensemble. Il canovaccio dello spettacolo è solo un'occasione, per ritrovare e riascoltare Faber, come rileva un elegante e nostalgico spettatore: "Appena ho sentito che si parlava di De Andrè mi sono precitato qui".

"All'ombra dell'ultimo sole" parole e musica per Fabrizio De Andrè di Massimo Cotto. Regia di Emilio Russo. Arrangiamenti direzione musicale di Alessandro Nidi. Alla fisarmonica Nadio Marenco. Scene di Elena Martucci. Costumi Mariella Visalli. Luci Mario Loprevite. Interpreti: Enrico Ballardini, Roberta Lidia De Stefano, Daniele Gaggianesi, Francesca Gemma, Vanessa Korn, Silvia Giulia Mendola, Giuseppe Palasciano, Valeria Perdono, Carlo Roncaglia, Francesco Visconti, Fabio Zulli. Produzione Tieffe Teatro/Asti Teatro. Con il patrocinio morale della Fondazione De Andrè Onlus. In scena fino al 16 giugno- Teatro Menotti Tieffe- Milano http://www.tieffeteatro.it/

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