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Questo articolo è stato pubblicato il 14 giugno 2013 alle ore 09:00.

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I cavalli di Cattelan a Basilea - Foto

Due anni fa, in occasione della grande retrospettiva che il Guggenheim Museum di New York organizzò in suo onore, Maurizio Cattelan annunciò che avrebbe lasciato la scena artistica. Invece, mentre a Basilea prende il via Art Basel, la prestigiosa fiera di arte contemporanea, quest'anno in calendario dal 13 al 16 giugno, il provocatorio artista torna a essere protagonista, proprio nella città svizzera, di un nuovo progetto espositivo.

A rendergli omaggio, la Fondazione Beyeler, che sancisce così il ritorno di Cattalen nella confederazione elvetica, dopo l'ultima personale nel 2000 al Migros Museum di Zurigo. «Kaputt» è il titolo della mostra, in calendario fino al 6 ottobre nel tempio dell'arte contemporanea disegnato da Renzo Piano. Omaggio al romanzo scritto da Curzio Malaparte tra il 1941 ed il 1943, «Kaputt» è una riedizione della celebra opera «Untitled», realizzata nel 2007: un cavallo imbalsamato con la testa conficcata nel muro che qui si fa, letteralmente, in cinque. Un scorciatoia? Un trucco? Oppure una geniale trovata per sopravvivere a se stesso, riuscendo a proporre qualcosa di nuovo? Così la intende il critico d'arte Francesco Bonami, autore del breve saggio che accompagna l'esposizione, spiegandone l'elemento di novità: «Mentre il cavallo solitario è uno sforzo per sfuggire alla solitudine, sentimento che l'artista combatte incessantemente, e il salto è a un tempo vano ed eroico; i cinque cavalli trasformano la delusione in panico, lo sforzo individuale in esodo».

Il primo capitolo del romanzo di Malaparte, singolare dialogo tra l'autore e il Principe Eugenio di Svezia, sullo sfondo della Seconda guerra mondiale, s'intitola, guarda caso, «I cavalli» e racconta di animali in fuga dai boschi dati alle fiamme che finiscono intrappolati nelle acque gelate del Lago Ladoga in Finlandia: spuntano solo le teste, gli occhi sono immobilizzati dal terrore. Una visione orribile, a cui non manca, però, una vena lirica. Ebbene, così si presentano, secondo il critico, i cavalli di Cattelan: paurosi, inquietanti, sospesi tra la vita e la morte, alla ricerca di un'altra dimensione, non quella della libertà, ma della sopravvivenza.

Maurizio Cattelan, «Kaputt»
8 giugno - 6 ottobre 2013
Fondazione Beyeler, Basilea
http://www.fondationbeyeler.ch/en/Home

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