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Questo articolo è stato pubblicato il 05 luglio 2013 alle ore 13:36.

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Le città-alveari e i paesaggi industriali di Lowry alla Tate Britain

Un numero infinito di ciminiere che sputano fumo nero nell'aria rendendo ancora piú plumbeo il cielo inglese. E poi fabbriche, capannoni industriali, macchinari, distese di case popolari, paesaggi devastati dall'intervento dell'uomo. Gli esseri umani sono tanti, ma sempre piccoli e indistinguibili, senza volto e senza identità, parte della grande folla. Benvenuti nel mondo di LS Lowry, artista inglese che ha dedicato tutta la sua lunga vita a dipingere gli effetti della rivoluzione industriale e il proletariato che piú li ha subìti.

Nato a Manchester nel 1887, Laurence Stephen Lowry ha sempre vissuto nel cuore dell'Inghilterra industriale. Il suo lavoro di impiegato lo ha portato a riscuotere gli affitti nei quartieri popolari cresciuti intorno alle fabbriche, in un periodo in cui Manchester ha toccato il milione di abitanti, almeno un quarto dei quali viveva in condizioni di povertà assoluta. Di giorno osservava da vicino il sovraffollamento, la miseria, le malattie. Di sera andava a lezione di disegno per imparare a trasferire su carta e tela le immagini che aveva negli occhi. «Ho visto le scene industriali e ne sono rimasto colpito», ha spiegato poi. «Ho una mente a senso unico. Mi occupo solo della povertá, solo della tristezza».

Per quasi sessant'anni Lowry ha dipinto il paesaggio urbano con determinazione, coerenza e attenzione al vero, e Tate Britain ora gli dedica una grande retrospettiva che rivela l'inaspettata bellezza e il forte potere espressivo dei suoi quadri. Il titolo della mostra è "La pittura della vita moderna". Anche quando dipinge momenti tristi, come i bambini malati di difterite che vengono portati al sanatorio a morire, gli scioperi per ottenere condizioni di vita migliori, una rissa innescata dall'alcol e dalla miseria, lo sfratto di una famiglia, non c'è traccia di sentimentalismo in Lowry. È un realista impegnato nel mostrare quello che vedeva, con il solo compito di lasciare una testimonianza ai posteri.

Il primo quadro è del 1913, l'ultimo del 1972. Dopo la rivoluzione industriale che ha portato inquinamento e creato città-alveari per i lavoratori, Lowry dipinge la seconda guerra mondiale con la devastazione delle bombe, e infine lo sventramento della terra per far posto alle miniere, le colline un tempo verdi trasformate in cumuli di macerie. Non ci sono barlumi di ottimismo nella sua opera, ma l'effetto non è deprimente perché i quadri sono così pieni di vita. Per questo Lowry, artista rimasto coerente a se stesso fino alla fine, è così amato dagli inglesi.

Lowry and the painting of modern life
Fino al 20 ottobre 2013
Tate Britain, Londra

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