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Questo articolo è stato pubblicato il 15 agosto 2014 alle ore 12:34.
L'ultima modifica è del 15 agosto 2014 alle ore 15:31.

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Una gigantesca scacchiera nella piazza centrale del piccolo borgo medioevale apre la venticinquesima rappresentazione del Teatro della Tosse ad Apricale, paesino inerpicato su un colle dell'entroterra ligure, eretto dal IX secolo intorno al Castello dei Conti di Ventimiglia e dal 1270 in poi appartenne ai Doria di Dolceacqua. Un contesto teatrale naturale dove ogni estate la compagnia genovese propone un nuovo allestimento itinerante fra i carrugi, nel Castello della Lucertola e lungo il Giardino botanico Luzzati.

A differenza delle passate rappresentazioni – fra cui «Il mistero dei Tarocchi», «Il castello dei sette peccati», «Pinocchio» – questa volta la Tosse si cimenta con un testo che per definizione si mostra più rigido e angoloso rispetto al contesto. L'incontro semiserio fra un autore teatrale e la Morte davanti alla scacchiera – che secondo gli autori Emanuele Conte e Amedeo Romeo richiama l'iconografia classica – avvia con debole empatia lo sviluppo delle performances lungo le stradine del paesino (grazie alla suddivisione in gruppi del folto pubblico che viene condotto con esperta maestria in diversi percorsi) per ritrovarsi poi alla fine. E così il canovaccio teatrale offre un'insolita miscela fra Lewis Carroll e il canto popolare, Georg Buchner e John Donne. Quella che dovrebbe essere una sfida per la sopravvivenza si trasforma in realtà nel pretesto per ogni singolo pezzo della scacchiera – notevoli i costumi di Bruno Cereseto – di raccontare qualcosa di sé per affascinare la morte e rinviare il più possibile l'ora dell'ultimo addio. E così si sfoga il re nano, la regina trans, la torre in analisi per la sua pendenza, il pedone che sogna di diventare regina, l'alfiere pazzo, in un percorso teatrale che appare un po' sfilacciato e una trama che mostra qualche falla. Certamente trovare ogni estate (da 25 anni) un'idea brillante da adattare a questa scenografia non è semplice e forse qualche calo di tensione può emergere. Ma vale comunque la pena, per chi ancora non è mai transitato in questo paesino nel mese di agosto, trascorrere una serata così insolita e suggestiva (tutto il paese è mobilitato nell'offerta di piatti locali e nel governo del traffico serale). Qui il pittore, illustratore e scenografo Emanuele Luzzati avviò negli anni 80 un lungo periodo di collaborazione artistica con il borgo ed il Teatro della Tosse: "Mi è apparso questo paese che sembrava quasi disegnato da me in cima ad un cucuzzolo, ma è rimasta una visione e non avrei mai immaginato che solo dopo pochi anni avrei avuto con quel paese un rapporto così intenso e così lungo..." (Lele Luzzati). Nel 2003 il Comune di Apricale gli conferì la cittadinanza onoraria e nel 2008, a un anno dalla sua morte, fu allestita una mostra-evento a lui dedicata "Il traghettatore della fantasia".
"Scacco matto" dal 4 al 16 agosto 2014
di Emanuele Conte e Amedeo Romeo
collaborazione ai testi Alessandro Bergallo
con Alessandro Bergallo, Alessandro Damerini, Aldo Ottobrino, Nicholas Brandon, Enrico Campanati, Sara Cianfriglia, Pietro Fabbri, Susanna Gozzetti, Lisa Galantini, Federico Sirianni e Rita Falcone

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