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Parole, concetti e immagini di Giordano Bruno

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Libri

Parole, concetti e immagini di Giordano Bruno

È da poco disponibile un'opera in tre grandi volumi, realizzata in collaborazione con l'Istituto Nazionali di Studi sul Rinascimento, pubblicata dalla Normale di Pisa con il titolo “Giordano Bruno. Parole, concetti, immagini”. Si può considerare lo strumento più aggiornato per studiare la filosofia del pensatore bruciato sul rogo a Roma, in Campo dei Fiori, il 17 febbraio 1600. Sarà presentata giovedì 12 febbraio alle 18 alla Biblioteca Ambrosiana di Milano da Massimo Cacciari, Saverio Ricci e dal direttore della stessa, Michele Ciliberto.

All'edizione cartacea si aggiunge una pubblicazione digitale pensata per diverse piattaforme mobili: in essa vi sono contenuti aggiuntivi – testi e immagini – dedicati all'analisi di concetti e momenti chiave del pensiero rinascimentale .
L'impresa, degna dei tempi d'oro dell'editoria, si può così riassumere: 1.200 lemmi, 2.400 pagine, 40 collaboratori, un costo di 180 euro. “Bruno non è solo un filosofo, come Cartesio o lo stesso Spinoza - sottolinea il curatore Ciliberto – giacché con sua vita e la morte sul rogo è diventato una sorta di eroe popolare, specie a cominciare dalla seconda metà del XIX secolo”.

L'opera presenta voci di una certa lunghezza quali “Anima”, “Aristotele” o “Materia”; medie come “Asino” o papa “Clemente VIII”; vi sono infine le brevi, per esempio “Abecedario”. Riguarda anche la fortuna e le infinite interpretazioni che la cultura ha dato di Giordano Bruno: per tale motivo si trovano voci come “Brecht”, “Calvino”, “Joyce” “Goethe”, “Gentile” o “Montaigne”; né è stata tralasciata la geografia con le implicazioni politiche e religiose di una vita piuttosto movimentata: ecco le voci, per esempio, dedicate a “Oxford”, “Parigi” eccetera. Si articola in tre volumi: i primi due sono dedicati al lemmario (A-H; I-Z), il terzo agli apparati (Bibliografia delle opere, Bibliografia critica e Indici). In ordine alfabetico si trova il lessico della filosofia di Bruno (per esempio “Acqua”, “Etere”, “Grembo”, “Infinito”), né mancano le sue fonti: “Cicerone”, “Erasmo”, “Lucrezio” e così di seguito.

“Giordano Bruno. Parole, concetti, immagini” dimostra che c'è ancora chi fa ricerca in Italia (molti collaboratori sono giovani) e che taluni filosofi andrebbero indagati seriamente e non presentati limitandosi soltanto a strillare un aspetto del loro pensiero.

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