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L'amore casto di De Chirico per Alceste

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L'amore casto di De Chirico per Alceste

La scoperta inaspettata di un centinaio di lettere del Maestro Giorgio de Chirico alla sua amata Antonia Bolognesi (per lui, Alceste) del 1919 - dopo aver vissuto nella “città delle sorprese”, come amava definire Ferrara - ha spinto il pronipote della donna, Eugenio Bolognesi a portarle alla luce in un volume inedito. Si narra del rapporto d'amore tra l'artista e la giovane ragazza. Ciò contribuirà a nuove scoperte sul de Chirico fisico e su quello meta-fisico, qui visto da una prospettiva diversa: quella di un amante profondo, finora completamente sconosciuto.

“Alceste. Una storia d'amore ferrarese” è anzitutto il backstage su un quadro famosissimo di de Chirico: “Alceste”, appunto. Un'opera in onore di Antonia. Con la quale il pittore fu fidanzato dal 1915 al 1918 quando, durante la Grande Guerra egli era coscritto a Ferrara. Poi, nel '19 andò a Roma e la storia tra i due continuò col carteggio, che poi costituisce il corpus di questa pubblicazione. Lettere inedite. Che ci permettono di coprire un periodo – quello post-ferrarese – finora misero di particolari.

Poiché, come noto, il periodo a Ferrara del pittore di Volos è il clou della sua carriera. Tutta la produzione metafisica è avvenuta qui durante il fidanzamento con Antonia. Lei lo ha influenzato grandemente. “Le muse inquietanti” ad esempio s'intitolava “Le vergini inquietanti”, in riferimento al risvolto sessuale (amaro?) della loro relazione. Poi c'è il castello. Ove lei lavorava come impiegata e nel quale rimase intrappolata per il resto dei suoi giorni. Dopo essere stata Alceste, la moglie perfetta. C'è erotismo? Il messaggio più hard è per San Valentino: “Il tuo ritratto è il più ammirato alla mostra. Spero che qualcuno non ti porti via…”. Si narra la storia d'amore ma anche l'ambiente culturale della città estense a quel tempo, e gli incontri che de Chirico ebbe. Incontri che lo cambieranno per sempre.

Come Alceste, lei gli fu fedele tutta la vita. Non ambiva alla solitudine ma così fu. Lo cercò ancora, nel corso degli anni, vanamente: «una cosa penosa e bellissima allo stesso tempo» sottolinea l'autore. Scrive de Chirico in una lettera: «Ti abbraccio tanto. Tuo nunc et semper, Giorgio. PS: Prima che si chiuda quest'anno saremo uniti carissima ‘Alceste'»! Lui della tela ne fece due copie simili. Un grande onore che spetta non a tutte le modelle, solo a quelle speciali.

Eugenio Bolognesi
Alceste. Una storia d'amore ferrarese. Giorgio De Chirico e Antonia Bolognesi
Maretti Editore, 2015, 224 pp, € 18,00

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