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A Palazzo Reale è di scena Leonardo

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A Palazzo Reale è di scena Leonardo

È senza dubbio la più grande esposizione mai dedicata dal nostro paese al genio dei geni la mostra al Palazzo Reale e intitolata Leonardo da Vinci 1453-1519. Curata da Pietro C. Marani e Maria Teresa Fiorio la attesissima ed eccezionale rassegna raccoglie oltre 200 opere da un centinaio di musei e istituzioni da tutto il mondo, che hanno prestato opere preziose delle loro collezioni, come i tre dipinti di Leonardo provenienti dal Louvre e i trenta disegni autografi della collezione della Regina Elisabetta II.

Spiegano i curatori come «Il confronto tra il famoso disegno di paesaggio degli Uffizi datato “a dì di Santa Maria della Neve, 5 agosto 1473”, che – pur con diversi punti di fuga – è tutto impostato sulla visione prospettica fiorentina e su una concezione dello spazio misurato e misurabile in un'accecante luce diurna, e un tardo disegno della serie dei “diluvi” conservato a Windsor (1517-1518 circa), dove un cataclisma provoca la caduta di montagne con vortici di polvere, fumo e acqua, mostra in Leonardo un radicale cambiamento di concezione nell'affrontare la rappresentazione della natura e dei fenomeni naturali.

I due disegni aprono e chiudono simbolicamente questa mostra (cat. II.8 e X.16) e dimostrano l'enorme cammino intercorso, che, partendo dalla fiducia nella natura e dalla consapevolezza di possedere gli strumenti idonei per la sua rappresentazione, si conclude, a quasi cinquant'anni di distanza, in una visione catastrofica e pessimistica in cui l'uomo non ha più il controllo degli elementi naturali ed è costretto a soggiacervi rinunciando, quasi, a porvi riparo. Dai tempi fiorentini e, soprattutto durante il suo soggiorno milanese, fra il 1482 e il 1499, Leonardo aveva portato talmente avanti le sue ricerche e i suoi studi in quasi ogni campo del sapere che, negli ultimi anni della sua vita, la sua visione della natura e delle cose era profondamente mutata».

La mostra presenta fra le altre opere sette straordinari capolavori pittorici di Leonardo: il “San Gerolamo” della Pinacoteca Vaticana, la “Madonna Dreyfus” della National Gallery of Art di Washington, la “Scapiliata” della Galleria Nazionale di Parma, il “Ritratto di musico” dell'Ambrosiana e dal Museo del Louvre la “Belle Ferronière”, la “piccola Annunciazione”, il “San Giovanni Battista”. Esposti inoltre alcuni dei codici originali di Leonardo e un nucleo di almeno cento disegni autografi: Il Codice Trivulziano 2162, ovvero il Libretto d'appunti autografo di Leonardo da Vinci, conservato presso la Biblioteca Trivulziana del Castello Sforzesco, che potrà essere anche “virtualmente” sfogliato presso una postazione touchscreen; trentotto disegni provenienti dal Codice Atlantico, grazie alla Biblioteca Ambrosiana, maggior prestatore dell'esposizione; dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia è arrivato eccezionalmente il celeberrimo “Uomo Vitruviano”; trenta i disegni dalla Royal Collection della Regina Elisabetta II, di cui sei visibili al recto e al verso; cinque dal British Museum, quattro dal Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi, cinque dal Metropolitan Museum di New York e cinque dalla Biblioteca Reale di Torino e ancora altri disegni arrivano dalla Morgan Library di New York e dalla Fondazione Custodia di Parigi. Il percorso studiatissimo - e accompagnato finalmente da una gestione delle luci degna dei capolavori esposti - è non cronologico ma suddiviso in 12 sezioni tematiche che affrontano l’opera del grande toscano messa a confronto con Giovanni Verrocchio ( di cui è presente in mostra la bellissima “Dama col mazzolino”, proveniente dal Bargello) e Antonello da Messina, rappresentato dallo strepitoso e misterioso “Ritratto d’Uomo” dalle collezioni del barone Mandralisca.

LEONARDO 1452-1519
Il disegno del mondo
Milano, Palazzo Reale
dal 16 aprile al 19 luglio 2015

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