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Il cinema europeo nell'era digitale

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Il cinema europeo nell'era digitale

Distribuzione e consumo digitale sono i punti deboli del cinema europeo che soffre di uno splendido isolamento. L'Ue ha messo a punto una strategia per rafforzare i canali di distruzione e creare nuove piattaforme digitali per gli spettatori 2.0. Si chiama “Cinema europeo nell'era digitale” e contiene una serie di indicazioni per orientare i finanziamenti pubblici a sostegno delle attività di sviluppo, promozione e distribuzione internazionale.

La maggior parte dei film europei, infatti, è proiettata solo nel paese di produzione nonostante l'Ue produca più film degli Stati Uniti (1.500 film distribuiti nel 2014). Solo l'8 per cento dei film europei riesce a varcare i confini nazionali, al contrario, i prodotti targati Usa sono ampiamente distribuiti in Europa e riescono a raggiungere un pubblico più ampio.

Uno degli ostacoli più alti che l'industria cinematografica europea deve superare è la distribuzione delle risorse pubbliche: quasi il 70 per cento degli aiuti pubblici sono spesi per la produzione, lasciando i finanziamenti insufficienti per la commercializzazione e la distribuzione. Cosi l'Ue ha messo nero su bianco 41 punti che dovrebbero rendere davvero internazionale il cinema made in Europe. Da un lato, esorta i produttori ad essere meno campanilisti e a sottotitolare, ad esempio, le opere, dall'altro invita gli Stati membri a gettare lo sguardo oltre confine promuovendo eventi speciali come festival e iniziative di cinema itinerante e allo stesso tempo suggerisce di rafforzare le misure già in atto per ottimizzare i prezzi dei biglietti dei cinema e mettere a punto offerte promozionali innovative, nonché offerte in abbonamento capaci di assicurare l'attrattiva delle sale cinematografiche e la possibilità per tutti di frequentarle.

Secondo l'ultimo rapporto della Commissione Europea, infatti, i film non si vedono più al cinema ma su pc, tablet e smartphone: delle cinquemila persone interpellate in dieci Paesi (età media 27anni) il 70% del campione ha ammesso di guardare i film via Internet e ben il 68% di scaricare gratis dalla rete. Un numero “non sorprendente” per Bruxelles che spiega che “mentre il pubblico ha grande interesse per i film le sale sono spesso lontane, e l'offerta di film piuttosto limitata”. E qui entrano in campo le motivazioni di chi effettua download. Non esiste, innanzitutto, una piattaforma che offra i prodotti del cinema europeo, superando i confini nazionali della cinematografia, barriere che ancora limitano la reciproca conoscenza anche attraverso i film.

Nel frattempo i registi Bertrand Tavernier, Michel Hazanavicius, Matteo Garrone, Ken Loach, Cristian Mungiu, Mike Leigh e Paolo Sorrentino sono i primi firmatari di un appello affinché sia garantita una migliore circolazione delle opere cinematografiche in Europa. “É importante e necessario far sentire la nostra voce ora - ha detto Tavernier nel presentare l'appello - visto che il presidente della Commissione Europea Juncker e il commissario Ansip stanno lavorando alla proposta di un mercato unico digitale, per un accesso immediato alle opere, scavalcando cosi i diritti di esclusività dei singoli Paesi”.

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