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La Pompei che non t'aspetti: studi l'economia romana e trovi una…

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ARCHEOLOGIA

La Pompei che non t'aspetti: studi l'economia romana e trovi una tomba sannitica

A Pompei tesori coprono tesori. E così, mentre studi una bottega di vasaio travolta dall'eruzione vesuviana del 79 d.C., può accadere che ti imbatta in una tomba del IV secolo a.C. che sposta all'indietro le conoscenze sull'area archeologica più nota al mondo. È accaduto presso la necropoli di Porta Ercolano, dove da più di dieci anni il Centre Jean Bérard di Napoli in collaborazione con la soprintendenza pompeiana ha in corso un programma di ricerche su artigianato ed economia nell'antica città romana.

È qui che, quattro anni fa, una équipe di scavo intraprese lo studio di un atelier di vasai articolato su tre botteghe consentendo una visione quasi completa di un complesso in attività al momento della celebre eruzione che sommerse la città. Sono state indagate tre fornaci, un ambiente in cui i vasi venivano torniti, con le impronte dei torni e vasi crudi in fase di essicazione. Una prova diretta che la bottega era in piena attività quando il Vesuvio scoppiò e, dal punto di vista della ricerca archeologica, un passo in più, con l'identificazione di una produzione precisa. Lo scavo del 2015, tuttora in corso, è stato esteso al di là dell'ultima bottega con l'obiettivo di capire come si sviluppavano le strutture in questo settore.

Le indagini sul terreno hanno permesso di portare alla luce, in queste ultime ore, una sepoltura a inumazione a cassa di età sannitica. Si tratta di una importante testimonianza delle pratiche funerarie della Pompei preromana, illustrata da un ricco corredo composto da più di una diecina di vasi decorati che si datano alla metà del IV secolo a.C. Il rinvenimento contribuisce a far luce sulla società pompeiana in un momento cruciale della storia della Campania antica che vede strutturarsi in maniera nuova le comunità italiche. Il tipo di sepoltura, ben nota in altri centri della stessa cultura come Paestum, finora era stata documentata a Pompei solo da vecchie notizie ottocentesche. Lo scavo attuale finalmente permette di approfondire la ricerca sulla comunità sannitica.

Le prime indagini antropologiche hanno permesso di documentare che si tratta di una donna di mezza età (35/40 anni). La sepoltura sì è, tra l'altro, miracolosamente salvata dal bombardamento del 1943: a pochi metri era, infatti, esplosa una bomba che aveva fatto deflagrare le lastre della tomba. Le indagini di scavo attuali condotte da Laëtitia Cavassa con Bastien Lemaire sono finanziate dal ministero degli Affari esteri francese tramite il Centre Jean Bérard a un contributo di mecenati transalpini (CMD², Artfusion, Art et luxe e altri privati). Un supporto alle indagini di scavo è stato fornito dalle prospezioni geofisiche (radar e magnetiche) realizzate dall'Università di Salerno, sotto la direzione scientifica di Alfonso Santoriello, nell'ambito del progetto «Pompei 3D».

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