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Pinocchio, una sorpresa infinita

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Biblioteca Sormani

Pinocchio, una sorpresa infinita

Per capire l'Italia e gli italiani si dovrebbero leggere due libri: “Bertoldo” e “Pinocchio”. Il consiglio, che Giuseppe Prezzolini scrisse in una storia tascabile della nostra letteratura, andrebbe messo in pratica giacché queste due opere compendiano il carattere di un popolo che si arrangia come Bertoldo e al quale ne capitano di tutti i colori come a Pinocchio. Anche se il celebre burattino, inventato due secoli dopo l'astuto villico, ha più cose da raccontare, più simboli da spendere e più interpretazioni da gestire.

Alla Biblioteca Sormani di Milano, sino al 30 dicembre (ingresso gratuito), è in corso una mostra dal titolo “Infinito Pinocchio. Nel legno l'anima viva del burattino senza fili”. L'ha organizzata la medesima biblioteca e Luni Editrice; i curatori sono Matteo Luteriani e Luigi Sansone. E' stato realizzato un catalogo (euro 38) nel quale sono riprodotte tutte le principali prime edizioni di “Pinocchio”, attraverso copertine, frontespizi, illustrazioni. Non si trovano soltanto i dettagli della mitica stampa del 1883, ma anche la Chiostri del 1901, la Mussino del 1911, la pirata di Tofano (in arte Sto) del 1921, i 18 dischi Durium del 1933 (su di essi fu incisa l'intera storia del burattino), e tra le altre quella di Jacovitti del 1945. C'è anche il primo Pinocchio movibile – un libro con le linguette in grado di animare le figure – risalente al 1915 (lo pubblicò Bemporad) e c'è la rarissima di Disney del 1939.
Insomma, la creatura di mastro Geppetto ritorna alla Sormani con una documentazione bibliografica straordinaria. A tutto questo va aggiunta la pubblicazione della traduzione integrale in milanese del celebre libro di Collodi (si deve a un ingegnere, Alfredo Ferri), con revisione del Circolo Filologico Milanese e testo a fronte della Fondazione Collodi (il libro è edito da Luni Editrice, euro 20).

Ma le sorprese non sono finite, ché la medesima Luni ha pubblicato una chicca più unica che rara: la probabile fonte ispiratrice dell'opera, ovvero “La bambola parlante” di François Janet, uscita nel 1862 a Parigi. Libro illustrato quest'ultimo, ora finalmente tradotto da Marta Luteriani (costa euro 18) con il testo a fronte, riproducente figure che lasciano ben poco spazio alle eventuali obiezioni. Collodi l'ha visto? Per prudenza non rispondiamo, ma è bene che lo vedano tutti i lettori di “Pinocchio”.

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