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«Tutto può accadere a Broadway» di Bogdanovich

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CINEMA

«Tutto può accadere a Broadway» di Bogdanovich

In mezzo a tanti film impegnati (a partire dall'ottimo «Kreuzweg – Le stazioni della croce» di Dietrich Brüggemann), in questo weekend arriva nelle sale anche un'interessante commedia d'autore: «Tutto può accadere a Broadway», ultima fatica del grande regista americano Peter Bogdanovich.

Al centro, un regista di successo che arriva a New York per mettere in scena la sua ultima produzione che avrà come protagonista sua moglie. Mentre si trova solo in albergo, però, chiede la compagnia di una escort che potrebbe cambiargli la vita.

A tredici anni di distanza da «Hollywood Confidential», Bogdanovich (classe 1939) torna a lavorare per il grande schermo con una classica commedia degli equivoci che guarda al cinema di Woody Allen e, soprattutto, alla screwball-comedy degli anni Trenta: il modello sembrano proprio i grandi capolavori del periodo, «Susanna» di Howard Hawks in primis, tanto per la scelta di personaggi costantemente sopra le righe, quanto per i dialoghi serrati e per le gag irriverenti.

Presentato alla Mostra di Venezia 2014, «Tutto può accadere a Broadway» è così un colto divertissement, piuttosto innocuo ma capace di ricreare brillantemente stilemi di un tipo di cinema ormai scomparso, o quasi.

D'altronde, Bogdanovich è sempre stato un autore perfettamente conscio del passato della settima arte e del suo linguaggio: basti pensare ai suoi massimi capolavori degli anni Settanta, film appartenenti al filone della New Hollywood come «L'ultimo spettacolo» (1971), «Ma papà ti manda sola?» (1972) e «Paper Moon – Luna di carta» (1973).
Certo, «Tutto può accadere a Broadway» non è al livello di quei (grandi) film, ma tra citazioni (quasi impossibile non farsi tornare alla mente il cinema di Ernst Lubitsch) e camei inattesi si sorride con gusto e il ritmo è efficace, soprattutto nella prima parte.
A lungo andare qualcosa s'inceppa e qualche passaggio è eccessivamente superficiale e grossolano, ma senza troppe pretese ci si può anche accontentare e passare 90 minuti spensierati e rilassanti, accompagnati da una forza drammaturgica decisamente superiore alla media delle commedie che ci troviamo abitualmente di fronte in sala (soprattutto se italiane).

Il ricchissimo cast annovera Owen Wilson, Imogen Poots, Kathryn Hahn, Will Forte, Rhys Ifans e Jennifer Aniston: la migliore, a sorpresa, è proprio quest'ultima nei panni di una donna nevrotica e saccente.

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