Domenica

Quel Gotico italiano che risorge

  • Abbonati
  • Accedi
libri

Quel Gotico italiano che risorge

“Per esempio laggiù nel bosco della Casa Bianca, dove que' due stipatori si ammazzarono, quando vuol mutare il tempo, non si vedono due lumi darsi dietro l'uno coll'altro? Io non ero nato, quando successe il fatto, ma i lumi io ce li ho visti, e più di una volta. Alla pozza del Capretti non si sente sfognare tutta la notte, perché ci affogò una donna nel lavare il bucato? O al Borro ai Serpenti non ci si vede un coniglio bianco, lì nella spalletta del ponte? Ho visto anche quello, anzi una notte passando di lì, il Moro mi disse: guarda c'è il conigliolo, e gli voleva tirare un sasso…”

È di radice anglosassone (si ricordi lo scrittore inglese Horace Walpole oppure il versante americano di E.A. Poe e Nathaniel Hawthorne), nonché tedesca (si pensi infatti all'autore de “L'elisir del diavolo”, E.T.A Hoffmann), il genere letterario del Gotico. Un' origine che si è via via trasformata, col tempo, secondo modernità, nel cosiddetto horror; per citare alcuni suoi padri, Bram Stoker e Stephen King.
Genere, certamente di letteratura, che tuttavia ha trovato poco spazio di raccolta narrativa breve, in merito a lavori storici precipuamente italiani. Tutto ciò a dispetto però di un più autorevole frangente critico che ha come padre Mario Praz.
“L'epifania dell'orrore”, importante antologia di novelle gotiche italiane dell'Ottocento- due di esse appartengono agli inizi del Novecento-, a cura di Giuseppe Ceddia (classe ‘77, giovane dottorando in Italianistica presso l'Università degli Studi di Bari ‘Aldo Moro'), si propone allora, e compie realmente il passo, quale nuovo punto di attenzione per la raccolta di lavori del genere, e per un suo realizzato studio accademico, introduttivo, in relazione alla resurrezione di quel Gotico poco conosciuto, dai suoi elementi principiale alla rinnovazione giustamente “fantastica”, battuto da autori minori nel territorio nostrano.
Dieci racconti, ognuno con una propria raffinata lingua, da: “Il castello di Binasco. Novella dell'anno 1418”, di Diodata Saluzzo Roero a “Non voglio più essere ciò che sono”, di Giovanni Papini. Ci si trova innanzi a una incredibile riunione, nella sommatoria delle novelle, di tutti i topoi gotici, come il castello, la preghiera quale antidoto contro la manifestazione demonica, i fantasmi, il prete, il diavolo, la monaca, il racconto domestico; e via via gli altri elementi cardine.
E poi la necessaria caratteristica romantica, ora macabra e melanconica, che è quella dell'amore di un defunto risorto, in “Al Di Là”, di C. Spagnolo-Turco. Novella che dà macabramente verbo alla bocca di uno scheletro che ritrova la propria amata (dopo essersi incamminato di fuori dal sepolcro), nel momento dello sposalizio con un nuovo pretendente.
“I miei denti sbattevano rumorosamente, ero scosso da fremiti che si succedevano rapidissimi, io non potevo star fermo a tanta vista, e quando il prete dopo il solito sermone unì quelle due mani, quando la sua bocca si schiuse per pronunziare il monosillabo fatale… no, no- volli gridare- aspetta, tu sei mia, tu non ti appartieni- volli gridare, e dai denti, dalle mandibole spolpate, uscì un sibilo sinistro come di vento furioso, e, tutti i lumi si spensero…”
O la casa e camera spiritata, rimembrante Poe: come quella chiamata della Mora in: “Il Diavolo”, di Giovanni Magherini Graziani. Stanza di sventura e fantasmatica, in cui: “A venir qui a dormire non dubiti, non c'è pericolo di prender sonno. Vedere non ci si vede quasi mai, ma sentire ci si sente sempre; basta che voglia mutare il tempo.”
Non dimentichi, infine, del gotico meridionale di Nicola Misasi con: “Accanto al fuoco”, che fa appunto ritrovare la tensione del Gotico attorno alla componente fondamentale di tale narrativa, il focolare rurale, attraverso il quale nasce, e viene a condursi, il racconto tramandato: “Un contadino smoccolò la lucerna, un altro attizzò il fuoco; poi tutti, coi gomiti sulle ginocchia, col mento sulle mani ripiegate, con gli occhi fisi in quel del narratore, attesero in silenzio.”

L'epifania dell'orrore-novelle gotiche italiane,
antologica a cura di Giuseppe Ceddia,
Stilo Editrice,
Pagg 196
Euro 14,00

© Riproduzione riservata