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Franco Cerri, novant'anni suonati alla grande

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il guru del jazz

Franco Cerri, novant'anni suonati alla grande

C'è un aneddoto sull'infanzia di Franco Cerri che conoscono solo gli intimi. È lui che si racconta bambino, con in mano un aeroplanino di latta, che gira intorno al tavolo della cucina della sua casa nel quartiere Isola, a Milano, facendolo volare accompagnandolo con la bocca con un “frummm, frummmm...”. E dopo un po' di giri intorno al tavolo il nonno chiede al piccolo Franco: «Ma ghe n'è a mo' tanta de benzina in quel aereo lì? (Ma ce n'è ancora tanta di benzina in quell'aereo?)». Ecco, in questo episodio troviamo tanta parte del personaggio Franco Cerri. Quel suo umorismo un po' surreale, probabilmente eredità di famiglia e soprattutto la certezza che, nel suo aeroplanino, di benzina ce n’era veramente tanta! Che ancora fa volare le sue mani sulla sua Gibson L5.

Settant'anni di carriera militante per il guru del jazz italiano che venerdì scorso, 29 gennaio, ha compiuto 90 anni festeggiandoli sul palco del Teatro Dal Verme di Milano. Ed è stato un evento unico: la sala gremita fino all'inverosimile (moltissimi i fan rimasti fuori dal teatro) per un concerto di grande jazz che ha scatenato tantissimi applausi e una vera e propria standing ovation.

Gli inizi come autodidatta e poi, subito, l’occasione della vita: suonare nell'orchestra di Kramer. Sì, perché il giovanissimo Franco si ritrova per caso a suonare con lui nel cortile di una casa di ringhiera. Correva l’anno 1945. «Ho cominciato la mia carriera di musico all’età di diciannove anni - racconta ancora - e ho avuto la fortuna di iniziare con un grande nome come Gorni Kramer, in un momento in cui di musica, in tutta sincerità, non ne sapevo un bel niente». «Kramer mi disse: “se tu hai la paletta allora vai tranquillo, non fa niente se non sai la musica”. A conti fatti, avere la paletta significa avere orecchio, e a lui andava bene così».

Da chitarrista di Kramer ai programmi in tv, fino alla collaborazione con tanti grandi nomi del jazz mondiale, da Billie Holiday a Chet Baker, da Gerry Mulligan a Django Reinhardt, a Jim Hall e a George Benson per citarne solo alcuni. Senza dimenticare le collaborazioni con Mina, il Quartetto Cetra, Nicola Arigliano, Giorgio Gaber, Bruno Martino, Enzo Jannacci, Renato Carosone e Giampiero Boneschi.

Ma la benzina di Franco Cerri è anche la sua autenticità, qualcosa che fa diventare tutt’uno il musicista e l’uomo, l’arte e la vita, in una simbiosi inscindibile. Ogni giorno, lui sale sul palcoscenico pensando «speriamo che quell'accordo lì mi riesca bene...». Ed è questa autenticità che Franco Cerri riversa nelle sue lezioni, insegnando il jazz ai giovani nella Civica di Milano che ha fondato con Enrico Intra. «Insegnare il jazz vuol dire fare formazione umana - spiega - perché così è stato per me: fin dagli esordi la musica mi ha permesso di fare esperienze importanti, di conoscere persone, dall’ambiente chiuso delle case di ringhiera ho girato il mondo, ho imparato a stare al mondo».

Al Teatro dal Verme di Milano, dunque, venerdì scorso Franco Cerri ha spento 90 candeline sul palco. Il mega concerto era a ingresso gratuito, organizzato dal Comune di Milano, Area M e la Civica Scuola di Musica Claudio Abbado. Nella prima parte, Cerri era accompagnato da Alberto Gurrisi, Luca Garlaschelli e Tony Arco con ospite Alex Usai, mentre nella seconda si è esibito con Dado Moroni, Riccardo Fioravanti e Stefano Bagnoli, formazione con la quale ha inciso il disco “Barber Shop Vol II” che è in uscita in questi giorni, e che è stato presentato per la prima volta al Dal Verme. Tanti gli omaggi a Franco Cerri: dal brano suonato con l'amico giornalista-jazzista Piero Angela, al pezzo di Enrico Intra, fino all'arrangiamento di un pezzo di Cerri eseguito dagli allievi della Civica di Milano. E poi spezzoni di documenti Rai e bellissime video interviste di George Benson, Dario Fo, Ottavio Missoni e tanti altri, sul respiro internazionale di questo grande maestro del jazz.

(Ha collaborato Bruno Olivieri)

«Franco Cerri, 90 anni suonati».
Teatro Dal Verme - Milano
venerdì 29 gennaio ore 21
ingresso libero

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