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Delude «Joy» con protagonista Jennifer Lawrence

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cinema

Delude «Joy» con protagonista Jennifer Lawrence

Poche uscite, e decisamente trascurabili, in questo weekend purtroppo privo della qualità dimostrata dalla distribuzione nelle scorse settimane (si pensi all'ottimo «Il figlio di Saul» di László Nemes o all'intenso «Steve Jobs» di Danny Boyle).

Il titolo più atteso è «Joy», nuovo e deludente film di David O. Russell con protagonista Jennifer Lawrence.
L'attrice interpreta Joy Mangano, ragazza partita dal nulla e diventata un'imprenditrice di successo grazie all'invenzione del mocio, il particolare scopettone per pavimenti utilizzato per le pulizie di casa.

Se, almeno inizialmente, la vita le ha offerto poco, Joy riuscirà comunque a farsi strada come star delle televendite e a costruire un business più che redditizio.
Dopo diversi film sopravvalutati (per non dire di peggio), come «Il lato positivo», David O. Russell costruisce un'altra pellicola che racconta il classico “sogno americano”, prendendo spunto da una storia vera.

Ispirandosi alla vita della reale Joy Mangano, il regista americano utilizza la sua messinscena furbetta per ammiccare allo spettatore, ma ben presto ci si rende conto che dietro i suoi giochetti stilistici c'è ben poco da ricordare.
Il risultato è infatti una pellicola banale, che tratta argomenti non semplici con eccessiva superficialità e non riesce mai a regalare un guizzo degno di nota.
Come se non bastasse, ci sono gravi problemi di ritmo (difficile non annoiarsi durante la visione) e anche il finale è decisamente stucchevole.

Jennifer Lawrence è in parte, ma l'ennesima nomination all'Oscar ricevuta nel corso della sua giovane carriera appare quantomeno eccessiva.

Non fa di meglio «Point Break», remake del cult omonimo diretto da Kathryn Bigelow nel 1991. Alla regia, Ericson Core non ha il talento della grande autrice che l'ha preceduto e si limita a puntare su effetti speciali e azione trascurando qualsiasi forma di approfondimento.
Se la base narrativa è la stessa del film precedente, in questo rifacimento il copione è però più superficiale, incapace di coinvolgere e vittima di una serie di dialoghi davvero impresentabili.

Colpiscono alcune sequenze adrenaliniche ad alta quota, ma non c'è davvero altro da segnalare in questo film che si finisce per dimenticare molto in fretta.
Impietoso anche il confronto con il cast del 1991: nessuno dei protagonisti di questo nuovo «Point Break» ha il carisma di Keanu Reeves o Patrick Swayze.

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