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Addio a Jacques Rivette, maestro della Nouvelle Vague

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cinema

Addio a Jacques Rivette, maestro della Nouvelle Vague

Si è spento a 87 anni Jacques Rivette, uno dei maestri della Nouvelle Vague. Nato a Rouen il 1° marzo del 1928, Rivette si appassiona molto presto alla settima arte e a soli diciassette anni dirige un cineclub nella sua città natale.

Trasferitosi a Parigi nel 1949, inizia a frequentare assiduamente la Cinémathèque Française e a lavorare come critico cinematografico.

Dal 1953 comincia a scrivere sui Cahiers du Cinéma (tra i suoi articoli più ricordati, la stroncatura di «Kapò» e del carrello utilizzato da Pontecorvo in una sequenza del film), la rivista che, sotto la direzione del grande André Bazin, vedrà formarsi i futuri registi della Nouvelle Vague: oltre a Rivette, gli amici e colleghi Jean-Luc Godard, François Truffaut, Eric Rohmer e Claude Chabrol.

Dopo aver diretto alcuni cortometraggi e fatto da assistente a un grande autore come Jacques Becker, fa il suo esordio dietro la macchina da presa di un lungometraggio con «Paris nous appartient» del 1961.

Con questa opera prima si delinea già la sua poetica, raffinata ed elegante, ricca di riflessioni esistenziali di grande spessore.

Seguono altre pellicole importanti come «Suzanne Simonin, la religiosa» (1966) con Anna Karina, «Out 1» (1971) e il memorabile «Céline e Julie vanno in barca» (1974), uno dei titoli più belli della sua intera filmografia.

Negli anni Ottanta firma ancora titoli rilevanti come «Le pont du Nord» e «L'amore in pezzi», ma ancora più significativi sono i lungometraggi del decennio successivo: «La bella scontrosa» (1991), un film che pone al centro la creazione artistica e ha per protagonista una conturbante Emmanuelle Béart, e «Giovanna d'Arco» (1994), pellicola monumentale, divisa in due parti, con una grande Sandrine Bonnaire.

Il nuovo millennio lo vede ancora tra i protagonisti del cinema transalpino con «Storia di Marie e Julien» (2003), pellicola fascinosa e dotata di un'atmosfera suggestiva, con protagonista ancora Emmanuelle Béart.

Qualche guizzo lo regalano anche i suoi due ultimi lavori, «La duchessa di Langeais» (2007), con Guillaume Depardieu, e «Questione di punti di vista» (2009), in cui dirige Jane Birkin e Sergio Castellitto.

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