Domenica

Finalmente «1981: Indagine a New York»

  • Abbonati
  • Accedi
cinema

Finalmente «1981: Indagine a New York»

È passato più di un anno dalle prime presentazioni di «1981: Indagine a New York», film distribuito in quasi tutto il mondo all'inizio del 2015 e, finalmente, in uscita questo weekend anche nelle sale italiane. Una (troppo) lunga attesa per una pellicola amata dalla critica internazionale e da tempo desiderata dai cinefili di casa nostra che, di certo, ne hanno già sentito ampiamente parlare. Ambientato nella New York del 1981 (statisticamente uno degli “anni più violenti” nella storia della Grande Mela), vede protagonista un giovane imprenditore (interpretato da Oscar Isaac) a capo di una compagnia di trasporti, ereditata dal padre della sua affascinante moglie Anna (Jessica Chastain). I ripetuti sabotaggi di una compagnia rivale e le accuse di frode avanzate da un pubblico ministero gli renderanno la vita, privata e professionale, tutt'altro che semplice.

Arrivato al suo terzo lungometraggio, J.C. Chandor prosegue a raccontare la lotta per la sopravvivenza di personaggi costretti a combattere contro un destino avverso. Esattamente come il protagonista del suo precedente «All Is Lost» (film del 2013 con Robert Redford nei panni di un uomo disperso al largo dell'Oceano Indiano, a bordo di una piccola imbarcazione colpita da un container), anche l'Abel Morales di Oscar Isaac è un personaggio che rischia di affondare e può contare soltanto sui suoi “sani principi” per poter rimanere a galla.

È un antieroe con cui è facile immedesimarsi e che sembra uscito dai grandi film della New Hollywood degli anni Settanta: Isaac ha (quasi) il talento dei maggiori interpreti americani del periodo e in questo film ne dà prova come mai prima. Ottima anche Jessica Chastain, ma è l'intera direzione di Chandor a essere di pregevole fattura: «1981: Indagine a New York» ha un grande respiro classico e la confezione è particolarmente curata (una menzione speciale va alla raffinata fotografia di Bradford Young, ma anche le musiche di Alex Ebert fanno magnificamente il loro dovere). Dal punto di vista narrativo c'è qualche momento di stanca, soprattutto nella seconda parte, ma i guizzi non mancano e alcune sequenze rimangono a lungo impresse nella memoria (un inseguimento mozzafiato, in primis).

Da non perdere, perché di film americani di questo tipo se ne vedono davvero pochi (siamo nel 1981, ma diversi spunti drammaturgici raccontano molto del mondo di oggi) e per conoscere il talento di un giovane autore che si prepara a fare davvero molta strada nel cinema a stelle e strisce.

© Riproduzione riservata