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cinema

Da «Zero Days» a «Where to Invade Next», documentari protagonisti al Festival di Berlino

I documentari sono ancora protagonisti al Festival di Berlino: dopo il successo di «Fuocoammare» di Gianfranco Rosi, tanti applausi sono arrivati anche per «Zero Days» di Alex Gibney, presentato in concorso.

Il grande regista (premio Oscar per «Taxi to the Dark Side») esplora il fenomeno di Stuxnet, il virus informatico che, nonostante le smentite, pare ormai certo sia stato creato dal governo americano in collaborazione con quello israeliano per sabotare una centrale nucleare iraniana.

Il virus, però, non si è limitato a colpire il bersaglio ma, a causa di un malfunzionamento, si è diffuso in maniera incontrollata.

Gibney ragiona con grande lucidità sui pericoli degli attacchi on-line, sul cyberterrorismo e sulla possibilità che determinati malware possano causare tragedie su scala mondiale.

Lavorando col consueto rigore e intervistando diversi esperti, il documentarista lancia messaggi importanti e fa riflettere su argomenti che corriamo il rischio di continuare a sottovalutare.

Dopo «Mea Maxima Culpa – Silenzio nella casa di Dio» e «Going Clear – Scientology e la prigione della fede», Gibney si conferma uno dei registi in attività più bravi in assoluto a scavare nel marcio del mondo di oggi, senza avere alcuna paura di sporcarsi le mani.
Chissà che il suo film non trovi uno spazio all'interno del palmarès della Berlinale: se lo meriterebbe.

Meno incisivo è invece l'ultimo documentario di Michael Moore, «Where to Invade Next».

Il regista è ironicamente alla ricerca di un nuovo paese che potrebbe essere invaso dall'America e cerca di capire quali siano gli stati che potrebbero offrire maggiori vantaggi agli Stati Uniti.

Parte dall'Italia il viaggio intorno al vecchio continente (ma ci sarà spazio anche per una capatina in Tunisia) di Michael Moore, che, con il consueto sarcasmo, esplora alcune peculiarità di diversi paesi europei.

Se il lato più goliardico funziona, parecchi limiti si notano quando il regista inizia a impartire lezioni educative che sanno molto di retorica spicciola.
Spesso non si prende troppo sul serio, almeno in questo film, ma quando lo fa inciampa e fatica a rialzarsi.

In concorso, infine, è stato presentato «Des nouvelles de la planète Mars» di Dominik Moll.
Protagonista è Philippe Mars, uomo divorziato, che vive da solo e con un lavoro che non lo soddisfa. Quando l'ex-moglie deve andare via per qualche giorno, è costretto a badare ai due figli, ma non saranno gli unici ospiti che arriveranno nella sua piccola abitazione.
Commedia dai contorni surreali, «Des nouvelles de la planète Mars» è una pellicola godibile e dotata di alcuni spunti creativi (i momenti onirici, in primis).
Peccato che il copione sia privo di grandi guizzi e che ci si debba accontentare di un film dotato di buon ritmo ma purtroppo privo di spessore.

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