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Questa sera il verdetto del Festival di Berlino: «Fuocoammare» di Rosi tra i favoriti

Al Festival di Berlino impazza il toto-Orso: appassionati e addetti ai lavori votano le proprie preferenze in attesa di scoprire il verdetto della giuria capitanata da Meryl Streep.
La cerimonia di premiazione è in programma questa sera e fino a quel momento ci sarà spazio per previsioni e speranze.

Tra i favoriti, c'è sicuramente «Fuocoammare» di Gianfranco Rosi, l'unico film italiano inserito nel concorso di Berlino di quest'anno.
Il documentario su Lampedusa è stato uno dei titoli più applauditi dell'intera kermesse, molto amato dalla critica internazionale e capace di far discutere lungo tutto l'arco della manifestazione. Per Rosi sarebbe un altro trionfo importantissimo, dopo il Leone d'oro ottenuto col suo film precedente, «Sacro GRA», alla Mostra di Venezia del 2013.

Chi potrebbe mettergli i bastoni tra le ruote? Forse Thomas Vinterberg con «The Commune» o il grande Lav Diaz con «A Lullaby to the Sorrowful Mystery». Possibili outsider, il portoghese «Cartas da guerra» e il tunisino «Hedi». Attenzione anche a «Death in Sarajevo» di Danis Tanovic, uno dei film più intensi e significativi dell'intero concorso.

Per gli attori partono in prima fila i ragazzi di «Being 17» di André Téchiné, nella categoria maschile, e Isabelle Huppert («L'avenir») in quella femminile. L'unica che potrebbe soffiare il premio all'attrice francese sembra essere Julia Jentsch per il tedesco «24 Weeks».

In attesa di conoscere i verdetti ufficiali, nell'ultima giornata del festival è stato presentato fuori concorso «Saint Amour», una divertente commedia dolceamara diretta da Benoît Delépine e Gustave Kerverne. Protagonisti sono Gérard Depardieu e Benoît Poelvoorde nei panni di un padre e un figlio che cercano di ricreare un rapporto degno di tale nome durante un viaggio enogastronomico lungo la Francia. Accompagnati da un autista parigino, vivranno una serie di disavventure che li renderà uniti più che mai.

Coproduzione franco-belga, «Saint Amour» è un film godibile e interessante, capace di far ridere (semplicemente irresistibile la sequenza in cui Poelvoorde elenca le “dieci tappe” della sbronza da alcol), ma anche di toccare corde emotive profonde (Depardieu che continua a lasciare messaggi nella segreteria della moglie defunta).
Non manca qualche momento un po' ingenuo e poco credibile, ma è una pellicola da non sottovalutare, leggera e intensa allo stesso tempo, che potrebbe avere un ottimo successo anche ai botteghini italiani. E Depardieu è ancora uno degli attori francesi più carismatici in assoluto.

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