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David di Donatello: in prima fila «Non essere cattivo»,…

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le candidature agli «oscar italiani»

David di Donatello: in prima fila «Non essere cattivo», «Youth - La giovinezza» e «Fuocoammare»

Annunciate le candidature ai David di Donatello, i cosiddetti Oscar all'italiana, la cui cerimonia ufficiale si terrà il prossimo 18 aprile.

Poche sorprese tra i nominati al titolo di miglior film: nella cinquina troviamo «Youth – La giovinezza» di Paolo Sorrentino, «Il racconto dei racconti» di Matteo Garrone, «Non essere cattivo» di Claudio Caligari, «Perfetti sconosciuti» di Paolo Genovese e «Fuocoammare» di Gianfranco Rosi.

E chissà che non sia proprio quest'ultimo, unico documentario (seppur sui generis) in concorso, ad avere la meglio: Rosi ha già trionfato al Festival di Berlino e potrebbe partire in pole position.

Gli stessi cinque nomi – Sorrentino, Garrone, Caligari, Genovese e Rosi – si contenderanno anche la statuetta come miglior regista.

Come miglior sceneggiatura, invece, al posto di «Fuocoammare» e insieme agli altri quattro plurinominati – «Youth – La giovinezza», «Il racconto dei racconti», «Non essere cattivo» e «Perfetti sconosciuti» – è stato candidato «Lo chiamavano Jeeg Robot» di Gabriele Mainetti, una delle sorprese dell'anno, che si è guadagnata anche numerose nomination tecniche e la candidatura per il miglior regista esordiente.

Nella cinquina dei migliori attori protagonisti troviamo Claudio Santamaria per «Lo chiamavano Jeeg Robot», Alessandro Borghi e Luca Marinelli per «Non essere cattivo», Marco Giallini e Valerio Mastandrea per «Perfetti sconosciuti»; mentre tra i non protagonisti Valerio Binasco per «Alaska», Fabrizio Bentivoglio per «Gli ultimi saranno ultimi», Giuseppe Battiston per «La felicità è un sistema complesso», Luca Marinelli per «Lo chiamavano Jeeg Robot» e Alessandro Borghi per «Suburra».

Nel gruppo delle attrici: come protagoniste Àstrid Bergès-Frisbey («Alaska»), Paola Cortellesi («Gli ultimi saranno ultimi»), Sabrina Ferilli («Io e lei»), Juliette Binoche («L'attesa»), Ilenia Pastorelli («Lo chiamavano Jeeg Robot»), Valeria Golino («Per amor vostro») e Anna Foglietta («Perfetti sconosciuti»); come non protagoniste Piera Degli Esposti («Assolo»), Antonia Truppo («Lo chiamavano Jeeg Robot»), Elisabetta De Vito («Non essere cattivo»), Sonia Bergamasco («Quo vado?») e Claudia Cardinale («Ultima fermata»).

Da segnalare anche la cinquina dei migliori documentari: «Harry's Bar» di Carlotta Cerquetti, «I bambini sanno» di Walter Veltroni, «Louisiana» di Roberto Minervini, «Revelstoke. Un bacio nel vento» di Nicola Monuzzi e «S Is for Stanley (Trent'anni dietro al volante per Stanley Kubrick)» di Alex Infascelli.

I nominati come miglior film dell'Unione Europea sono «45 anni» di Andrew Haigh, «Dio esiste e vive a Bruxelles» di Jaco Van Dormael, «Il figlio di Saul» di Laszlo Nemes, «Perfect Day» di Fernando Leon de Aranoa e «The Danish Girl» di Tom Hooper.
Infine, la statuetta per il miglior film straniero se la contenderanno «Carol» di Todd Haynes, «Il caso Spotlight» di Tom McCarthy, «Il ponte delle spie» di Steven Spielberg, «Remember» di Atom Egoyan e il capolavoro della Pixar «Inside Out».

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