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A Torino il Festival Interplay

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A Torino il Festival Interplay

Roser-Lopez-Espinosa (© Alfred-Mauve)
Roser-Lopez-Espinosa (© Alfred-Mauve)

Da sedici anni a questa parte Interplay, Festival Internazionale di Danza Contemporanea, si propone come talent scout di compagnie e coreografi già affermati, ma giovani e sperimentatori. E proprio per dare visibilità e campo alle nuove generazioni d'artisti, la manifestazione diretta da Natalia Casorati ha intessuto nel tempo reti nazionali e internazionali via via più fitte e produttive, tanto che le collaborazioni di questa sedicesima edizione - ai nastri di partenza il 18 maggio a Torino - sono troppo numerose da citare per esteso. I filoni e le modalità del Festival restano invece costanti negli anni: danza con musica dal vivo, tematiche radicate nella nostra società e realtà quotidiana, brevi formati da mostrare come in un'antologia e alternanza fra spettacoli in teatro, in urbano e in musei o gallerie d'arte.

In quest'edizione di Interplay – dal 18 maggio al 10 giugno prossimi, in varie sedi – sono in cartellone trenta compagnie da quindici paesi. La serata inaugurale (il 18 maggio) presenta l'acrobatico “Collective Loss of Memory” della compagnia RootLessRoot e DOT 504, uno spettacolo in bilico fra piacere e malessere, condito di humour che è stato eletto titolo dell'anno dalla Piattaforma della Danza Ceca, mentre dal successo ai Dansdagen di Maastricht viene “Higher” di Michele Rizzo, coreografo italo-olandese che dialoga con le sonorità elettroniche del compositore sperimentale Lorenzo Senni. Segue (il 20 maggio) il programma che accoppia il duo di Francesco Colaleo “Re-garde” e quello, di precisione millimetrica, “Lowland” della coreografa spagnola Roser López Espinosa. Sabato 21 gli sperimentati Blitz Metropolitani invadono la Piazza Vittorio che affaccia sul Po con la danza urbana delle compagnie Reymond e Daigle, HumanHood, Los Innato e HURyCAN. Il 23 maggio i protagonisti sono i portoghesi LANDER PATRICK in “Cascas d'ovo”, Euripides Laskaridis, in Italia dopo la collaborazione con Bob Wilson per la sua '”Odissea” e l'olandese-israeliana Liat Waysbort, autrice di “Please me please” dalla affascinante dinamica coreografica.

Nel corso della giornata e della sera del 25 maggio Inteplay organizza un focus sulla danza europea emergente che si articola in un momento di condivisione di pratiche artistiche fra performer, in un incontro aperto con operatori internazionali e poi nella presentazione degli short format dei coreografi selezionati dalla rete Dance Roads di cui il Festival è partner da tempo: Annamaria Ajmone e Claudia Catarzi italiane, la Cie Adéquate francese, Jasper van Luijk dall'Olanda, Gwyn Emberton dalla Gran Bretagna e Cristina Lielenfeld prodotta dal Centrul de Cultura di Bacau, Romania si esibiranno alla Lavanderia a Vapore.
La serata successiva (il 27) ritornano al festival i Phisical Momentum Project e il rinomato coreografo franco israeliano Yuval Pick che in “Loom” si vale della musica di Nico Muly compositore di casa alla Metropolitan Opera di New York e, a chiudere, Francesca Penzo di Fattoria Vittadini con l'israeliana Tamar Grosz in un duo dalle grammatiche coreografiche ardite. Tutti italiani i protagonisti dell'appuntamento del 28: i più che affermati Daniele Ninarello e Daniele Albanese, quest'ultimo con un suo solo con quattro percussionisti in scena, Marco D'Agostin con una parodia dell'uomo perfetto che la società di oggi ci richiede e infine il sarcastico “Tristissimo” del duo indipendente C&C. Il 31 maggio, poi, ci saranno i due coreografi italiani della “diaspora” artistica: Moreno Solinas attivo in Inghilterra - che con Igor Urzelai porta “Idiot-Syncrasy “ - e Andrea Costanzo Martini da Israele con “What happened in Torino”, lavori entrambi dalla cifra ironica. Inoltre Fabrizio Favale e la sua compagnia Le supplici, artisti di prim'ordine, presentano “Ossidiana” spettacolo che sarà in cartellone alla Biennale di Lione 2016.

Infine ci sarà una ripresa di festival il 10 giugno con tre site specific al Museo Ettore Fico: del breaker Giovanni Lenarduzzi, di Gianluca Girolami e dei SENZA CONFINI DI PELLE che, in “Possibili derive”, portano al pubblico la prime parte di un progetto più ampio sull'utilizzo del selfies come rappresentazione della nostra condizione esistenziale.
In un'Europa che mostra nuove divisioni e debolezze, il dialogo interculturale nell'arte, in particolare delle giovani generazioni, è suscitatore di coesione nelle diversità.

INTERPLAY/16 - Festival Internazionale di Danza Contemporanea
18 maggio >> 10 giugno 2016 Torino
Teatro Astra + Fonderie Teatrali Limone + Lavanderia a Vapore
Blitz Metropolitani > Piazza Vittorio Veneto + MEF Museo Ettore Fico
www.mosaicodanza.it

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